Finma (Financial Market supervisory authority), conferma di aver ricevuto da Libra Association una richiesta per l’autorizzazione ad operare un sistema di pagamento, in accordo con la legislazione vigente. Come accade per i nuovi progetti e le autorizzazioni di start-up, la richiesta non è completa in ogni dettaglio, ma consente a Finma di iniziare il processo formale di valutazione. La proposta differisce in più punti dalla versione iniziale del progetto in quanto il sistema gestirà, oltre alla nuova valuta digitale sintetica Libra, una pluralità di stable coin (valute digitali ancorate a valute tradizionali).

Come d’uso, Finma non rilascerà informazioni sullo svolgimento del processo prima della sua conclusione, né avanzerà previsioni su di essa. In base alla regolamentazione corrente, Finma potrà imporre ulteriori obblighi per servizi esposti a rischi addizionali, con particolare riferimento al rischio bancario. Inoltre, valuterà attentamente la conformità agli standard per i sistemi di pagamento e per la lotta al riciclaggio.

Finma ha da sempre rilevato come la valutazione di un’iniziativa a carattere internazionale richieda un coordinamento di pari livello. Per questo motivo, fin dall’inizio del progetto Libra, Finma è rimasta a stretto contatto con la Banca Nazionale Svizzera e con più di altre 20 banche centrali ed autorità di controllo. Oltre a cooperare attivamente a numerosi gruppi di lavoro e comitati, Finma collabora attraverso il Financial Stability Board (Fsb, consiglio per la stabilità finanziaria) alla definizione di politiche monetarie sulle stable coin.

LA LIBRA COIN MANTIENE LA NATURA DI VALUTA DIGITALE GLOBALE 

La nuova struttura delineata dal libro bianco è il risultato di quasi un anno di evoluzione tecnologica, ed è senza dubbio un miglioramento delle precedenti. Come anticipato, al livello inferiore si trovano ora delle stable coin. Ognuna di esse è collegata ad una specifica valuta nazionale (fiat currency) ed è garantita da riserve ad elevata liquidità (come depositi presso banche o titoli di stato della nazione emittente) che copriranno il 100% delle emissioni. Inoltre, Libra Association si è dichiarata disponibile a sostituire le stable coin con le corrispondenti valute digitali a corso legale (Cbdc, Central Bank Digital Currency) quando queste ultime saranno disponibili.

La Libra coin, al livello superiore, risulta ancorata alle stable coin sottostanti, secondo dei rapporti di composizione fissati. Il sistema di pagamento è multi-valuta: l’originatore può disporre un pagamento in una delle stable coin ed il beneficiario può decidere se ricevere il credito nella stessa valuta o in Libra coin. Potrebbe anche accadere l’inverso (disposizione in Libra coin ed incasso in una qualsiasi delle stable coin sottostanti) oppure un semplice trasferimento di Libra coin. Infine, gli intermediari potranno cambiare le valute del circuito Libra in valuta nazionale, ma questo servizio a valore aggiunto avverrà all’esterno del sistema.

La Libra coin mantiene la natura di valuta digitale globale e verrà garantita da una riserva indipendente. La maggior parte della riserva sarà composta per l’80% di titoli di stato con scadenza inferiore a tre mesi, emessi da nazioni con un basso rischio di credito e per cui esista un mercato adeguatamente liquido. Il rimanente 20% verrà indirizzato su investimenti più speculativi, come fondi di investimento con scadenza inferiore ad un anno o titoli di stato equivalenti.

La composizione valutaria di questa riserva rifletterà i rapporti di composizione: mentre il libro bianco si limita a tre valute (Dollaro Usa, Euro e Lira Sterlina) Libra Association si dichiara disponibile ad altre adesioni. La definizione dei rapporti di composizione, argomento di discussioni accese a livello internazionale, verrà delegata ad un gruppo di istituzioni bancarie guidato da Finma, che rimane comunque la sola autorità di supervisione.

I BANCHIERI CENTRALI DOVRANNO COESISTERE CON QUESTO DIFFICILE CONCORRENTE 

Il Fondo Monetario Internazionale raggruppa 189 nazioni con l’obiettivo di rafforzare le economie dei paesi in via di sviluppo, utilizzando le risorse della Banca Mondiale. A differenza di altre organizzazioni, il Fondo ha incoraggiato da sempre lo sviluppo delle valute digitali, affermando che la disponibilità dei servizi bancari è un diritto globale. Da più di due anni, gli economisti del Fondo sostengono l’opportunità di una synthetic Cbdc (valuta digitale emessa da un privato, e legata ad un paniere di valute convenzionali), una soluzione simile alla definizione dei Diritti Speciali di Prelievo, l’unità di conto del Fondo.

Libra Association non poteva scegliere momento migliore per richiamare l’attenzione sul suo progetto. Dall’inizio dell’epidemia Covid-19, tutti si attendono dai governi e dalle banche centrali il massimo impegno a fronteggiare la recessione. Dopo essersi dichiarati (quasi unanimemente) contrari alla prima versione del progetto, i banchieri si trovano ora esposti ad un dilemma.

Rinviare la valutazione del progetto a tempi migliori sarebbe poco accorto, come anche dedicargli un’attenzione eccessiva, nel tentativo di ostacolarlo. In entrambi i casi, potrebbero venire accusati di non valutare correttamente le loro priorità e di rifiutare uno strumento in grado di aiutare la ripresa dell’economia. Chiedere condizioni troppo onerose in cambio del riconoscimento potrebbe essere un errore: mentre valutano il progetto Libra, i banchieri centrali sanno che dovranno coesistere con questo difficile concorrente.

LA BLOCKCHAIN RIMARRÀ PERMISSIONED: SOGGETTI E RUOLI SUL SISTEMA LIBRA 

“Negli scorsi mesi alcune autorità di supervisione del mercato, tra cui Finma, hanno espresso preoccupazione su quanto si possa garantire la compliance su di una blockchain permissionless, con particolare riguardo all’identificazione dei gestori dei nodi”. Con questa formula Libra Association ha deciso che la sua blockchain sarà solo e sempre permissioned. Il processo di cooptazione dei gestori dei nodi della rete prevede una due diligence, schede di valutazione tecnica ed economica, oltre al pagamento di un contributo spese. Il sistema riconosce tre tipi di ruoli: i rivenditori autorizzati (Authorized Dealers), gli intermediari di servizi a valore aggiunto (Vasp, Virtual Asset Service Provider) e gli utenti finali (Unhosted Wallet Users). I rivenditori autorizzati a negoziare la Libra coin saranno soggetti a controlli periodici. I Vasp potranno essere di tipo regolamentato o certificato.

Rientrano nella prima tipologia le istituzioni finanziarie registrate presso una giurisdizione riconosciuta dalla Financial Action Task Force (Fatf, gruppo di azione finanziaria internazionale). Queste non avranno limiti all’operatività ma saranno comunque soggette ad un processo di verifica da parte di Libra Association. Gli intermediari della seconda categoria saranno soggetti sia ad un processo di certificazione che a limitazioni sull’operatività (giacenza ed ammontare delle transazioni). Infine, gli utenti finali saranno soggetti a limitazioni operative ancora più stringenti.

I PROBLEMI DELL’ANTIRICICLAGGIO, DELLA LOTTA AL TERRORISMO E DELLE SANZIONI

A livello organizzativo, una Financial Intelligence Unit (Fiu, unità per le investigazioni finanziarie) avrà compiti di supervisione, allo scopo di coadiuvare gli intermediari, allertandoli riguardo ad eventuali utilizzazioni anomale del sistema. Inoltre, verrà creata la figura di un Chief Compliance Officer e saranno sviluppate delle linee-guida in proposito. All’interno del sistema verranno implementate le limitazioni sulla giacenza e sulle transazioni effettuate, la possibilità di applicare sanzioni ad personam e ad regionem su indirizzi appartenenti a specifiche personalità o giurisdizioni e quella di bloccare gli intermediari con problemi di conformità.

In particolare, il protocollo Libra richiederà agli intermediari di attestare la loro conformità alla Travel Rule, ovvero “l’obbligo di ottenere, conservare e trasmettere informazioni su originatori e beneficiari, in modo da identificare e segnalare transazioni sospette, verificare la disponibilità di tali informazioni, congelare disponibilità, ovvero proibire transazioni con specifiche persone o entità”. A tale scopo, verrà definito al di fuori della blockchain uno specifico protocollo per il trasferimento di queste informazioni riservate.

IL SISTEMA COSTRUITO INTORNO ALLA LIBRA COIN È UNO STRUMENTO INTERESSANTE 

I contenuti del libro bianco costituiscono un’apertura verso le istituzioni bancarie: la disponibilità ad includere le Cbdc e la composizione delle riserve di garanzia desteranno interesse presso le banche centrali. La stessa Finma si dovrà espandere per assicurare la supervisione di un sistema così complesso.

La proposta troverebbe accoglienza presso quelle banche commerciali che hanno rapporti con economie importanti, ma con valuta nazionale debole o poco liquida. La necessità di attrarre investimenti dall’estero impone a tutti i governi di riconoscere il principio della mobilità dei capitali, ma in molte nazioni si fa ricorso a sistemi di quote sugli investimenti stranieri (e sull’esportazione dei profitti) in base al settore produttivo. Regolamentazioni di questo tipo sono in vigore in Argentina, India, Repubblica Popolare Cinese, Nigeria e Sud Africa.

Per gestire il rischio di cambio verso queste nazioni, sono disponibili dei derivati che consentono di riscuotere direttamente in dollari una posizione assunta su una di queste valute, i non-deliverable forward. Unitamente a questi ultimi, il sistema di pagamenti proposto dal libro bianco potrebbe stimolare il commercio con economie a valuta molto volatile.

RISCHIO DI CREDITO, RISCHIO DI LIQUIDITÀ, RISCHIO SISTEMICO 

Mentre il libro bianco si occupa estesamente degli aspetti operativi e legali del rischio, lascia in secondo piano come si intenda prevenire il rischio di credito, quello di liquidità e quello sistemico. Alcuni intermediari, decidendo di investire un eccesso di liquidità in progetti ad alto rischio, potrebbero diventare insolventi (rischio di credito). Durante una delle consuete crisi di liquidità, intermediari perfettamente solventi potrebbero stentare a procurarsi valuta locale per pagare i destinatari (rischio di liquidità). In entrambi i casi, poi, un episodio locale si potrebbe allargare all’intero sistema (rischio sistemico).

Non a caso, dietro agli attuali sistemi Rtgs (Real Time Gross Settlement, regolamento lordo in tempo reale) c’è una banca centrale o un consorzio di banche nazionali (in grado di richiedere aiuto alla loro banca centrale). Durante una crisi, la prima preoccupazione delle banche centrali è quella di assicurare il funzionamento dei loro Rtgs, offrendo alle banche commerciali prestiti a condizioni molto favorevoli: cosa potrebbe accadere ad un sistema sprovvisto di questo supporto?

UN LIBRO BIANCO DAL CONTENUTO ETEROGENEO 

In questa versione del libro bianco, il dettaglio degli schemi organizzativi contrasta con la brevità delle informazioni sul business model. La Raccomandazione della Financial Action Task Force del 2012 (aggiornata al giugno 2019) viene (erroneamente) citata come un semplice documento orientativo. Sebbene venga citato il documento del gruppo di lavoro del G7 sulle stable coin dello scorso ottobre, non si trovano riferimenti a quello dell’Fsb, contenente le linee-guida per la gestione di questi strumenti.

Di fronte a questo contenuto eterogeneo, la Finma sollecita maggiori informazioni sulla gestione del rischio di credito e sottolinea l’esigenza di un coordinamento internazionale: un’ammissione con pochi precedenti nel mondo delle istituzioni finanziarie, da sempre preoccupate di mantenere la loro autonomia. Questo giustificherebbe anche il richiamo al Financial Stability Board, una organizzazione promossa dal G20 e che è stata definita il quarto pilastro dell’economia mondiale.

L’ANNUNCIO DELLA LIBRA ASSOCIATION E LE QUOTAZONI DI FACEBOOK 

Ovviamente, la notizia ha avuto ripercussioni sulle quotazioni del gruppo. Al momento dell’annuncio della Libra Association (twitter delle ore 16 di giovedì 16 Aprile), il titolo Facebook quotava il 20% al di sotto del suo massimo annuale. Dall’inizio dell’epidemia Covid-19 le tariffe per la pubblicità via internet (principale origine del fatturato di Facebook) sono scese del 25% ed il titolo ne aveva subito risentito. Il successivo venerdì 17, subito dopo l’apertura, il titolo Facebook segnava un rialzo del 7% rispetto al minimo settimanale, mentre passavano di mano circa 3 milioni di azioni. Nulla da eccepire a livello tecnico, ma sono queste coincidenze che rendono difficile sostenere che i rapporti tra Facebook e la Libra Association siano limitati ad una partecipazione azionaria.

Condividi tramite