Il Parlamento che non lascia indietro nessuno è impegnato a salvare la Scuola

Il Parlamento che non lascia indietro nessuno è impegnato a salvare la Scuola

“Rumore costruttivo”: questo è il nome dato allo sciopero sui generis (link) organizzato dalle famiglie delle scuole pubbliche paritarie italiane, che ha coinvolto centinaia di migliaia di genitori, studenti, docenti in una maratona di due giorni serratissimi di eventi (link).

In effetti, tutti hanno lavorato dieci volte tanto, perché  le lezioni non sono state sospese, per non lasciare da soli allievi e genitori nell’emergenza covid. Anche per questo si è rafforzata l’idea di comunità scuola, la consapevolezza di essere chiamati a svolgere un servizio per la società. E’ stata una lunga lezione di Educazione Civica, oltre ad iniziative culturali e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per sollecitare il Governo a prendere in considerazione a) il problema della impossibilità per molte famiglie – in questo tempo di povertà – a pagare la retta che già i genitori pagano con le tasse, e b) la negazione, da parte dello Stato italiano, del diritto alla libertà di scelta educativa, diritto proprio ad ogni famiglia.

#NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO è lo slogan che ha “spiazzato” quelli che non pensavano in una reazione così compatta del milione di stakeholders delle scuole pubbliche paritarie. Soprattutto perché questi non hanno retto il confronto con il monopattino e la bicicletta… Sincerità per sincerità. D’altra parte, si sa: l’ideologia può portare a prendere abbagli madornali. Ma niente è perduto. Il messaggio è arrivato chiarissimo nei palazzi della politica.

La due giorni di mobilitazione ha consentito di far toccare con mano la drammaticità della situazione: se non si interviene, molte scuole dovranno comunicare entro il 1° giugno alle famiglie dei loro allievi, e a 25.000 docenti, l’intenzione di chiudere (link). E se si chiude una scuola, si distrugge la cultura di una Nazione. La cosa è tanto più grave se si pensa a quelle zone economicamente e socialmente più fragili dove le scuole, paritarie e statali, rappresentano l’ultimo presidio contro la diffusione delle organizzazioni criminali, che in questa emergenza covid diventeranno ancora più agguerrite e “virulente”.

I gestori delle scuole paritarie non vogliono stanziamenti per le scuole ma per le famiglie, per i genitori, che, di diritto devono essere liberi di scegliere queste scuole pubbliche, o altre. Mafia e camorra non amano cittadini liberi e consapevoli (link).

Oggi serve 1 Mld di euro da trovare nei prossimi giorni con gli emendamenti su a) detrazione retta, b) incremento fondi per scontare la retta, c) sconto tributi, d) finanziamenti della Dad, e) interventi per il risanamento della scuola paritaria come per la scuola statale, f) interventi delle regioni e dei comuni, g) insieme all’intervento delle 20 Mila borse di studio della Cei, per scongiurare la chiusura del 30% di scuole paritarie e la migrazione di 300 mila allievi nella scuola statale, con un costo per in cittadini di 2,4 Mld come dimostra lo studio scientifico pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni (link), più i 3 Mld che occorrono per far ripartire le 40 mila sedi scolastiche statali con i 7 Mln di studenti.

La scuola è a rischio, non riparte senza queste premesse e il danno sociale ed economico sarà gravissimo per il Paese. Il governo con il decreto Rilancia Italia ha fatto un passo avanti incrementando le risorse per le scuole paritarie, ma non è neppure un quinto di ciò che è necessario, se si vuole evitare il collasso non solo della pubblica paritaria, ma anche della scuola statale (link).

Dunque le centinaia di migliaia erano in fibrillazione anche per salvare la scuola pubblica statale: il completamento della legge sulla Parità (n. 62/2000) avrà un solo nome: la piazza (link).

Un motivo in più che conferma l’importanza della posta in gioco viene dall’appoggio, a livello trasversale, del mondo della politica che si è fatto carico della questione in modo estremamente chiaro.

Due agenzie stampa lanciate dalla Camera e dal Senato il 22.05.2020 confermano un impegno serio verso una maggioranza politica e non solo numerica (link).

Fase 2: Lupi, appello bipartisan per liberta’ educazione”. L’hanno firmato gli onorevoli Maurizio Lupi (presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarieta’), Flavia Piccoli Nardelli (PD), Paolo Lattanzio (M5S), Gabriele Toccafondi (Iv), Valentina Aprea (FI), Giancarlo Giorgetti (Lega) e Fabio Rampelli (FdI). (link)

“Fase 2 Da Camera e Senato Appello Bipartisan per la scuola in genere e per la scuola paritaria in concreto” (link). Nello stesso tempo al Senato, promosso dalla senatrice Paola BINETTI (UDC) e’ stato sottoscritto un Manifesto che in modo analogo raccoglie il consenso dei rappresentanti di tutti i partiti: Anna Maria Bernini, Andrea Cangini, Alessandra Gallone (FI), Vanna Iori e Assuntela Messina (Pd), Isabella Rauti (FdI), Matteo Salvini, Erica Rivolta e Stefania Pucciarelli (Lega), De Poli e Saccone (UDC), Donatella Conzatti (IV) e Tiziana Drago (M5S). (link)

E’ l’auspicio sempre attuale della Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati: “Parlare oggi di centralità del Parlamento agli italiani che si trovano in grande difficoltà – ha aggiunto – sembrerebbe un gioco dialettico, una questione fuori dai problemi della quotidianità, ma non è così (link intervista al Tgcom24).

La consapevolezza, infatti, c’è: i numeri parlano in modo chiarissimo. A questi ultimi è applicata, oltre all’intelligenza contabile, anche la sapienza giuridica, trasversali alle forze parlamentari.

Occorre credere che i milioni attualmente stanziati dal Governo siano un primo passo non esaustivo, una conferma della presa in carico del problema, per far sì che, anche in Italia, il diritto alla libertà di scelta educativa sia finalmente riconosciuto e, attraverso l’accoglimento della proposta del costo standard per allievo – necessaria in primis alla scuola pubblica statale – sia effettivamente garantito (link).

Da Camera e Senato si alza una voce trasversale a sostegno della libertà di educazione. E si tratta di una voce messa nero su bianco, con un impegno sottoscritto e pubblico  attraverso un Manifesto che raccoglie il consenso dei rappresentanti di tutti i partiti, compreso il M5S. Il Manifesto sottolinea l’importanza che la fase di rilancio del Paese riparta dalla scuola e dai necessari investimenti a favore delle nuove generazioni. E’ indispensabile ricordare che il sistema scolastico italiano è unico su base nazionale; un sistema di cui fanno parte a pieno titolo, per legge, sia la scuola statale che quella paritaria. Per questo è importante che ci siano risorse adeguate per entrambe (link).

I Gruppi parlamentari sono impegnati a lavorare trasversalmente, in un’ottica di piena collaborazione, a servizio di un progetto che investe i giovani a cominciare dalla fascia 0-6, e intendono accompagnarli fino alle soglie della Maturità. Per questo hanno particolarmente a cuore anche gli insegnanti perché, con la disponibilità mostrata anche in tempi di Covid-19, ritrovino quel consenso sociale a cui hanno diritto per il ruolo che svolgono e la passione che ci mettono nella scuola pubblica, sia statale che paritaria.

“Nessuno sarà lasciato indietro”: neppure i 25.000 docenti della pubblica paritaria.

“A settembre gli alunni devono tornare in classe“, afferma ancora la presidente del Senato: “E’ il Parlamento che ascolta la voce dei cittadini, che riporta le istanze delle famiglie”…

 Il monopattino può aspettare.

 

P.S. Raccolta Materiale: Agenzie/Rassegna Stampa/Dichiarazioni #noisiamoinvisibiliperquestogoverno (link)

ultima modifica: 2020-05-24T04:25:18+00:00 da Suor Anna Monia Alfieri