Fumata nera per i sottosegretari. Ecco i nomi in ballo

Fumata nera per i sottosegretari. Ecco i nomi in ballo
Non sembra destinata a concludersi la partita dei sottosegretari del governo Conte. A quanto si apprende da fonti dell'esecutivo si andrebbe verso uno slittamento ad altro Consiglio dei ministri

Saranno ancora giorni di passione. Il tema dei sottosegretari non era all’ordine del giorno, come sperato, nel Consiglio dei ministri di oggi e, a quanto si apprende, non è stato neanche fissato un termine per il giuramento. E mentre da fonti pentastellate trapela l’idea di chiudere entro martedì, non si escludono accelerazioni. Le trattative per chiudere la squadra di governo si sono fatte sempre più frenetiche. Un esercito di aspiranti vice ministri e sottosegretari, si parla di oltre duecento, per 42 posti da assegnare rendono di certo la partita più complicata. E il vertice di ieri sera, nonostante l’ottimismo del premier Conte di giungere presto ad una lista definitiva, non fa ben sperare. Tornato di tutta fretta da Bruxelles Conte ha incontrato fino a tarda notte i ministri Riccardo Fraccaro e Stefano Patuanelli, mentre è stata smentita la presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Ad avere le idee più chiare sembrerebbero i dem, mentre pare abbiano chiesto più tempo i grillini. Conte, pressato dal Quirinale, spingeva a chiudere i giochi entro oggi e portare le nomine al Consiglio dei ministri fissato alle 15 per dare così il via libera. Ma la partita è ancora aperta e i nomi proliferano.

I numeri ci sono: 22 poltrone per il Movimento 5 Stelle, 18 per il Pd e 2 per Leu, ma la corsa giallorossa è piena di ostacoli.
Di Maio pare si sia un po’ ingarbugliato e la sua idea di scaricare la responsabilità di trasmettere una rosa di cinque nomi per i ministeri di loro competenza ai capigruppo delle commissioni ha agitato gli animi.  Nel Movimento 5 Stelle la partita più intrigante si gioca tra Laura Castelli e Stefano Buffagni per aggiudicarsi il dicastero dell’Economia. Chi la spunterà? Il Corriere parla di un possibile pareggio: lei viceministro e lui sottosegretario. A mantenere la poltrona pare siano Alessio Villarosa (Economia), Manlio Di Stefano (Esteri), Davide Crippa e Andrea Cioffi (Mise), Mattia Fantinati alla pubblica amministrazione. Si parla di un possibile ritorno della ministra della Difesa Elisabetta Trenta come vice al Viminale, posto conteso con Francesco D’Uva. Carlo Sibilia dovrebbe essere riconfermato. Ancora un ipotetico rientro: Barbara Lezzi potrebbe rientrare come vice al ministero per il Sud.

Anche Zingaretti ha il suo bel da fare tra le richiesti delle varie correnti. Tra i più papabili vengono dati al momento Misiani al Mef, Andrea Martella a Palazzo Chigi (con delega all’Editoria) o in alternativa al Mise. Marina Sereni agli Esteri. Potrebbero trovare spazio Debora Serracchiani, Antonio Funiciello, Lia Quartapelle e gli assessori del Lazio Lorenza Bonaccorsi e Giampaolo Manzella. Ha messo gli occhi sul Viminale Emanuele Fiano, mentre Anna Ascani è vicinissima all’Istruzione. Luigi Marattin al Mef. Per i dem spunta anche il nome di Pier Paolo Baretta all’Economia. Maurizio Martina potrebbe accettare di andare all’Interno come vice di Luciana Lamorgese.

Alla salute sono in ballo per i 5S i nomi di Giorgio Trizzino e Pierpaolo Sileri, mentre per il Pd si fa il nome dell’ex deputato Giorgio Gelli. Per la Giustizia il M5S conferma Vittorio Ferraresi, mentre il Pd pensa a Giovanni Legnini.
A scottare sono le deleghe. Telecomunicazioni ed energia. Il Pd punta su Antonello Giacomelli e Gian Paolo Manzella. Il Movimento su Dario Tamburrano, mentre Patuanelli vorrebbe tenere quelle dell’energia.

Delicata anche la partita dei capi di Gabinetto, le cui caselle saranno riempite tra oggi e domani.

ultima modifica: 2019-09-12T10:06:46+00:00 da Chiara Masi

 

 

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