Gli attacchi incrociati tra Trump e Obama non riguardano soltanto l'emergenza, ma anche il colpo di scena nel caso di Michael Flynn, l'ex consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca coinvolto nel Russiagate

New York – Obamagate. È il nuovo hashtag lanciato dal presidente americano Donald Trump, che in un fuoco incrociato di messaggi su Twitter (oltre cento) ha ribattuto al suo predecessore per le critiche ricevute, in primis nella gestione del coronavirus. Barack Obama – in una telefonata privata il cui audio é stato diffuso da Yahoo News e confermato da fonti a lui vicine – ha sparato a zero contro il tycoon e l’amministrazione in carica, definendo la sua risposta alla pandemia “un caotico disastro assoluto”.

L’ex inquilino della Casa Bianca ha ormai un ruolo sempre più attivo nella campagna elettorale di Joe Biden per le elezioni del prossimo novembre, e nel colloquio con ex membri del suo staff li ha incoraggiati a sostenere maggiormente il candidato democratico a Usa 2020, sottolineando come la risposta degli Stati Uniti al Covid-19 dimostri la necessità di una leadership forte in tempi di crisi globale.

“Le prossime elezioni, ad ogni livello, sono molto importanti perché ciò per cui ci batteremo non è solo un individuo o un partito politico – ha affermato – Ciò per cui lotteremo è contrastare questa tendenza a lungo termine ad essere egoisti, divisi e a vedere gli altri come un nemico”.

The Donald, da parte sua, ha scritto e ‘ripostato’ una raffica di tweet su quello che ha ribattezzato l’Obamagate, termine diventato immediatamente virale sul web. “Stiamo avendo grandi riconoscimenti per la gestione della pandemia, specialmente per il precoce divieto di entrare negli Usa dalla Cina, fonte dell’infezione – ha spiegato – Confrontate questo con il disastro fatto da Obama e dal sonnolento Joe con l’influenza suina H1N1”. “Scarso apprezzamento, cattivi sondaggi. Non avevano un’idea”, ha aggiunto, contrapponendo la sua gestione del coronavirus a quella della precedente amministrazione.

Gli attacchi incrociati tra Trump e Obama tuttavia non riguardano soltanto l’emergenza, ma anche il colpo di scena nel caso di Michael Flynn, l’ex consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca coinvolto nel Russiagate. Nei giorni scorsi il dipartimento di Giustizia, con una mossa a sorpresa, ha deciso di far cadere le sue accuse, scagionando il generale che era stato incriminato dal procuratore speciale Robert Mueller ed era in attesa di una sentenza. Flynn é “un uomo innocente” e “un grande guerriero” vittima di una sorta di persecuzione, “sono molto felice per lui”, ha commentato Trump.

La decisione del ministro della Giustizia William Barr di lasciar cadere le accuse formulate contro Flynn suggeriscono che il ruolo della legge è a rischio, ha detto invece Obama nella medesima telefonata con i suoi ex collaboratori: “Il fatto che non ci sia un precedente – ha precisato – è il tipo di cose per cui inizi a preoccuparti che la nostra comprensione di base dello stato di diritto sia a rischio”.

Il Comandante in Capo, invece, ha ritwittato il messaggio del commentatore conservatore Buck Sexton, secondo il quale “il presidente uscente ha usato le sue ultime settimane in carica per colpire i funzionari in arrivo e sabotare la nuova amministrazione”. “Di gran lunga il più grande crimine politico nella storia americana”, ha rilanciato Trump. Il caso contro Flynn è stato il principale procedimento giudiziario dell’indagine di Mueller sulla sua campagna, che alla fine ha portato al procedimento di impeachment del presidente. E quando la procedura contro l’ex generale é stata archiviata, i repubblicani l’hanno definita l’esempio del complotto costruito dai Dem per rimuovere il tycoon dall’incarico.

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