Il Distretto Agrumi di Sicilia sensibilizza e promuove iniziative che possano aiutare i produttori del territorio a migliorare le proprie risorse e i risultati del loro impegno agricolo, ed è per questo che ha preso parte al programma “Non conventional water resources – Risparmio e gestione sostenibile delle risorse” promosso dall’organizzazione internazionale Global water partnership-Med. L'intervento di Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia

La Sicilia è famosa nel mondo per la sua storia, la sua bellezza, la sua cultura, e altrettanto per i prodotti che la sua terra è in grado di offrire. Tra questi, gli agrumi sono una componente vitale e un vero e proprio fiore all’occhiello dell’economia locale, pari quasi al 60% dell’intera produzione italiana. Una produzione, quella agrumicola, che richiede una quantità ingente di acqua, con un notevole impatto sulle risorse di un territorio già messo a dura prova sul fronte della scarsità idrica.

Il Distretto Agrumi di Sicilia è da sempre attivo nel sensibilizzare e promuovere iniziative che possano aiutare i produttori del territorio a migliorare le proprie risorse e i risultati del loro impegno agricolo, ed è per questo che ha preso parte al programma “Non conventional water resources (Ncwr) – Risparmio e gestione sostenibile delle risorse” promosso dall’organizzazione internazionale Global water partnership – Med (Gwp-Med) e con il supporto di Euro-Mediterranean centre for climate change (Emcc), del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura (Dicar) dell’Università di Catania e il sostegno della The Coca-Cola Foundation.

Un’iniziativa pilota, che coinvolge un selezionato gruppo di agricoltori della Piana di Catania per promuovere una cultura di sostenibilità, a partire dall’irrigazione, grazie all’utilizzo di tecnologie che rendono facile la verifica e la valutazione del consumo e dell’utilizzo idrico. Gli agricoltori, infatti, riceveranno informazioni personalizzate sulle proprie necessità di irrigazione attraverso una serie di sensori installati nel terreno che raccolgono e veicolano le informazioni a una piattaforma online: proprio ascoltando la sete dei propri alberi potranno migliorare l’uso di acqua, verificare la qualità delle proprie coltivazioni e – non meno importante – ridurre i costi energetici legati all’irrigazione, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza idrica ed energetica fino al 40%.

Accanto a questa iniziativa, gli stessi partner hanno sviluppato un programma a livello urbano, mirando ad accrescere le infrastrutture “verdi-blu” che incentivano la raccolta e la gestione dell’ acqua piovana realizzando un “tetto verde” negli edifici dell’ateneo catanese: lo spazio, come già avviene nelle aree interessate da questo genere di progetti, ha l’obiettivo di migliorare le efficienze energetiche del palazzo coinvolto, mitigare il calore che si produce in particolar modo nelle città isolane e migliorare la qualità dell’aria, contribuendo a una generale trasformazione positiva.

Inoltre, il posizionamento all’interno di uno spazio educativo permette una diretta sensibilizzazione degli studenti e specialisti di ingegneria idraulica, che potranno utilizzare lo spazio per approfondimenti e ulteriori progetti didattici. Le buone pratiche possono generare un circolo virtuoso se coinvolgono i giusti esperti e danno un ritorno immediato a chi ne può e ne potrà usufruire: goccia dopo goccia, cantava una canzone tanti anni fa, possiamo davvero contribuire a far nascere un nuovo corso di pratiche buone e sostenibili.

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