È stato un articolo di Marzio Breda su Il Corriere della Sera di oggi a dare l’allarme.
Titolo inequivocabile: “Il rischio di depotenziare il Quirinale con il nuovo gioco totonomi. Il mandato di Mattarella scadrà nel febbraio del 2022. Le ipotesi su «dopo» indicato come prossimo sembrano quasi voler anticipare il semestre bianco”.

Gli elementi delineati nell’articolo di Breda, uno dei quirinalisti più autorevoli e accreditati, e il dibattito in corso contribuiscono a dare un’immagine di una politica lontana dal Paese reale e dai suoi problemi.
Uno scenario che non fa dormire sonni tranquilli.

Oggi come mai il Paese ha bisogno di una guida e Mattarella rappresenta un punto di riferimento per gli italiani e una solida garanzia a livello internazionale.

Probabilmente stiamo dimenticando le giornate drammatiche di marzo sia dal punto di vista sanitario sia economico. Probabilmente chi oggi si dà ai giochi di palazzo fa tattica di basso cabotaggio senza una strategia.

Eppure sarebbe bene ricordare le parole del Presidente del 12 marzo scorso, che hanno aperto una fase nuova nelle relazioni con i nostri partner europei e internazionali. Parole che pesavano e pesano ancora oggi. Parole anche grazie alle quali è partita quella complessa azione diplomatica che ci ha portato al Recovery Plan e ha aperto la strada alla solidarietà europea.

Queste le parole del Presidente:
“L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quantomeno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione. All’Italia serve solidarietà, non ostacoli”.

Ed allora è bene che tutti si concentrino sulla ricostruzione visto che ci vogliono più di 18 mesi per l’elezione del nuovo Capo dello Stato.

La politica non scherzi con il fuoco. Il Paese ha bisogno d’altro.

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