Turingia e Umbria al voto: un commento

Due regioni al voto. Due realtà con qualche similitudine. Due esisti completamente diversi. La politica al tempo dei populismi della destra radicale in Europa.

Il caso ha voluto che alle elezioni regionali andassero allo stesso tempo due territori, in due Paesi diversi, che però condividono qualche cosa: sono piccole ed hanno sempre visto la sinistra come forza preponderante nel governo locale. Per l’Umbria dal PCI per arrivare al PD. In Turingia con Die Linke.

Le forze “sovraniste” e di “destra” (estrema, per alcuni) hanno fatto il boom di voti in Turingia come in Umbria. Dai dati ormai confermati, infatti, AfD ha ottenuto un +12,8% dei voti arrivando al 23,4% e diventato il secondo partito politico. Crolla la CDU (-11,7%) e perde un po’ di terreno la SPD (-4,2%). A differenza del trend degli ultimi mesi non crescono i verdi, che anzi, perdono uno 0,5% mentre, per una manciata di voti, entra in parlamento il partito liberale di destra (FDP) che supera così la soglia del 5% fissata per poter eleggere rappresentanti nei vari parlamenti (locali come nazionale).

Il partito Die Linke, invece, la sinistra, aumenta del 2,8% i propri voti e arriva al 31%. Diventando il primo partito e consolidando il proprio ruolo. Incredibile, ma la CDU si è detta pronta ad una coalizione con questo partito pur di scongiurare un qualche ruolo di AfD. Sarà un esperimento politico molto interessante, che io sappia, sarebbe la prima volta nella storia della Germania (unificata) che un Land viene governato da CDU e Die Linke. Una vera grande coalizione tra destra(moderata) e sinistra (più o meno radicale secondo alcuni).

Der Spiegel riporta dati e proiezioni per l’assegnazione dei seggi (46) necessari per creare un governo.

Ma parliamo dell’Umbria…

Una situazione speculare. Qua, nella regione che fu “rossa”, come la Toscana e l’Emilia-Romagna, ora vince la coalizione di Centrodestra – ma io direi che è Destra-Destra – dove il dominus è Matteo Salvini con la Lega al 37% seguita da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che arriva inaspettatamente al 10,4%. Quello che era un trend indicato dai sondaggi ora è certificato da un’elezione reale: il polo di potere nel (fu) centrodestra si è spostato su Salvini-Meloni anche a livello regionale. Berlusconi è diventato ormai superfluo.

Il M5S continua a faticare molto a livello locale. Non supera l’8% arrivando al 7.4. Niente di nuovo, ad essere onesti, non ha mai avuto grandi risultati localmente, perché non ha né la struttura di un partito organizzato (PD e Lega per es.) né persone da spendere poiché una classe dirigente locale non l’hanno mai costruita.

Il PD, che aveva il governo della regione ne esce “bene”. Infatti è il primo partito della coalizione giallo-rossa e con un 22,3% diventa il secondo partito. Magra consolazione, ma considerando che in questa regione usciva da uno scandalo pesante e all’indomani di una scissione personalistica, quella di Renzi, direi che può dirsi molto soddisfatto.

Insomma, due regioni, due situazioni simili, due contesti “simili” ma esiti completamente diversi. In Turingia forse si sperimenterà un’alleanza inedita, quasi “innaturale” (che poi, sempre per vederci un parallelo era un po’ quel che ha fondato il PD – ex PCI con ex DC, no?) come ulteriore tecnica di contenimento delle forze populiste della destra sovranista di AfD.

In Umbria, l’alleanza destra-destra di Meloni Salvini vince a mani basse e si incunea nel cuore del Paese, dando una svolta politica radicale a un’area che tradizionalmente è sempre stata a sinistra. Difficile prevedere ciò che accadrà, ma è evidente che urge una riflessione (rapida) e un piano d’azione per riconquistare la fiducia delle persone.

Su Repubblica i dati finali indicandi % e numero di voti per ciascuna lista e partito.

ultima modifica: 2019-10-28T09:36:32+00:00 da Federico Quadrelli