L’avvio della fase 2 coincide con il 159esimo anniversario dell’Esercito italiano: “Sia di buon auspicio per tutti”, dice il ministro Guerini. Un compleanno particolare, senza cerimonie in grande stile, né fanfare, tutto all’insegna del servizio al Paese per una Forza armata che resta in prima linea contro Covid-19

“Orgogliosi di servire il nostro Paese; l’Esercito c’è oggi, c’è stato in passato, e ci sarà sempre, per voi e insieme a voi”. È il messaggio del capo di Stato maggiore dell’Esercito, Salvatore Farina, in occasione del 159esimo anniversario della Forza armata. Pochi festeggiamenti ai tempi del Covid-19, ma forze con la più forte consapevolezza del ruolo che i militari italiani rivestono per la difesa e la sicurezza del Paese.

IL MESSAGGIO DI GUERINI

Un 4 maggio che sia “di buon auspicio per tutti”, ha detto nel suo messaggio agli uomini e alle donne dell’Esercito il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. L’anniversario della Forza armata coincide difatti con l’avvio della fase 2: “dopo un incoraggiante segnale di contenimento dell’emergenza sanitaria in tutto il Paese, essa segna l’avvio, seppur cauto e prudente, verso una parziale ripresa delle attività sociali ed economiche, con la speranza di ritornare quanto prima alla completa normalità”.

IL CONTRIBUTO

Ciò non toglie il giusto riconoscimento all’Esercito per 159 anni di attività: “Il contributo fornito dall’Esercito – ha detto Guerini – è stato e continua ad essere tempestivo, massiccio, efficace e diversificato, con un forte impatto capacitivo sul fronte sanitario, logistico, della sicurezza e del controllo del territorio; ma soprattutto umano, per la generosità, la vicinanza, la solidarietà dimostrata in ogni circostanza in cui i suoi uomini e le sue donne sono venute in contatto con la popolazione”.

IN PRIMA LINEA CONTRO IL VIRUS

“Tutto ciò – ha rimarcato il ministro – non accade per caso; nasce da un patrimonio condiviso di valori morali, dal grande impegno, determinazione e altissima preparazione di uomini e donne, da un’organizzazione moderna ed efficace finalizzata a garantire l’assolvimento dei compiti specifici della Forza armata nell’ambito del sistema di difesa nazionale”. Tutto questo vale soprattutto nella crisi da Covid-19, per cui la Difesa è intervenuta da subito in prima linea contro il virus: “Gli italiani hanno visto, insieme alle altre Forze armate, le capacità dell’Esercito messe in campo per costruire ospedali, sanificare strutture, distribuire materiale sanitario e alimenti, prestare aiuto alla popolazione in difficoltà”.

LE PAROLE DI TOFALO

Gli ha fatto eco il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo: “L’Esercito si è sempre dimostrato, e continua ad essere una risorsa fondamentale sulla quale poter contare e rappresenta un elemento essenziale della nostra politica estera e di sicurezza”. In questi mesi, ha notato, “la presenza dei nostri soldati si è intensificata su tutto il territorio nazionale, con un lavoro costante e silente, in grande sinergia con gli altri assetti dello Stato; i nostri ragazzi sono fedeli servitori delle istituzioni che ogni giorno dimostrato coraggio, dedizione verso la Patria e spirito di sacrificio, qualità che da sempre contraddistinguono l’Esercito”.

159 ANNI AL SERVIZIO DEL PAESE

Almeno dal 1861, anno dell’unità d’Italia, da quando l’Armata sarda lasciò il posto al Regio Esercito italiano con un provvedimento dell’allora ministro della Guerra Manfredo Fanti. Con radici ben più profonde di quel 1861, la storia della moderna Forza terrestre è iniziata ufficialmente pochi mesi dopo l’Italia unita, a suggellare il legame forte con la storia del Paese. Oggi, l’Esercito conta circa 2.750 militari schierati in importanti missioni internazionali in oltre quindici Paesi, dall’Iraq al Libano, dall’Afghanistan al Kosovo, fino a Libia, Somalia, Niger e Mali. I compiti spaziano dalla cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di stabilizzazione e ricostruzione, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, cioè quella gamma di attività nota come Security Force Assistance (Sfa). Sono invece 7.200 invece i soldati impegnati dentro i confini nazionali per l’operazione Strade sicure finalizzata a presidiare il territorio, molti dei quali già riorientati per l’emergenza Covid-19.

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