Perché è importante ripensare la didattica. I consigli di Paganini

Perché è importante ripensare la didattica. I consigli di Paganini
Lo sforzo di adattare la didattica così rapidamente - e improvvisamente - alle esigenze della quarantena globale è apprezzabile. Tuttavia, avrebbe poco senso, cioè sarebbe uno sforzo inutile, se non venisse accompagnato da un ripensamento generale della scuola. L'intervento di Pietro Paganini, presidente di Competere

In ogni crisi c’è un’opportunità. Improvvisamente e forzatamente ci stiamo dedicando allo smart working, home office per essere più precisi. Abbiamo l’occasione di trasformare digitalmente i nostri processi organizzativi. Ciò che non abbiamo saputo o voluto intraprendere con lungimiranza lo dobbiamo urgentemente implementare nell’emergenza.

Così per la Scuola, che è obbligata ad introdurre l’e-learning o meglio, la remote education. Questa modalità di insegnamento e apprendimento è l’occasione per trasformare radicalmente – finalmente – la didattica.

CONSERVATORISMO

Anche nel contesto contemporaneo della globalizzazione e della digitalizzazione, la Scuola è rimasta immune al cambiamento. Si continua ad insegnare secondo modelli rigidi che appartengono al passato e che ignorano il presente.

Le conoscenze sono ormai diffuse e più facilmente accessibili, la scuola e gli insegnanti non sono più i proprietari di queste conoscenze. La loro funzione deve perciò cambiare.

PERCHÉ È IMPORTANTE?

Abbiamo l’opportunità di ripensare la didattica, consentendoci di apprendere in modo diverso per risolvere problemi sempre più complessi.

LIFELONG LEARNING/CONTINUING EDUCATION

Non si smette mai di imparare. Non è un detto, è un fatto. Per le Tre R del cambiamento (radicale, rapido e routine) l’apprendimento non si ferma alla Scuola tradizionale. Anche gli adulti devono continuare ad apprendere. Se come ho scritto nel libro Allenarsi per il Futuro, si cambieranno tra le 5 e le 7 mansioni, le nuove generazioni dovranno acquisire competenze sempre diverse: torneranno a scuola.

SCUOLA PER TUTTI

La Scuola tradizionale non svolge più la sua funzione educativa. Le conoscenze e i saperi sono prodotti e resi disponibili da una moltitudine di istituzioni pubbliche e private in modalità diverse. La Scuola tradizionale deve aprirsi a strumenti nuovi usati da generazioni diverse.

LA DIDATTICA VA CAMBIATA

Le lezioni frontali così come sono veicolate oggi sono inefficaci, soprattutto se online. Ore e ore di streaming non hanno senso. La funzione dell’insegnante tradizionale è superata. Deve organizzare il conoscere e i saperi che si trovano sulle tante piattaforme disponibili.

LE LEZIONI

Possono diventare un momento di confronto e di coordinamento rispetto ai problemi che i discenti imparano autonomamente ad affrontare con il supporto degli insegnanti.

PROBLEM SOLVING

Spariscono le interrogazioni (si interroga un sospetto non uno studente) perché l’obiettivo è quello di risolvere problemi attraverso le conoscenze. Accumulare saperi senza alcun fine ha poco senso.

Così come spariscono le interrogazioni e le verifiche per lasciare spazio ai risultati di problemi risolti. Spariscono anche i compiti perché la didattica è una continua sperimentazione alla ricerca di soluzioni ai problemi da risolvere.

IL SENSO CRITICO

Anche quelli filosofici e letterari sono problemi. La scienza è chiamata a risolvere problemi. La soluzione di problemi stimola il senso critico e il confronto. Non facciamo l’errore di conservare l’esistente intrappolati nella presunzione errata che solo il sapere fine a se stesso nobilita l’uomo. I sofisti e i socratici si confrontavano attorno a problemi complessi, per risolverli.

LA POLITICA

Lo sforzo di adattare la didattica così rapidamente – e improvvisamente – alle esigenze della quarantena globale è apprezzabile. Tuttavia, avrebbe poco senso, cioè sarebbe uno sforzo inutile, se non venisse accompagnato da un ripensamento generale della scuola. È da anni che lo scrivo e lo chiediamo.

ultima modifica: 2020-03-15T16:19:23+00:00 da Pietro Paganini

 

 

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