Ci sono tantissime persone al lavoro per garantire servizi essenziali e irrinunciabili, tra gli altri, gli addetti delle aziende farmaceutiche, dei servizi pubblici essenziali, come energia e gas e acqua, della chimica, del biomedicale, della detergenza. Il loro lavoro consente al Paese di andare avanti. L'intervento di Nora Garofalo, segretaria generale Femca Cisl

Le priorità della Femca Cisl sono sempre state la salute e la sicurezza dei lavoratori. Lo sono ancor di più in questa fase delicata, che ci sta chiamando tutti a comportamenti e sforzi eccezionali, fuori dal comune.

Nei contratti dei nostri settori abbiamo da sempre inserito protocolli che prevedono una normativa sulla sicurezza avanzata ed efficace, in grado di tutelare i lavoratori. I risultati ci hanno dato ragione, visto la bassa incidenza degli infortuni nelle aziende interessate.

Oggi, però, ci troviamo di fronte a un nemico invisibile e impercettibile, che bisogna combattere con mezzi e condotte nuove, straordinarie. In questo momento ci sono centinaia di migliaia di lavoratori che stanno lavorando in tutta Italia, e che consentono di sostenere l’economia del Paese, messa a rischio dalla pandemia. Ci sono tantissime persone al lavoro per garantire servizi essenziali e irrinunciabili, e mi riferisco, tra gli altri, agli addetti delle aziende farmaceutiche, dei servizi pubblici essenziali, come energia e gas e acqua, della chimica, del biomedicale, della detergenza.

Il loro lavoro consente al Paese di andare avanti: permette agli ammalati di curarsi, consente a tutti noi di avere gas, acqua, carburante, e mette le aziende alimentari, anch’esse operative, nelle condizioni di confezionare il cibo. È un esercito silenzioso che con grande senso di responsabilità, e non poca paura, sta dando il massimo per evitare che la situazione possa degenerare ulteriormente.

Ma c’è un altro esercito silenzioso che è fortemente impegnato in questa situazione: sono i nostri sindacalisti. A loro è delegato un compito difficile e importante: verificare che nelle aziende aperte siano rispettati alla lettera tutti i protocolli sulla sicurezza, compresi i Dpcm e i protocolli emanati per l’emergenza coronavirus. È un momento difficile per il Paese, ma se tutti noi agiremo con senso di responsabilità, non solo individuale ma collettivo, riusciremo presto a risollevarci.

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