Le prime sanzioni cyber dell’Ue? Contro Cina, Russia e Corea del Nord

Le prime sanzioni cyber dell’Ue? Contro Cina, Russia e Corea del Nord
Per la prima volta l’Unione europea applica sanzioni in risposta agli hackeraggi. Nel mirino sei persone e tre entità: russi, cinesi e nordcoreani. Ecco cosa comportano le restrizioni

C’è una prima volta anche per le sanzioni cyber. Il Consiglio dell’Unione europea ha deciso oggi, per la prima volta, di imporre sanzioni a seguito di attacchi informatici. Le misure restrittive (previste soltanto dal maggio 2019 dall’Unione europea) sono state emesse nei confronti di sei persone e tre entità — russe, cinesi e della Corea del Nord — responsabili di aver compiuto vari attacchi informatici o di avervi preso parte. Fra questi, il tentato attacco informatico russo ai danni dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw) e gli attacchi pubblicamente noti come WannaCry, NotPetya e Operation Cloud Hopper.

Le sei persone sanzionate sono: i cinesi Qiang Gao e Shilong Zhang (coinvolti nell’Operation Cloud Hopper); i russi Alexey Valeryevich Minin, Aleksei Sergeyvich Morenets, Evgenii Mikhaylovich Serebriakov e Oleg Mikhaylovich Sotnikov (protagonisti dell’attacco contro l’Opcw). Queste, invece, le entità: Tianjin Huaying Haitai Science and Technology Development Co. Ltd (con sede a Tianjin, Cina); Chosun Expo (Corea del Nord); il GTsST, centro per le tecnologie speciali del Gru, i sevizi segreti militari russi.

Le sanzioni imposte includono il divieto di viaggio e il congelamento dei beni. È fatto inoltre divieto di mettere fondi a disposizione delle persone ed entità inserite nella lista nera.

ultima modifica: 2020-07-30T09:10:04+00:00 da Gabriele Carrer

 

 

 

 

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