L'ultimo Radar Swg mette in luce come l'esecutivo giallorosso sia percepito dagli italiani come attendista e caratterizzato da conflitti interni che ne condizionano i processi decisionali. Il gradimento rimane generalmente alto, soprattutto considerando la fase delicata che l'Italia sta ancora attraversando

Nonostante si sia ritrovato a dover gestire una situazione inattesa e senza precedenti come una pandemia, il governo Conte bis è riuscito a massimizzare il gradimento da parte degli italiani. Che però ora sta subendo una nuova, leggera flessione: lo evidenzia il settimanale “Radar” dell’istituto Swg, secondo cui la fetta di intervistati che ritiene molto o quantomeno abbastanza efficace l’azione dell’esecutivo è scesa dall’oltre 50% del periodo compreso tra marzo e maggio al 43% registrato a metà luglio.

Il gradimento nei confronti del governo resta comunque elevato, ma la percezione dei processi decisionali che animano Palazzo Chigi lascia spazio a qualche considerazione. Più di 4 italiani su 10 ritengono infatti che lo stile con cui l’esecutivo giallorosso adotta le proprie decisioni sia di tipo conflittuale, e che richieda quindi continue negoziazioni tra posizioni diverse all’interno della coalizione. Una stragrande maggioranza, tenendo conto della più esigua quantità di intervistati che ritiene che le scelte del governo siano dettate principalmente da Conte (18%) o prese in accordo tra le diverse forze politiche (14%).

L’azione dell’esecutivo vive quindi di conflitti interni, che evidentemente si ripercuotono anche sulla capacità di iniziativa di Conte e dei suoi ministri. Il 39% degli intervistati da Swg considera il governo giallorosso attendista (percentuale che cresce al 60% tra chi ha scarsa considerazione del suo operato), a fronte di un 19% che lo vede come decisionista e un 26% che invece percepisce i due atteggiamenti come equilibrati tra loro.

Ma chi è che ha davvero peso nelle stanze di Palazzo Chigi? Le decisioni prese dall’attuale governo sono frutto di proposte avanzate da Conte e da una sua ristretta cerchia di collaboratori, quantomeno secondo il 37% degli intervistati. Contano meno i partiti, che nell’opinione degli italiani si “pareggiano”: il 9% vede determinante il Partito Democratico, l’8% il Movimento 5 Stelle. Esiste anche una fetta di intervistati che ritiene che l’azione di governo sia dettata da soggetti esterni a Palazzo Chigi, un 11% che sale rispettivamente a 20% e 14% tra gli elettori Lega e quelli di Fratelli d’Italia.

Generalmente basse le percentuali (6%) di chi ritiene che l’operato del Conte bis sia molto adeguato, anche tra gli elettori Pd e M5s; più alto il valore degli intervistati che lo considerano abbastanza adeguato – il 38%, con picchi che superano il 60% tra chi vota le forze giallorosse – anche se a prevalere sono coloro che sono poco o per nulla soddisfatti dell’azione di governo – rispettivamente 30% e 26%. Una fotografia che però è bilanciata dal momento complesso che il Paese sta vivendo a causa dell’emergenza sanitaria: quasi un terzo degli italiani giustifica così i freni alla spinta decisionale, che però per un buon 25% sono dovuti alla volontà delle forze di governo di impedire nuove elezioni.

Per quanto riguarda le intenzioni di voto, dopo una piccola battuta d’arresto a giugno Fratelli d’Italia ricomincia a guadagnare terreno sugli altri partiti e si porta al 14,5%, meno di un punto percentuale dal Movimento 5 Stelle che al contrario scende ancora al 15,3%. Cali contenuti di Lega e Pd, che restano i primi due partiti rispettivamente con il 26,3% e 19,6%. Stabile intorno al 6% Forza Italia, pochi cambiamenti anche tra le forze minori.

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