C’è una vecchia regola nel marketing che funziona sempre. Quello che il consumatore percepisce come nuovo viene anche considerato desiderabile. In pubblicità, se hai la minima possibilità di vantare la novità del tuo prodotto o del tuo servizio, fallo senza indugio. L’ultimo, l’attuale, il moderno hanno sempre il loro innegabile fascino.

Incredibile a dirsi, ma la retorica del nuovo è bello influenza anche il campo della decisione politica. Con Telos A&S, tra le altre cose, ne abbiamo parlato con Laura Rovizzi, amministratore delegato di Open Gate Italia, per la nostra rubrica Lobby Non Olet. Il discorso è finito sui giganti del web che sembrano godere di regole speciali, probabilmente anche in virtù del loro “statuto speciale” di portabandiera del nuovo. Guarda l’intervista.

“I grandi Over the top, i cosiddetti GAFA (cioè Google, Apple, Facebook e Amazon, forniscono a noi clienti finali dei servizi senza mai corrispondere nulla agli operatori telefonici, per l’utilizzo delle reti a larghissima banda di cui hanno bisogno. […] La rete la paghiamo noi utenti finali perché facciamo un abbonamento per avere Internet a casa o nelle aziende…” ricorda Laura Rovizzi.

L’acronimo, inventato nel 2013 da Ken Doctor nell’articolo ‘The newsonomics of GAFA’s global reach’, non sarà bellissimo, ma rende bene l’idea. E poi cosa si può fare di meglio con quelle 4 lettere?

Dalle parole di Laura Rovizzi emerge che gli operatori telefonici hanno il negozio, lo affittano ai GAFA ma l’affitto del locale lo pagano i clienti dei GAFA. Cioè noi. A questo tema spinoso, si aggiunge la questione fiscale. Da quanto riporta Eleonora Micheli sul Sole 24 Ore “I giganti tecnologici mondiali, da Amazon a Google, passando per Apple e Microsoft, fino ad aziende cinesi in Italia fatturano solamente poco più di 2,4 miliardi di euro” (“Google e gli altri giganti del web pagano solo 64 milioni di tasse in Italia”, 27 novembre 2019).

Come è stato possibile concedere un trattamento di favore di questo livello? Troppa lobby o troppo poca? Troppo poca, dal mio punto di vista. Se gli interessi non vengono tutti organizzati, ben rappresentati e ascoltati si crea uno squilibrio che, in questo caso, ha fatto prevalere la retorica del nuovo è bello.

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