Venti aziende cinesi in blacklist Usa: “Dietro c’è l’esercito”. Tutti i rapporti con l’Italia 

Venti aziende cinesi in blacklist Usa: “Dietro c’è l’esercito”. Tutti i rapporti con l’Italia 
Il Pentagono ha diffuso un elenco di venti società cinesi (tra cui Huawei) accusate di aver legami con l’esercito. Si attendono sanzioni da parte del presidente Trump. Ecco tutti i rapporti (rafforzati dal memorandum sulla Via della Seta) tra le aziende e l’Italia

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha pubblicato un elenco di venti società cinesi – compresi i colossi tecnologici Huawei e Hikvision – accusate di intrattenere stretti legami con l’Esercito popolare di liberazione. Si tratta di “entità possedute, controllate o affiliate al governo, all’industria militare o alla difesa della Cina”, si legge nel documento del Pentagono. Come spiega China-files.com, la decisione, prevista dal Defence Authorization Act del 1999 e da allora rimasta in sospeso, giunge mentre oltre la Muraglia è in corso un processo di fusione tra comparto civile e militare teso allo sviluppo di tecnologia dual use.

Si tratta di una mossa simbolica, dicono gli esperti, considerando che due delle società in questione sono quotate al New York Stock Exchange e che il presidente Donald Trump aveva già il potere di applicare sanzioni finanziarie ai sensi dell’International Emergency Economics Powers Act del 1977. Il tempismo, tuttavia, coincide con il rapido deterioramento delle relazioni tra Washington e Pechino, come dettaglia Bloomberg. Se non seguiranno le sanzioni da parte del presidente, la mossa non avrà effetti, ha spiegato un ex alto ufficiale dell’intelligence statunitense intervistato da Axios.com. 

HUAWEI MA NON SOLO

Oltre all’ormai nota Huawei — che ha in Italia il grande mercato dopo la Cina per gli smartphone Huawei ed è impegnata nel nostro Paese (dove impiega circa 800 persone) per la realizzazione della rete 5G nonostante gli avvertimenti lanciati dagli Stati Uniti al governo di Roma — nella lista compare l’Aviation Industry Corporation of China, una conglomerata dell’aerospazio che fornisce componentistica a Boeing e Airbus e che in piena epidemia Covid-19 si era messa a produrre oltre 140.000 mascherine al giorno (stando a quanto raccontato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua). Lo scorso settembre il colosso cinese aveva rafforzato la sua partnership con Airbus con un accordo firmato nella Grande Sala del Popolo di Pechino, alla presenza del primo ministro cinese Li Keqiang e della cancelliera tedesca Angela Merkel, in visita ufficiale: la collaborazione dovrebbe rafforzare la produzione di fusoliere per gli aeromobili Airbus a corridoio singolo (A319/A320) nello stabilimento di Tianjin, in Cina. La prima consegna di una fusoliera per un aeromobile Airbus a corridoio singolo assemblata in Cina è prevista nel secondo trimestre dell’anno prossimo. Inoltre, tra le sue sussidiarie dell’Aviation Industry Corporation of China figura la Hongdu, nata nel 1934 sotto il nome di S.I.N.A.W. (Sino-Italian-National-Aircraft-Works) sulla scia di un accordo di cooperazione tra Cina e Italia firmato da Chiang Kai-shek e Benito Mussolini.

Nell’elenco è presente anche la China Aerospace Science and Technology Corporation, i cui droni armati sono venduti, tra gli altri, ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto (tre Paesi impegnati nella proxy war in Libia, dove gli stessi aeromobili sono stati utilizzati dall’uomo forte della Cirenaica Khalifa Haftar). 

DIFESA E NAVI

C’è poi la China Aerospace Science & Industry Corporation, che nel 2017, sotto gli occhi del presidente Xi Jinping e della cancelliera tedesca Angela Merkel ha firmato un accordo di collaborazione sulla digitalizzazione con Siemens. 

Diversi le aziende tra le venti che hanno legami l’Italia, la maggior parte dei quali rafforzati dalla firma, nel marzo dell’anno scorso, del memorandum sulla Via della seta. Rapporti con il nostro Paese li ha la China State Shipbuilding Corporation (Cssc), che nel 2019 ha siglato un accordo con Rina, leader mondiale nella classificazione dei traghetti, e nel 2018 ha sottoscritto un memorandum d’intesa con Fincantieri per l’ampliamento della cooperazione industriale già esistente tra i due gruppi a tutto il comparto delle costruzioni navali mercantili. L’accordo prevede un ampliamento della attuale collaborazione, che include una joint venture per le prime unità da crociera mai realizzate in Cina per il mercato locale e altre attività, a progetti di ricerca e sviluppo in molteplici aree della navalmeccanica.

I GRUPPI ATTIVI IN NORD ITALIA

Hangzhou Hikvision Digital Tecnology Co., Ltd., leader globale della sicurezza, è presente nel nostro Paese, con un ufficio a Vittorio Veneto (Treviso).

Vicina all’Italia è stata, invece, la China Railway Construction Corporation, che nel 2012 sembrava interessata all’acquisto di quote dell’Inter, allora ancora nelle mani di Massimo Moratti, in una partita che tirava in ballo l’atteso nuovo stadio di Milano. Negli ultimi tempi, come raccontato dalla Bbc, ha messo gli occhi sull’Alta velocità britannica.

Nell’elenco compare poi la CRRC Corp., di cui un anno fa Blue Engineering, giovane azienda torinese ad alta tecnologia, è diventata Centro di ricerca italiano (“Nasce la ferrovia della Seta”: si rafforza il legame Italia-Cina dopo l’intesa tra il premier Giuseppe Conte e Xi Jinping, scriveva Italia Oggi).

Ci sono anche China General Nuclear Power Corp, coinvolta nello scandalo del fondo malese 1Mdb, e la China National Nuclear Corporation, con cui Ansaldo Energia (società  genovese partecipata al 40% del colosso Shanghai Electric) ha firmato l’anno scorso un accordo, sull’onda del memorandum sulla Via della seta, per lo smantellamento degli impianti nucleari e la messa in sicurezza. 

LA LISTA COMPLETA

Un’annotazione, infine, su China Mobile Communications Group, che possiede il più grande operatore di telefonia mobile della Cina, con oltre 940 milioni di abbonamenti. Lo scorso anno la Federal Communications Commission aveva negato al ramo statunitense di China Mobile, quotata a Hong Kong, una licenza nel Paese sostenendo che la concessione “avrebbe comportato rischi sostanziali e gravi per la sicurezza nazionale e l’applicazione della legge”.

Ecco la lista completa: Aviation Industry Corporation of China (Avic); China Aerospace Science and Technology Corporation (Casc); China Aerospace Science and Industry Corporation (Casic); China Electronics Technology Group Corporation (Cetc); China South Industries Group Corporation (Csgc); China Shipbuilding Industry Corporation (Csic); China State Shipbuilding Corporation (Cssc); China North Industries Group Corporation (Norinco Group); Hangzhou Hikvision Digital Tecnology Co., Ltd. (Hikvision); Huawei; Inspur Group; Aero Engine Corporation of China; China Railway Construction Corporation (Crcc); CRRC Corp.; Panda Electronics Group; Dawning Information Industry Co (Sugon); China Mobile Communications Group; China General Nuclear Power Corp.; China National Nuclear Corp.; China Telecommunications Corp.

ultima modifica: 2020-06-25T15:20:19+00:00 da Gabriele Carrer

 

 

 

 

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