Giachetti (Italia Viva) ha invitato la maggioranza a collaborare con il leghista Giorgetti sul decreto rilancio. "Una proposta che dimostra la solita arroganza della sinistra", commenta Osnato (FdI) che respinge ogni possibilità di governo di unità nazionale ("con o senza Conte") e invoca il voto in autunno

Sta facendo molto discutere la proposta avanzata da Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, di coinvolgere l’opposizione affidando al numero uno leghista Giancarlo Giorgetti la presidenza del comitato ristretto della commissione Bilancio sul dl rilancio. L’ex deputato Pd che ha seguito Matteo Renzi nella sua nuova avventura politica ieri attraverso una lettera al Messaggero ha lanciato l’idea, rinnovata oggi con una intervista al quotidiano La Stampa in cui afferma: “Cerchiamo almeno una via intermedia, che magari può aiutare anche l’opposizione a passare dalla linea-Salvini a quella moderata di Giorgetti”. In pratica, un lodo Giachetti che suona come uno schiaffo al premier Giuseppe Conte e una mano tesa alla Lega (ma solo a una parte di essa, precisa il deputato leghista).

È una proposta che “dimostra la solita arroganza della sinistra”, dichiara a Formiche.net Marco Osnato, deputato di Fratelli d’Italia e membro della commissione Bilancio oltre che della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

Osnato, la posizione di Fratelli d’Italia verso un governo di unità nazionale è cambiata?

Non vediamo la possibilità di un governo di unità nazionale con a capo Conte. Crediamo ci sia una carenza di competenze in questo governo e una difficoltà di condividere responsabilità sia con i 5 Stelle per la loro imperizia sia con il Pd che sembra avere l’unico fine, come sempre, di rimanere abbarbicato a qualche poltrona.

Come valuta il cosiddetto lodo Giachetti?

Questa proposta dimostra la solita arroganza della sinistra di volersi scegliere sia gli alleati sia gli avversari. Inoltre, penso che se si voglia coinvolgere una forza politica se ne debba discutere con il suo segretario che deciderà eventualmente se e come aderire. Che un esponente di una forza peraltro minoritaria della maggioranza offra un ruolo a un esponente dell’opposizione, che tra l’altro non è il segretario del suo partito, mi sembra una cosa piuttosto arrogante. Ma allo stesso tempo dimostra la scarsa fiducia nella coesione di questa maggioranza.

Alla Stampa Giachetti ha spiegato che il dl rilancio “sarà il provvedimento più importante” e che sarebbe “una scelta miope pensare di fare tutto questo solo con un accordo di maggioranza – che poi vediamo che spesso e volentieri è complicato”.

Abbiamo appena finito di esaminare in commissione il dl liquidità. Se vogliono affrontare il dl rilancio, che è ben più corposo, con la stessa incapacità, vedo la maggioranza messa un po’ male. Credo che se ne rendano conto e cerchino delle scappatoie. Ma non si risolvono i problemi dando qualche incarico all’opposizione: la strada può essere quella della cabina di regia che però è naufragata per le difficoltà della maggioranza e l’arroganza del premier Conte. 

È troppo tardi?

Se si vuole condividere le responsabilità lo si fa dall’inizio: il decreto ormai è fatto, si può migliorare con gli emendamenti ma è difficile stravolgerlo.

E un governo di unità nazionale senza Conte?

Rimaniamo assolutamente contrari. Con o senza Conte. Pensiamo si possa andare più o meno tranquillamente alle urne in autunno. Si voti e gli italiani decideranno da chi farsi governare e su quali programmi.

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