Nel 1999 Shpend Lila era un giovane ragazzo kosovaro, forse un po' emozionato nel farsi riprendere in foto accanto a un militare italiano arrivato per partecipare alla missione Kfor. Dopo 21 anni, quel ragazzo ha chiesto al ministro Guerini di rintracciare quel soldato. Ci sono voluti cinque giorni, e ora manca solo di ritrovarsi

È anche (e forse soprattutto) dalle piccole storie di umanità che emerge il valore di chi rappresenta il Paese all’estero indossando una divisa. L’ultima della serie nasce in Kosovo oltre vent’anni fa; passa da Twitter e arriva fin sulla scrivania del ministro della Difesa italiano, per poi tornare lì dove era partita.

Tutto nasce lo scorso 12 giugno con un tweet del ministro Lorenzo Guerini per celebrare il 19esimo anniversario della missione Kfor della Nato. “Da ventuno anni garantisce sicurezza e pace al Kosovo e alla sua popolazione” e “l’Italia per unidici volte ne è stata al comando”, ricordava il titolare di palazzo Baracchini. Tra le risposte, c’è quella di Shpend Lila, corredata da una voto che lo ritrae all’epoca accanto a un militare italiano: “Ministro – scrive – mi aiuti a rintracciare questo soldato”. Detto fatto. Nel giro di cinque giorni, il dicastero della Difesa è risalito all’identità del militare, all’epoca un volontario dell’Esercito che prestava servizio nel 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, tra i primi a partecipare alla missione che aveva l’obiettivo (su mandato dell’Onu) di riportare la pace in Kosovo.

Quel militare è oggi sottufficiale. Ricorda il momento ripreso dalla foto e “ha espresso il piacere di mettersi in contatto con quel ragazzo del 99 e di rincontrarsi”, spiega la Difesa. “Se le Forze armate italiane sono così stimate anche all’estero è per la riconosciuta preparazione, professionalità, dedizione con cui i nostri militari operano nel mondo, e anche per storie di umanità come questa”, ha commentato il ministro Guerini.

Il ragazzo kosovaro nella foto è nel frattempo diventato manager per le pubbliche relazioni dell’Innovation center Kosovo, un centro che ha l’obiettivo di diffondere nel Paese “la cultura dell’innovazione”, tra corsi di formazione e sostegno alle start up nazionali. Non ha evidentemente dimenticato i militari italiani, presenti tutt’oggi nel Paese. Per il 2020, la delibera del Consiglio dei ministri in corso di discussione in Parlamento prevede un impegno nazionale per dispiegamento massimo di 538 unità, con 204 mezzi terresti. Il contingente è attualmente al comando del generale Michele Risi.

La storia di Shpend Lila e del militare dei Col Moschin testimonia ancora una volta l’apprezzamento (pressoché universale) delle popolazioni locali per i militari italiani impegnati nelle missioni internazionali. Un apprezzamento che si estende ad alleati e partner. Non poche volte (l’ultima per i Carabinieri), le Forze armate italiane sono prese a modello da altri Paesi.

(Foto da @Shpend_Lila via Twitter)

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