Il sottosegretario Riccardo Fraccaro e il presidente dell'Asi Giorgio Saccoccia hanno presenziato oggi alla firma dell'accordo di commercializzazione tra Sitael, Leonardo, Thales Alenia Space Italia e Airbus Italia. Riguarda il programma Platino, a forte connotazione pubblico-privata, con cui l'Italia vuole conquistare il crescente mercato dei satelliti di piccole dimensioni

“Una firma importante perché supporta la nascita di una costellazione innovativa di satelliti made in Italy, che si colloca in un mercato internazionale a livello applicativo e tecnologico ad altissimi livelli; e lo abbiamo fatto facendo sistema-Paese”. È così che il sottosegretario Riccardo Fraccaro, che ha la delega allo Spazio, ha commentato la firma odierna tra Sitael, Leonardo, Thales Alenia Space Italia e Airbus Italia. Riguarda il programma Platino, promosso dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), che ha l’obiettivo di conquistare il crescente mercato dei satelliti di piccole dimensioni.

L’ACCORDO

Il nuovo passo del programma è stato raggiunto oggi a Mola di Bari, sede di Sitael, azienda del gruppo pugliese Angel fondato da Vito Pertosa. Alla presenza di Riccardo Fraccaro e del presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia, le aziende coinvolte hanno siglato l’accordo commerciale che regola i rapporti per la fase di industrializzazione e commercializzazione. Oltre a Sitael (che agisce in qualità di prime contractor, sono coinvolte Thales Alenia Space Italia, Leonardo e Airbus. “L’accordo – spiega una nota – risponde da un lato all’interesse del mercato mondiale alla innovativa piattaforma spaziale ad alta tecnologia che è alla base del programma Platino, dall’altro prepara il raggruppamento temporaneo di imprese a cogliere le ulteriori opportunità commerciali che iniziano a manifestarsi”.

IL SISTEMA-PAESE

È il sintomo di un sistema che si muove insieme, pubblico e privato. “Stiamo facendo politica industriale e lo stiamo facendo in pandemia, creando nuovi posti di lavoro con un’ottica che guarda ai prossimi venti anni”, ha notato Fraccaro. “Quando l’Italia fa squadra, l’industria si parla e la politica supporta le idee migliori, non ci batte nessuno – ha aggiunto il sottosegretario – un bel giorno e una bella risposta all’Italia che in questi mesi ha sofferto”. Platino, ha spiegato Saccoccia, “è una piattaforma versatile, ad alto contenuto tecnologico e tutta italiana, che permetterà alla nostra industria di offrire servizi competitivi in vari settori applicativi dello spazio nei prossimi anni”. Il presidente dell’Asi ha espresso la sua “soddisfazione personale” per la firma dell’accordo commerciale: “Ho seguito questo progetto sin dalla sua concezione”.

IL RUOLO DEL SETTORE

L’accordo di commercializzazione, ha affermato Vito Pertosa, “è un altro passo importante, che dimostra finalmente come una nuova attenzione del governo all’industria di proprietà italiana, possa garantire sia l’alta tecnologia, sia un’occupazione che cresce e si preserva nel tempo, perché soprattutto nelle difficoltà, ogni paese purtroppo guarda prima nei propri confini;l’Italia ha imprese di proprietà, che hanno l’orgoglio di poter primeggiare a livello mondiale in tanti settori, avendo a cuore prima di tutto le proprie persone”.

IL PROGRAMMA

Finanziato dall’Asi e dal governo italiano con un investimento di oltre cento milioni di euro, il programma prevede al momento due missioni (programmate per il 2021 e il 2022) a coronamento della qualifica in volo. Con una massa al lancio di circa 200 chilogrammi, la piattaforma Platino è stata progettata per svolgere un’ampia gamma di applicazioni ed è perfettamente compatibile per la messa in orbita attraverso il lanciatore italiano Vega, prossimo alla sua sedicesima missione da Kourou, in Guyana francese. Nella prima mattina di domenica prossima, infatti, il vettore realizzato da Avio sarà equipaggiato con il nuovo sistema Small spacecraft mission service (Ssms). Servirà a porre in orbite diverse ben 53 tra micro e nano-satelliti, per oltre venti clienti differenti, tra cui diversi della stessa categoria di Platino.

UN SETTORE IN EVOLUZIONE

D’altra parte, il mercato dei mini satelliti (di massa compresa tra 100 e 500 Kg) è quello a più rapida espansione, con un time to market sempre più corto e costi sempre più competitivi. L’Italia ha per questo puntato su Platino, affinché assicuri flessibilità operativa e migliore capacità di intervento in una molteplicità di settori rilevanti: gestione ambientale, gestione e prevenzione delle emergenze, sicurezza, ecc. Difatti, la piattaforma è pensata per poter svolgere tutte le missioni “Earth based” in orbita bassa, dall’osservazione radar a quella ottica, dalle telecomunicazioni all’intelligence elettronica. Platino potrà trasportare payload di 80 chilogrammi per missioni oggi riservate alla classe media (fino ai mille chilogrammi), con evidenti risparmi.

LA STORIA DI PLATINO

La realizzazione di Platino è stata affidata a Sitael, che insieme a Thales Alenia Space, Leonardo e Space Engineering (controllata di Airbus), è risultata vincitrice della procedura competitiva promossa dall’Agenzia spaziale italiana. L’iniziativa nasce nel 2015 quando l’allora cabina di regia Spazio insediata presso Palazzo Chigi (oggi evoluta nel Comitato interministeriale presieduto da Fraccaro) arrivò a considerare strategica la capacità di realizzare infrastrutture spaziali basate su mini satelliti. Ne è seguita l’azione dell’Asi, che ha guidato il primo studio di pre-fattibilità con la partecipazione del personale del Cira e dell’Esa.

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