All’Assemblea Onu il premier Johnson ha annunciato che il Regno Unito verserà all’Oms 340 milioni di sterline nei prossimi quattro anni: sarà il primo Stato donatore. Ma parte dei fondi è subordinato alle indagini sull’origine del coronavirus, con Pechino sul banco degli imputati

Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il premier britannico Boris Johnson ha invitato il mondo a “unire le forze per sconfiggere il coronavirus e prevenire pandemie future” ma soprattutto annunciato nuovi e significativi finanziamenti per la salute del Regno Unito e del mondo. “È giunto quindi il momento — qui, in quella che spero sia la prima e ultima Assemblea generale su Zoom — che l’umanità valichi i confini e ripari le gravi fratture che la separano”, ha dichiarato. “Qui nel Regno Unito, il luogo di nascita di Edward Jenner, pioniere del primo vaccino al mondo, siamo determinati a fare tutto ciò che è in nostro potere per cooperare con i nostri amici delle Nazioni Unite, sanare le divisioni e curare il mondo”.

Il premier ha annunciato l’impegno britannico a versare all’Organizzazione mondiale della sanità 340 milioni di sterline nei prossimi quattro anni — un aumento del 30% rispetto al precedente quadriennio, che fa del Regno Unito (che sarà alla guida del G7 il prossimo anno) il primo Stato donatore dopo il passo indietro degli Stati Uniti di Donald Trump. Gli stanziamenti serviranno a riformare l’Organizzazione mondiale della sanità e a indagare sulle origini della pandemia del coronavirus, con la Cina accusata di aver mentito al mondo per settimane facendo pressioni sulla stessa Organizzazione. Infatti, come ha spiegato il Daily Mail, parte dei fondi sarà subordinata alle indagini e a un giro di vite sullo strapotere di Pechino sull’Organizzazione.

LA CORSA AL VACCINO

Nel suo discorso virtuale il premier Johnson ha annunciato una serie di nuove misure per aiutare il mondo a uscire dalla crisi e definirà un ambizioso piano in cinque punti per prevenire future pandemie. Il piano, sviluppato di concerto con la Bill and Melinda Gates Foundation e The Wellcome Trust, inizia con la proposta di sviluppare una rete mondiale di “centri per le malattie zoonotiche” atti a individuare gli agenti patogeni pericolosi prima che passino dagli animali all’uomo, come si ritiene sia avvenuto con il Covid-19. Tra le altre misure previste figurano l’aumento della capacità produttiva per cure e vaccini, il miglioramento dei sistemi di allerta preventiva in caso di pandemia, la definizione di protocolli globali per le crisi sanitarie e l’eliminazione delle barriere commerciali. Inoltre, ha annunciato un nuovo importante investimento a favore di Covax, il programma internazionale per l’approvvigionamento di vaccini Covid-19.

Il Regno Unito stanzierà un contributo iniziale di 71 milioni di sterline per ottenere i diritti di acquisto per un massimo di 27 milioni di dosi di vaccino per la popolazione britannica. Ciò va ad aggiungersi ad altre iniziative del governo britannico per l’acquisto di altri vaccini contro il coronavirus che si dimostrino sicuri ed efficaci. E oltre all’investimeto a livello nazionale, il Regno Unito destinerà 500 milioni di sterline al finanziamento di aiuti per il Covax Advance Market Commitment, una struttura nata allo scopo di permettere a 92 dei Paesi più poveri del mondo di accedere a un vaccino contro il coronavirus. Il finanziamento sosterrà i paesi in via di sviluppo nella lotta contro il virus e contribuirà ad arrestare la diffusione globale della pandemia, garantendo a tutti una maggiore sicurezza.

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