Welfare aziendale, fiducia negli obiettivi comuni e attrattività sul mercato del lavoro. Sono gli ingredienti che, a giudizio dei suoi dipendenti, fanno di Elettronica un “great place to work”. Il gruppo italiano, guidato da Enzo Benigni e specializzato in electronic warfare e cyber intelligence, si è aggiudicato per il terzo anno consecutivo l’ambita certificazione Gptw dell’istituto americano. Ad essa si aggiunge però un nuovo riconoscimento: l’inserimento nella classifica “Best Workplaces Italia 2020”, al quattordicesimo posto tra le grandi aziende in cui lavorare, unica società a rappresentare il comparto dell’aerospazio e della difesa.

LA RICERCA

L’indagine è realizzata dal Great place to work institute, società statunitense ormai da anni radicata in Italia con una sua sede. Ente autonomo e indipendente, misura la qualità degli ambienti di lavoro attraverso i questionari ai dipendenti, che li compilano in maniera anonima. Poi, i risultati vengono paragonati ai benchmark di riferimento, evidenziando la distanza dalle primissime “best large compagnie” italiane. Per il 2019, l’analisi ha riguardato 153 aziende e 50mila dipendenti. Ne emerge un quadro su motivazione, fiducia e qualità all’interno dell’azienda, tra processi di Hr, livello di engagement e attrattività nei confronti del mercato del lavoro. “Un buon imprenditore – ha spiegato il presidente e ceo di Elettronica Enzo Benigni – sa che l’asset più prezioso che possiede è e sarà sempre il capitale umano; esso rappresenta il presente ed il futuro dell’azienda”.

ELETTRONICA SECONDO I SUOI DIPENDENTI

È tale convinzione che ha portato il gruppo italiano a confermarsi per tre anni di fila come “great place to work”. Per l’84% dei dipendenti, Elettronica è stata nel 2019 “un eccellente ambiente di lavoro”, valore superiore rispetto alla media delle best in class nazionali (82%). Il “trust index” (indice della fiducia che i dipendenti accordano all’azienda) è cresciuto del 10% in tre anni da quando il Gruppo ha ricevuto l’ambito riconoscimento. È cresciuto ancora di più con riferimento ad alcuni aspetti centrali del lavoro: incoraggiamento work/life balance (+18%), trattamento imparziale delle persone (+16%), assenza di favoritismi (+14%), etica e onestà nelle azioni dei responsabili (+14%). “Punto di forza – spiega l’azienda in una nota – si è rivelata in particolar modo la percezione della sicurezza dell’ambiente di lavoro, con il 95% dei consensi, al di sopra di tre punti percentuali delle Best large companies Italia 2020”.

CONTRO IL VIRUS

Numeri incoraggianti soprattutto ai tempi del Covid-19, in vista di una crisi annunciata sull’economia nazionale che non sembra risparmiare il settore della difesa. “I risultati di questa indagine – ha notato il direttore generale Domitilla Benigni – arrivano in un momento molto particolare della storia aziendale e del Paese: una profonda emergenza che ha permesso al Gruppo Elettronica di vedere confermati nei fatti la fedeltà e l’attaccamento aziendale misurati da Gptw”. Per affrontare l’emergenza, ha aggiunto la manager, “Elettronica sin dall’inizio ha messo in atto tutte le misure necessarie alla mitigazione della pandemia e per assicurare la salute dei suoi dipendenti anche con soluzioni assicurative sanitarie ad hoc, trovando anche nei sindacati una interlocuzione costruttiva; e l’azienda ha risposto con senso di partecipazione e responsabilità encomiabili, dando continuità costruttiva alle attività aziendali ciascuno nell’ambito del proprio ruolo e delle possibilità operative”.

IL WELFARE AZIENDALE

È confermato nei numeri del Gptw, risultato dell’attenzione che Elettronica rivolge da tempo al welfare aziendale, uno dei pilastri della Corporate social responsability. Le misure introdotte spaziano dal “maggiordomo aziendale” (che due volte a settimana arriva in sede per offrire ai dipendenti servizi utili a riequilibrare l’orario lavorativo con il tempo da dedicare agli impegni personali) al servizio di Amazon locker, fino ai flexible benefits per accrescere il potere d’acquisto dei salari. Un paniere “molto apprezzato” dall’85% dei dipendenti, pari a 30 punti percentuali in più rispetto al benchmark delle aziende italiane. Tutto questo si accompagna con lo sguardo esterno alla ricerca dei migliori talenti, tra master universitari e collaborazioni con i maggiori atenei della penisola.

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