Qualche giorno fa, il premier canadese Justin Trudeau ha introdotto una legge che vieta immediatamente la vendita, il trasporto e l’importazione di 1500 fucili d’assalto. Gli AR-15 sono la versione civile degli M16 che sono stati utilizzati per circa vent’anni dall’esercito statunitense. «Quelle armi sono state progettate per un unico scopo, cioè per uccidere il maggior numero di persone nel tempo minore possibile». Lo ha detto Trudeau durante la conferenza stampa. Al momento è stata dichiarata  l’amnistia di due anni per i possessori di questo fucile e verrà introdotta una legge che permetterà di vendere le proprie armi allo stato.

La scelta è stata presa dopo la strage avvenuta, in Nuova Scozia, Canada, tra il 19 e 20 aprile 2020 in cui un uomo vestito da poliziotto ha ucciso ben 23 persone. Ma questa si aggiunge a quella del 2018, a Toronto, in cui un uomo alla guida di un furgone ha investito 10 persone e al massacro del 2017 in una moschea del Quebec, dove hanno perso la vita sei persone.

Il leader del partito conservatore Andrew Scheer ha dichiarato la sua contrarietà a questa legge perché in questo modo verranno privilegiati coloro che comprano illegalmente le armi dagli Stati Uniti. In realtà Trudeau ha spiegato di aver mantenuto una delle promesse della campagna elettorale e allora viene naturale citare una delle massime di Otto Von Bismarck: “La politica è l’arte del possibile, la scienza del relativo.”

 

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