“Comunismo, una cosa che funziona in teoria” canta Marracash in Margarita. La strofa andrebbe bene pure con “populismo”, “sovranismo” e “riformismo”, anche quelli funzionano solo in teoria. Spesso gli ismi in politica naufragano alla prova dei fatti.

Nella serie di “Interviste con i sindaci” della testata di Telos A&S Primo Piano Scala c, abbiamo più volte riscontrato come l’annuncismo, che caratterizza molte politiche nazionali, non abbia un suo riscontro a livello locale, dove gli amministratori si trovano a dover fronteggiare i problemi dal lato pratico. Ne abbiamo una prova a Stoccolma, capitale del Paese europeo che ospita il maggior numero di rifugiati in rapporto alla popolazione. Nelle elezioni del 2018, Sverige Demokraterna, la destra anti-immigrati, ha ottenuto in Parlamento un ragguardevole 18%. Ma l’ondata xenofoba non sembra aver modificato radicalmente la politica della capitale. Ne abbiamo parlato con la sindaca di Stoccolma Anna König Jerlmyr, che guida un’insolita coalizione verde-blu, che mette insieme i Verdi con i partiti dell’Alleanza di centro-destra.

Certo però che anche la Sindaca ha dovuto mettere una barriera all’ingresso che prima non c’era: quella della conoscenza della lingua svedese, un prezzo da pagare al sentimento diffuso di preoccupazione, anche al di fuori di chi vota per la Sverige Demokraterna, per la presenza di immigrati nel Paese.

“Va sottolineato, come ho già fatto altre volte, che con i partiti populisti, di estrema destra, anti-immigrati e nation-first che avanzano in tutta Europa e sono ora al governo in Austria, Norvegia e Finlandia, un sentimento anti politico potrebbe sì diffondersi anche nel nostro Paese, ma a livello nazionale. Non è questo il caso infatti della Città di Stoccolma, dove lavoriamo per fare in modo che tutti i cittadini partecipino, attivamente, alla vita pubblica” sottolinea la sindaca. Leggi l’intervista qui.

Dopo quasi un anno di interviste ai sindaci italiani e stranieri di Primo Piano Scala c, ho avuto modo di constatare il cambio di passo dall’annuncismo nazionale al bagno di realtà locale. Amministrare una città è un setaccio, che spesso costringe a separare quello che funziona negli slogan dalle reali politiche sul territorio. Ed è lì che naufraga quello che, come dice Marracash, funziona solo in teoria.

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