L’accelerazione impressa negli ultimi due anni dal Pentagono inizia a mostrare i primi risultati. Il test alla Hawaii di un nuovo vettore a planata ipersonica punta a recuperare rapidamente terreno rispetto a Russia e Cina, che sul tema sono attive da tempo con assetti che spaventano l’Occidente

Gli Stati Uniti accelerano nella corsa all’ipersonico. Nella notte hawaiana, il Pentagono ha testato con successo il veicolo a planata ipersonica che aveva commissionato all’industria Usa solo lo scorso agosto. L’obiettivo è recuperare in fretta il terreno perso rispetto a Cina e Russia, che già da diverso tempo hanno sviluppato sistemi simili, considerati un vero “game changer” nei futuri scenari operativi.

IL TEST

Il test è stato condotto congiuntamente dalla US Navy e dallo US Army nel sito missilistico di Kauai, nella Hawaii, quando negli Usa era notte fonda. Il veicolo, denominato Common hypersonic glide body (C-Hgb), ha volato a velocità ipersonica (oltre cinque volte la velocità del suono) e ha colpito con successo il target designato. Ha partecipato anche la Missile Defence Agency (Mda) chiamata a raccogliere i dati di volo per testare la capacità di difesa da assetti di questo tipo nel caso in cui venissero utilizzati da avversari. Il test segue il volo eseguito nell’ottobre del 2017, quando un velivolo sperimentale aveva eseguito una fase di planata ipersonica. L’obiettivo è “metterli in campo” nella prima metà del decennio.

LA CAPACITÀ

Nell’esercitazione notturna, ha spiegato il vice ammiraglio Johnny R. Wolfe, direttore degli Strategic Systems Programs della Marina Usa, “abbiamo messo ulteriormente sotto stress il sistema, e lui è stato capace di gestirli tutti”. Si passa dunque alla fase successiva “verso una vera capacità di attacco ipersonico”. Il C-Hgb rientra nella categoria dei veicoli a planata ipersonica. Si tratta di missili dalla forma appiattita che eseguono una prima fase di volo balistica, trasportati oltre l’atmosfera da appositi lanciatori. Poi, staccandosi, scendono a un angolo più stretto rispetto ai tradizionali missili balistici; volando in planata spostando continuamente la traiettoria, rendendola dunque imprevedibile. Il tutto chiaramente a velocità ipersonica, superiore a Mach 5.

LA COMPETIZIONE IPERSONICA

Sistemi simili sono già stati testati da Russia e Cina, riconosciuti quali primi competitor in ogni documento strategico degli Stati Uniti. La competizione in questione è avvertita oltreoceano in modo particolare proprio nel campo dell’ipersonica, non a caso identificata come prioritaria nella National Defense Strategy del Pentagono e nella più specifica Missile Defense Review, rilasciata a gennaio dello scorso anno. Solo poche settimane fa, nella richiesta di budget per il prossimo anno, il dipartimento della Difesa guidato da Mark Esper ha esplicitato l’esigenza di fondi aggiunti per i missili ipersonici, seppur in un bilancio complessivamente in riduzione (da 712 miliardi a 705). Non è difatti passata inosservata la costante attenzione rivolta da Mosca e Pechino per lo sviluppo di tali assetti.

LE ARMI DI CINA E RUSSIA

Lo scorso ottobre, tra i protagonisti della parata militare presieduta da Xi Jinping in occasione del 70esimo della Repubblica popolare cinese c’era il DF-17, il missile a planata ipersonica di cui le autorità del Dragone avevano riportato un primo test completo addirittura a novembre del 2017. A dicembre dell’anno dopo è stata la volta dell’Avangard, il missile a planata ipersonica della Russia, uno dei molteplici gioielli missilistici di Vladimir Putin. Il presidente era intervenuto in prima persona per il test, annunciando la sua messa in servizio del sistema entro il 2019. Si aggiungeva tra l’altro ai test eseguiti nei mesi precedenti sul missile da crociera ipersonico “invincibile” (il Khinzal, letteralmente pugnale) e sul missile balistico più che intercontinentale Satan 2, il cui nome descrive bene le potenzialità di un vettore a gittata pressoché illimitata e dotato di tecnologia Mirv (testate multiple e indipendenti, da 10 a 24).

I CONTRATTI DEL PENTAGONO

Non è dunque un caso che i contratti del Pentagono per la missilistica ipersonica abbiano avuto un deciso aumento negli ultimi due anni. Per quanto riguarda il C-Hgb, ne sono stati commissionati venti a Dynetic lo scorso agosto per 350 milioni di dollari, con un’opzione su altri quattro. Il contratto riguarda solo il veicolo deputato a planare, e non il vettore che lo trasporta oltre l’atmosfera, per il quale sono previste diverse varianti per Esercito, Marina e Aeronautica (che vuole una versione da lanciare dagli aerei). È per questo che, sempre ad agosto, un altro contratto è stato assegnato a Lockheed Martin per 347 milioni, con l’obiettivo di realizzare i primi Long Range Hypersonic Weapon (Lrhw) e il compito di integrare su tali lanciatori (pensati per lo US Army) il C-Hgb. Entrambi i contratti utilizzano la formula dell’Other transaction agreement (Ota) che, come spiegavamo per gli sforzi nel campo del 5G, hanno l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di tecnologie considerate particolarmente strategiche.

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