Per anni alle scuole paritarie è stato negato l’accesso ai PON. Fondi europei sono stati rimandati al mittente, piuttosto che darli agli allievi della scuola pubblica paritaria. Questa non può essere libera e chi la sceglie deve pagare due volte con le tasse, la retta e la discriminazione. Marchiati a vita.
Di strada, le scuole pubbliche paritarie ne hanno fatta tanta e in questi mesi: il covid ha smascherato l’ideologia e il Re è nudo.

Un primo passo in avanti è apparso la possibilità anche per le scuole paritarie di accedere al PON finalizzato a consentire alle istituzioni scolastiche di acquistare supporti, libri e kit didattici anche da concedere in comodato d’uso a studentesse e studenti in difficoltà, garantendo pari opportunità e diritto allo studio.

Una procedura dai termini davvero stretti, in piena emergenza covid, ha aggravato gli uffici di segreteria delle scuole, ma era doveroso aderirvi perché era una conquista di civiltà e le cose possono cambiare solo nella misura in cui ci dedichiamo e ci incaponiamo.

A fronte delle parecchie decine di telefonate, tra cui il preside titubante: “Ma conviene perdere tutto questo tempo? Poi non ci daranno nulla, vedrai, sarà l’ennesima presa in giro”, la risposta di chi confida nell’onestà delle Istituzioni è sempre stata: “Ma no, si va avanti e si combatte”.
Fatto sta che il progetto è stato presentato e oggi ecco le graduatorie.
In estrema sintesi, alle scuole paritarie che vi hanno aderito vengono riconosciuti poche centinaia di euro ma, si noti, con la postilla “Ammessi con riserva”. Che cosa vuol dire? Scuole statali che hanno chiesto fondi che arrivano a 150 mila euro, si vedono la dicitura “Valutato”. (Il link delle graduatorie pubblicate).

Potremmo dire che quel preside titubante aveva ragione? E’ una semplificazione ingenerosa della realtà; occorre uno sguardo più complesso che ci dice che:

1. Questo bando indirizzato al recupero educativo degli studenti aveva fra i vari criteri : risultato delle Prove invalsi, Indice di dispersione scolastica, insuccesso educativo; di conseguenza emerge che le scuole paritarie sono di alta qualità. Ciò va a smentire in modo categorico l’illazione di qualche politico che solo qualche giorno fa, pur avendo abbandonato il ritornello che le scuole paritarie sono di scarsa qualità, diplomifici e postifici, ne metteva comunque in dubbio l’operato invocando la trasparenza.

Risultato finale dell’operazione: questo bando PON fa emergere che le scuole paritarie avevano scarse possibilità di avere un punteggio congruo, essendo – ironia della sorte – scuole di qualità. Anche il povero, in queste scuole, emerge e si afferma. Scuole come ascensori sociali. Nessuno è lasciato indietro. Di conseguenza, al preside perplesso si risponde che il tempo non è stato sprecato, avendo fatto operazione verità.

Certamente la scuola statale ha maturato maggiore punteggio non per colpa dei docenti o dei dirigenti, ai quali non è da ascrivere la scarsa qualità che è direttamente riconducibile al sistema scolastico italiano iniquo.

Non smetteremo mai di denunciare che Schiava è la Scuola Statale che paga la libertà con il controvalore dell’autonomia: i dirigenti scolastici non hanno alcuna autonomia per gestire la scuola … sono inchiodati alla burocrazia, zero autonomia, zero risorse; ricevono i docenti che a caso sono loro assegnati, non quelli richiesti; pertanto è facile scaricare su di loro e sui docenti i limiti gravissimi di un sistema, comunque fuori controllo dal punto di vista gestionale.

Schiava è anche la Scuola Paritaria, che paga la concessione dell’autonomia con il controvalore della libertà: autonomi sono i dirigenti di fare una buona scuola, ma non solo liberi i genitori di sceglierla se non si paga il pizzo della libertà.

E’ questa schiavitù che rende il sistema scolastico italiano di scarsa qualità perché iniquo.

2. Quindi l’ “Ammesso con riserva” non fa comprendere su quale onda si consumi la discriminazione: poche centinaia di euro, massimo 1500, ma con riserva. Inorridirebbe l’Europa delle scuole libere, che ha premiato i sacrifici dell’Italia con centinaia di miliardi di euro…

Occorre creare le condizioni perché la scuola sia veramente buona per tutti: per farlo bisogna chiarire realmente quale rapporto vuole avere lo Stato Italiano con la scuola. Questo è un punto imprescindibile. Garante? Controllore? Gestore unico?

Si ripete che il Covid, paradossalmente, rappresenta per l’Italia una preziosa opportunità per liberare anche in Italia (Europa docet) la scuola e far ripartire il diritto all’istruzione per tutti senza discriminazioni economiche.

L’Italia non può continuare ad essere ostaggio di un atteggiamento politico sempre più irresponsabile e inconsistente. Conseguenza di questo è la facile profezia sul futuro della scuola: il diritto all’istruzione non riparte; a 40 gg dalla riapertura della scuola è evidente che, se questa riparte, sarà a doppia velocità, per alcuni allievi sì e per altri no, in alcune regioni sì ed in altre no. Riparte la Scuola (forse) ma certamente non il diritto all’Istruzione.
L’Italia non può aspettare che il Movimento 5 stelle cambi nuovamente idea o perda i pezzi … Mossa intelligente sarebbe farsi da parte e consentire agli alleati e alle opposizioni di far ripartire la scuola. In che modo?

Ecco per l’ennesima volta le soluzioni.

– Acquisiti i dati del fabbisogno di aule, arredi e docenti delle 40 mila sedi scolastiche, occorre stipulare patti educativi con le scuole paritarie.

I Patti educativi si potranno tradurre concretamente nelle seguenti opzioni: a) si sposti una classe (allievi e docenti) dalla statale alla paritaria vicine. La curia di Milano ha offerto gratuitamente gli ambienti alle scuole paritarie e statali; oppure b) si destini a quel 15% di allievi delle statali che non potranno più frequentarle una quota capitaria che abbia come tetto massimo il costo medio studente o il costo standard di sostenibilità per allievo.

– Nel breve periodo di proceda con la stabilizzazione dei docenti precari che sono in classe da più di 5 anni senza la costosa e inutile procedura del concorsone. Questo permetterà di ripartire celermente a settembre.

– In due anni si completi l’operazione introducendo i costi standard di sostenibilità per allievo.

Risultato

La scuola statale sarà più autonoma, la scuola paritaria libera e il sistema scolastico integrato, di qualità perchè più equo e quindi trasparente. I cittadini più liberi e più grati. 8 Mln di studenti saranno in classe e si ritornerà ad investire nella scuola e nella formazione; con un livello culturale più alto tutti saranno maggiormente liberi dall’ideologia e dall’ignoranza che fa più prigionieri degli invasori barbari.

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