Sono stati trasmessi dal Tribunale di Roma al Tribunale dei ministri gli atti di indagine che coinvolgono il premier e 6 ministri a seguito delle denunce sulla gestione dell'epidemia. Da Palazzo Chigi massima collaborazione e la procura parla di archiviazione

Il premier Conte e sei ministri (Alfonso Bonafede, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Roberto Speranza) “hanno ricevuto una notifica riguardante un avviso di garanzia da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma”. Un atto dovuto, si legge ancora, accompagnato anche da una relazione nella quale l’Ufficio della Procura “ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare”. In ogni caso, “il presidente del Consiglio e i ministri si dichiarano sin d’ora disponibili a fornire ai magistrati ogni elemento utile a completare l’iter procedimentale, in uno spirito di massima collaborazione”

“Non giudico la magistrature che fa il proprio lavoro, è un atto dovuto e Palazzo Chigi insieme a tutti i ministri ha risposto che collaborerà con la magistratura perché non c’è nulla da nascondere. Non credo che il governo si indebolisca”, ha commentato la ministra della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone su La7.

Le denunce sono arrivate da parte del Comitato Noi Denunceremo che raccoglie i parenti delle vittime di coronavirus. “Le nostre denunce non saranno archiviate, si basano su presupposti diversi”, ha commentato il Comitato sull’archiviazione dell’indagine nata dalle denunce dell’avvocato Carlo Taormina. “Non sappiamo su quali basi e su quali presupposti in fatto e in diritto sia stata redatta la denuncia dell’avvocato Taormina – spiegano dal Comitato. – Se la procura di Roma ritiene che ci siano gli estremi per poter chiedere l’archiviazione, l’avvocato Taormina provvederà a depositare un’opposizione fondata su elementi che ritiene possano confutare la richiesta della procura. Per quanto riguarda gli esposti depositati dal comitato riteniamo che siano corredati da documenti e fatti che abbiano un valore probatorio tale da non portare ad una analoga richiesta di archiviazione”.

Il Comitato, inoltre, precisa che “gli esposti depositati non individuano persone responsabili, ma per loro natura, rappresentano i fatti che debbono essere vagliati dalla magistratura al fine dell’individuazione di eventuali responsabili e conseguenti responsabilità”.

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