Qual è l’identità dello Stato italiano? Quali interessi nazionali? Quale la visione del mondo? E cosa ci aspetta dopo il Covid-19? Alla luce di quella che si preannuncia “la più grande depressione che il mondo ha vissuto dal 1929”, sono tutte domande fondamentali per la sopravvivenza del Paese. Per trovare le risposte, è arrivata oggi la chiamata alle armi del Centro alti studi per la Difesa (Casd), presieduto dal generale Fernando Giancotti, rivolta “alla comunità del pensiero strategico nazionale”, a think tank e centri di ricerca attivi nel campo della sicurezza e difesa.

LA SCOMMESSA DEL CASD

L’adesione si preannuncia ampia, almeno a giudicare dagli interventi odierni nella sala Andretta (aula principale della sede romana del Centro) e dal pubblico collegato in teleconferenza. Per il Casd è “una scommessa”, ha spiegato Giancotti, una call for papers per alimentare “il dibattito sistemico sulle strategie e l’interesse nazionale nella fase-post pandemica”. Avverrà in collaborazione con Farnesina e Dis, e prevalentemente per iscritto, con i contributi di pensiero che i think tank invieranno al Centro e che confluiranno poi in due quaderni tematici, fino alla sintesi di un documento finale che verrà presentato a maggio del prossimo anno.

UN CAMBIO DI PASSO PER IL PAESE…

“Lavorare insieme è già di per sé una strategia di sistema”, ha detto Giampiero Massolo, presidente dell’Ispi, intervenuto al dibattito moderato da Flavia Giacobbe, direttore di Airpress e Formiche. “A minaccia concreta, corrisponde l’urgenza di un dibattito non teorico”, ha aggiunto l’ambasciatore rilanciando l’iniziativa del Casd. Tra cyber-attacchi, terrorismo, pressione sulle aziende nazionali e ritorno della competizione globale tra due potenze, le minacce “hanno cambiato il modo di fare sicurezza e di intendere la Difesa, da qualcosa di fisico che minaccia in modo subitaneo i nostri confronti, a un qualcosa di multiforme e immateriale”. Da qualche mese e per i prossimi anni, a complicare un quadro già intricato è intervenuto Covid-19. Che fare quindi? “Occorre rafforzare il rapporto di fiducia con i cittadini, con il sistema-Paese e con le istituzioni: un nuovo patto basato sulla trasparenza e sul non aver timore di spiegare al decisore la complessità delle situazioni”, ha detto Massolo. Come? Attraverso l’iniziativa dei corpi intermedi (proprio quelli a cui si rivolge la chiamata del Casd), “mettendo a punto obiettivi e priorità senza aspettare il governo, ma provando a suggerire e proporre, sviluppando strumenti con rapida capacità di collegamento”.

…IN UN MONDO CHE CAMBIA (IN FRETTA)

In sintesi, ha spiegato Armando Barucco, capo dell’Unità di analisi della Farnesina, si tratta di definire la Weltanschauung italiana, “cioè la nostra visione del mondo e del nostro posto nel mondo, da cui poi derivano valori e interessi da difendere”. L’urgenza è forte, ha spiegato l’ambasciatore. La pandemia da Coronavirus sta infatti caricando di incertezza “quasi tutti i parametri di riferimento nel contesto internazionale”. Il Covid agisce “come acceleratore di processi e come fragilizzatore, anche di aree fondamentali per gli interessi del nostro Paese e dell’Europa”. A spaventare di più è però “la portata della crisi economica che dovremo affrontare, la peggiore depressione economica che il mondo abbia mai vissuto dal 1929”.

LE DICOTOMIE DA AFFRONTARE

È questa la sfida per l’Italia, da cogliere secondo Barucco tenendo presenti “quattro fondamentali dicotomie” destinate a cambiare il panorama internazionale: la narrativa autoritarismo vs democrazia (“con effetti sulla gestione della pandemia”); il bipolarismo tra Stati Uniti e Cina (“in una situazione di indebolimento per entrambi”); il rapporto tra pubblico e privato (“con i massicci interventi di finanza pubblica”) e, infine, il dibattito tra liberalizzazione e neo-protezionsimo. Una certezza sola: “Usciremo dalla crisi solo quando creeremo le condizioni di rilancio dell’economia globale”, ha spiegato l’ambasciatore. Se “non c’è un minimo dubbio su dove schierarsi tra Usa e Cina”, ha rimarcato, è altrettanto vero che “non bisogna illudersi: la crescita globale passa da tre attori e da quanto essi riusciranno a collaborare, Unione europea, Stati Uniti e Cina”.

QUALI TECNOLOGIE?

Il quadro insomma non appare confortante. Il Paese è chiamato a scelte urgenti. Per accelerare il dibattito, secondo Guido Crosetto, presidente dell’Aiad, si potrebbe spostare il focus sulle “tecnologie”. D’altra parte, ha notato, “la Difesa è un insieme di tecnologie; e il Paese deve decidere quali cambiare, quali sono sovrane, e quali necessarie per affrontare i prossimi vent’anni”. Di fondo ci sono le scelte strategiche: “Dobbiamo riscoprire la possibilità di definire una linea di Stato, una visione che metta d’accordo il Paese”. Da dove partire? Dalla burocrazia. “Più del cambio di percezione della massa – ha spiegato Crosetto – noi dobbiamo ritrovare una nuova unità nella classe dirigente che garantisca una linea strategica coerente del Paese”.

LA TRASFORMAZIONE PER IL CASD

Proprio per la formazione della classe dirigente alle linee della difesa e della sicurezza nazionale si propone il Casd, pronto a diventare un “think hub”, ha detto Giancotti. L’iniziativa segue d’altronde il processo di trasformazione del Centro in corso da un paio d’anni. Nell’estate dell’anno scorso, il Centro ha lanciato il progetto “ValForDife”, dedicato alla valorizzazione della formazione nel campo della Difesa, con un primo master di secondo livello in “Leadership, change management and digital innovation”. Più di recente, con il Decreto rilancio, il Casd è stato trasformato in Scuola superiore universitaria, capace cioè di emanare bandi per dottorati aperti a tutti. Si doterà presto di un dipartimento accademico, con una strutturazione maggiore e, tra gli altri, un ufficio specifico per l’innovazione e la digitalizzazione della formazione. Come notato da Giancotti, l’obiettivo è “generare una continua e sistematica esplorazione della conoscenza”. Per la call for papers sono già arrivate molte adesioni, compresa quella di Airpress/Formiche. Tra gli altri, oggi sono intervenuti Andrea Margelletti (CeSI), Fabrizio Luciolli (Comitato atlantico italiano), Alessandro Politi (Nato Defense College Foundation), Andrea Manciulli (Europa Atlantica), Pasquale Preziosa e Roberto De Vita (Eurispes).

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