Nuvv, Nuvec, Nuvap. La galassia di sigle che costa e blocca le infrastrutture

Nuvv, Nuvec, Nuvap. La galassia di sigle che costa e blocca le infrastrutture
Tutti dovrebbero sapere che Mose, Tav, Tap ed altre sigle avrebbero dovuto essere, istituzionalmente, al vaglio di altre quali Nuvv, Nuvap, Nuvec e tante ancora. L'analisi del prof. Giuseppe Pennisi

Tutti dovrebbero sapere (ma l’informazione pare la abbiano unicamente pochi ‘amici degli amici’) che Mose, Tav, Tap ed altre sigle avrebbero dovuto essere, istituzionalmente, al vaglio di altre sigle quali Nuvv, Nuvap, Nuvec e tante ancora non di ‘Commissioni Ponti’ ed altri comitati temporanei del genere.

Chi sono? Nuvv è il nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici presso la Presidenza del Consiglio, il Nuvap è il nucleo di valutazione e analisi per la programmazione pure presso la Presidenza del Consiglio, il Nuvec è il nucleo per la valutazione e controllo presso l’Agenzia della Coesione. Per maggiori dettagli si vedano i link a fondo pagina.

Ce ne sono presso numerosi Ministeri, quasi tutte le Regioni e moltissimi comuni. Ne ha uno pure il piccolo comune di Capalbio, piccola Atene e ultima spiaggia del Tirreno.

La normativa varia. Per i due in presidenza del Consiglio si prevedono 30 componenti ciascuno, selezionati tra coloro che hanno comprovata esperienza nel campo della valutazione, verifica e controllo delle politiche, formulazione e gestione di piani, programmi e progetti di investimento pubblico. Con retribuzioni superiori a quelle dei livelli più alti della pubblica amministrazione. Con tanti valutatori e verificatori ai più elevati livelli professionali, i cittadini contribuenti dovrebbero dormire sonni tranquilli: c’è chi che cura gli investimenti effettuati con il gettito delle loro tasse.

Invece, pare che non sia affatto così: almeno da quanto si legge sui giornali, le opere pubbliche non decollano (o non arrivano) e i costi sono imprevedibili. E cosa fa il centinaio di valutatori e verificatori di comprovata esperienza nel campo della valutazione, verifica e controllo delle politiche, formulazione e gestione di piani, programmi e progetti di investimento pubblico?

Se lo stanno chiedendo numerosi parlamentari, anche della maggioranza, perché la galassia – chiamata in gergo la rete dei nuclei – costa e stanno crescendo seri dubbi se i benefici sono commensurati alla spesa. Soprattutto, perché navigando sui siti istituzionali si trovano indicazioni sintetiche dei piani di attività per il futuro ma non rapporti semestrali ed annuali con indicazioni precise sugli investimenti valutati e verificati, sulle implicazioni operative in termini di cronoprogrammi di attuazione, risultati attesi e simili.

Quando nel lontano 1982, l’allora Governo Spadolini, su iniziativa dell’allora Ministro del Bilancio Giorgio La Malfa e dell’allora Segretario Generale della Programmazione Paolo Savona, il Nucleo degli Investimenti Pubblici era uno solo, aveva 11 membri e compensi allineati con quelli dello Stato, anche se la metà circa proveniva da banche ed enti internazionali.

Non voglio ritornare sulla vicenda narrata in un libro pubblicato al Mulino nel lontano 1987, ma occorre ricordare che il team, oltre ad operare sui progetti del Fondo Investimenti ed Occupazione, venne impegnato sulla valutazione delle centrali nucleare Pec e Cirene, sul piano nazionale dei trasporti, sul programma di politica industriale 1983-86, e simili. Inoltre pubblicò manuali di valutazione e guide operative, stime del tasso di attualizzazione per l’investimento pubblico e rendicontò ogni sei mesi le proprie attività.

Voglio ricordare che negli anni in cui il Nucleo di Valutazione era diretto da Fabrizio Barca oltre ad attività come quelle citate venne sviluppata una collana di documenti di lavoro sui temi dell’investimento pubblico ed un programma sperimentale di valutazione dei progetti di lunga durata (tipo Mose e Tav) utilizzando le opzioni reali.

Ora nessuno sa cosa viene fatto o prodotto dalla galassia di sigle che iniziano con N. Temo che il Presidente del Consiglio non sia a conoscenza che ha al suo servizio 60 esperti di comprovata esperienza nel campo della valutazione, verifica e controllo delle politiche, formulazione e gestione di piani, programmi e progetti di investimento pubblico. Sarebbe forse sorpreso di apprendere che il Nuvv è guidato da una brava dirigente laureata in filosofia e specializzata in sociologia, materie certo attinenti alla valutazione dell’istruzione e dei servizi sociali ma un po’ meno alle opere pubbliche, oggetto più per tosti ingegneri ed economisti. Dei primi che non ce ne sia almeno uno. Dei secondi, invece, ci sono consulenti legati ad un parte politica (imbucati, come si direbbe a Roma) e che trovano corretto svolgere attività professionale privata simultaneamente ai loro delicati compiti istituzionali. L’Avvocato del Popolo vorrà senza dubbio vederci chiaro prima che glielo chieda il Parlamento.

Infatti, dopo ‘l’acqua grande’ e la messa a nudo delle carenze del Mose (cosa ha valutato il Nuvv? C’è un rapporto del Nuvv e del Nuvap? Perché questi documenti non sono portati al Parlamento e ed all’opinione pubblica) e dopo la crisi, per così dire ex-Ilva (cosa ha scritto il Nuvec), a Montecitorio ed a Palazzo Madama sta per scatenarsi uno tsumani. La preoccupazione è che la galassia invece di valutare porti alla svalutazione (quella interna, unica possibile in un’unione monetaria).

– http://www.programmazioneeconomica.gov.it/nucleo-di-valutazione-e-verifica-degli-investimenti-pubblici-2/

– http://www.programmazioneeconomica.gov.it/le-strutture-tecniche/

– http://www.programmazioneeconomica.gov.it/nars-regolazione-servizi-di-pubblica-utilita/

– http://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/OperePubbliche/NucleiValutazione/index.html

– https://www.interno.gov.it/it/amministrazione-trasparente/opere-pubbliche/nuclei-valutazione-e-verifica-investimenti-pubblici

ultima modifica: 2019-11-16T18:30:43+00:00 da Giuseppe Pennisi

 

 

 

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