È partito il toto-nomine sulla persona che affiancherà Joe Biden nel ticket per la conquista della Casa Bianca. Il punto di Valeria Robecco

New York – Chiuso il capitolo delle primarie, è partito il toto-nomine sulla persona che affiancherà Joe Biden nel ticket per la conquista della Casa Bianca. Una corsa che si prospetta tutta al femminile in campo democratico, come suggerisce l’annuncio dell’ex vice presidente di volere una donna al suo fianco contro Donald Trump. Il punto è la scelta, cruciale soprattutto per convincere gli elettori dei cosiddetti “swing states”, gli Stati chiave, considerati come sempre l’ago della bilancia nel voto di novembre.

Biden starebbe lavorando su una “short list” di nomi, e da più parti si rafforza la richiesta di optare per un’afroamericana. Anche per riconoscere il sostegno dell’elettorato nero nella sua vittoria alle primarie, ruolo che potrebbe avere pure nella gara contro Trump in alcuni stati chiave. Tra le favorite c’è quindi l’icona dem – ed ex rivale di Biden – Kamal Harris. La senatrice della California é moderata al punto giusto, figlia di due immigrati (una endocrinologa indiana e un economista giamaicano) e paladina dei diritti civili: potrebbe rivelarsi una scelta calzante. Unico neo è il fatto che sia eletta in California, Stato fortemente democratico dove Biden non ha bisogno di nessun aiuto per battere Trump. Aiuto che invece potrebbe arrivare dalla senatrice (bianca) del Minnesota Amy Klobuchar. L’ex candidata alle primarie dell’Asinello potrebbe sostenerlo nel Midwest, che si prospetta essere il vero campo di battaglia per le elezioni di novembre.

Nella lista delle papabili c’è poi l’ingombrante nome della liberal Elizabeth Warren, che andrebbe a raccogliere i voti della sinistra, ma a suo sfavore ha l’età avanzata (come il candidato presidente peraltro). In realtà, nell’entourage di Biden e all’interno del partito si sta facendo sempre più strada la speranza di mettere insieme un vero e proprio “dream team”, che lo vedrebbe correre con al suo fianco la popolarissima ex first lady Michelle Obama. Speranza che si rafforza ancor di più dopo il sospirato endorsement del marito Barack, che in un video postato sui social dice: “Joe ha l’esperienza per guidarci in uno dei momenti più bui, ha tutte le qualità di cui abbiamo bisogno in un presidente ora”.

Biden, da parte sua, ha già detto nei mesi scorsi che gli “piacerebbe avere Michelle come vice”, e infatti la difficoltà maggiore sarebbe quella di convincere lei ad accettare l’incarico, visto che ha ripetutamente escluso a priori qualsiasi suo ruolo in politica.

Negli ultimi giorni, però, si sta profilando un’altra possibilità, dal sapore del vero e proprio colpo di scena perché infrangerebbe la promessa di vedere una donna in corsa per la carica di vice presidente. Secondo alcuni osservatori le dinamiche sono cambiate, e per battere Trump la carta vincente potrebbe essere il governatore dello stato di New York Andrew Cuomo, diventato una star durante la battaglia al coronavirus negli Usa. Considerato un leader forte, misurato e competente, potrebbe aiutare a persuadere i dem disillusi, milioni di indipendenti e i repubblicani scontenti dell’operato dell’attuale presidente. Anche la rivista Rolling Stones ha dedicato a Cuomo la copertina, ma lui insiste: “Non corro per la presidenza. Non corro per la vice presidenza. Non vado a Washington”.

E sulla sponda repubblicana? The Donald ha già detto che nel suo ticket confermerà l’attuale vice presidente Mike Pence. In realtà, sulla sponda destra del Potomac, non pochi pensano che il Comandante in Capo dovrebbe congedare l’ex governatore dell’Indiana, che aveva scelto nel 2016 per rafforzarsi sul fronte della destra religiosa. Ora gli evangelici sono tutti con lui, e questo gli consentirebbe di puntare su una donna. In questo senso la scelta pare a senso unico: l’ex governatrice della South Carolina ed ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley. La sua é una figura a tutto tondo: di origini indiane, con esperienze nella gestione interna e internazionale, dotata di piglio ed eleganza, moglie di un militare e con un forte ascendente sull’inquilino della Casa Bianca. Peraltro, negli ultimi giorni Haley si é mostrata particolarmente attiva sulla questione coronavirus, ed e’ scesa in campo nello spinoso braccio di ferro con l’Oms per il suo presunto sbilanciamento in favore della Cina. Sostenendo le istanze di Trump e affermando in particolare che l’agenzia delle Nazioni Unite deve una spiegazione sul perché “si e’ fidata delle parole di Pechino” secondo cui il Covid-19 non poteva essere trasmesso da persona a persona.

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