È un giudice e un ricercato allo stesso tempo. Ecco chi è Maikel Moreno, il fedelissimo di Nicolas Maduro che gli Usa vogliono arrestare con l'accusa di riciclaggio, tangenti e corruzione. Su di lui pende ora una taglia di cinque milioni di dollari

Continua la pressione degli Stati Uniti contro il regime di Nicolás Maduro in Venezuela. Il governo del presidente Donald Trump ha annunciato una nuova taglia. Si offrono cinque milioni di dollari di ricompensa a chi fornirà informazioni utili per l’arresto del presidente del Tribunale Supremo di Giustizia, Maikel Moreno. L’accusa è di avere accettato tangenti per cambiare le sentenze del massimo organo giudiziario del Venezuela. Per Washington, Moreno è uno dei personaggi chiave del governo bolivariano e un complice di Maduro.

L’annuncio della nuova taglia è stato postato dal segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, su Twitter: “(Moreno) ha usato la sua posizione di autorità per vantaggio personale, ha accettato ricatti per influire nei risultati di alcuni casi criminali in Venezuela. Con l’annuncio di oggi stiamo inviando un messaggio chiaro: gli Stati Uniti sono contro la corruzione”.

Nato a El Tigre nel 1965, Moreno è laureato in Legge e ha un dottorato in Diritto Costituzionale all’Università Santa María di Caracas. Dai suoi primi anni di esercizio professionale, è sempre stato legato alla moglie di Nicolás Maduro, Cilia Flores.

Per il governo americano, Moreno avrebbe ricevuto denaro e regali in cambio di pronunciamenti favorevoli. Tra questi, la scarcerazione di alcuni imputati e la decadenza di accuse nell’ambito di almeno 20 diversi procedimenti giudiziari. Insieme al presidente del Tribunale Supremo di Giustizia è stata sanzionata anche la moglie, Debora Menicucci​ de Moreno, per corruzione e violazione dei diritti umani. L’attrice e modella avrebbe vinto il concorso di Miss Venezuela nel 2014 grazie ai soldi del marito, secondo le ultime dichiarazioni dell’organizzatore dell’evento, Osmel Sousa.

Questa non è la prima volta che gli Usa includono Moreno in una lista nera. Alla fine di marzo, il Dipartimento di Giustizia americano accusò al funzionario di fare parte di una rete di narcotraffico internazionale. Nella lista c’erano anche il presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, Diosdado Cabello; il ministro della Difesa, Vladimir Padrino; e il ministro del Petrolio, Tareck El Aissami. Invece in quest’occasione, Moreno è accusato di avere influito direttamente in alcuni processi giudiziari. Moreno è sanzionato anche da altri 42 Paesi per moventi politici.

Sebbene Moreno fosse stato considerato come mediatore per una fase di negoziazione con il regime di Maduro, ora mancano i presupposti. Per Washington è escluso che possa partecipare in qualsiasi transizione. Alla guida del Tribunale Supremo di Giustizia l’uomo avrebbe impedito la nomina di nuovi membri del Consiglio Nazionale Elettorale, come prevede la Costituzione venezuelana, per avviare il processo giusto e trasparente verso le elezioni legislative a dicembre 2020.

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