Legge proporzionale? Il focus Skytg24 sulle regole del gioco

Legge proporzionale? Il focus Skytg24 sulle regole del gioco
A breve si deciderà il destino del sistema elettorale. Il vero contratto morale con l’elettore, che saprà grazie a questo strumento che fine farà il proprio voto. L'editoriale di Skytg24 a firma del direttore Giuseppe De Bellis

La partita finale sta per cominciare. I giocatori sono pronti per scendere in campo, ma ancora devono essere approvate le regole. E saranno prima la Consulta e poi il Parlamento a deciderle. La Corte Costituzionale si pronuncerà a giorni sulla costituzionalità del referendum che propone l’abolizione della quota proporzionale della legge elettorale.

Una decisione che definirà il destino del sistema di votazione, come ricorda oggi un editoriale di Skytg24 a firma del direttore Giuseppe De Bellis: “Quella del ritorno al proporzionale è una spinta fortissima, che cancellerebbe il bipolarismo tanto auspicato, cercato, voluto con cui si sancì l’inizio della Seconda Repubblica”.

La proposta di legge a favore del proporzionale ha già preso il nome di “Germanicum”, per la vaga ispirazione al modello tedesco. Ma sarebbe un salto all’indietro, secondo alcuni critici. “Molti spiegano questa retromarcia con la presunta fotografia attuale del Paese – si legge nell’editoriale -: la frammentazione spinge a dover trovare un sistema che rappresenti di più l’Italia del 2020. Se così fosse, però, dovremmo stabilire un’alternanza di leggi elettorali che si verificasse ogni tot (cosa che peraltro è già accaduta fin troppo spesso), come fosse la conseguenza di una ricerca di mercato”.

Basta non dimenticare che la legge elettorale è la reale e più importante regola del gioco, che stabilisce un impegno con l’elettore. Con questa normativa chi vota saprà a cosa servirà la propria scelta. “Per questo – spiega Skytg24 – in una democrazia matura la legge elettorale non si piega alla politica, ma è la politica che si piega ad essa. Il suo unico obiettivo è la governabilità. Perché da questa discendono la stabilità, la crescita economica e, quindi, il benessere dei cittadini”.

“Il Paese è cambiato, la politica è cambiata, l’elettore è cambiato – prosegue il testo -. Il proporzionale apparteneva a un’era con altri partiti, altri leader e altri cittadini. Un’altra epoca. Il maggioritario in questi anni è entrato nella testa dei cittadini e bisognerebbe pensarci molto bene prima di cancellarlo”. Per chi sostiene che è il proporzionale a dare governabilità alla Germania, il Paese messo meglio in tutt’Europa, bisogna ricordare che il vero motivo è nel suo buon funzionamento, basato sulla cultura politica tedesca.

L’Italia ha inquinato il suo bipolarismo: “Il paradosso è che, chi per vocazione, nascita, cultura o rottura con il sistema partitocratico è sempre stato propendente per il maggioritario, oggi spinge per il ritorno al proporzionale, chi invece un tempo era ostile, oggi abbraccia il maggioritario”. La nuova politica dovrebbe guardarsi intorno per rendersi conto che la legge per l’elezione diretta dei sindaci funziona da 27 anni, garantendo governabilità, alternanza e rappresentanza. Un campo dove il gioco non è certo facile.

ultima modifica: 2020-01-12T12:00:39+00:00 da Rossana Miranda

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