Messaggio di Washington ad Ankara. L'allentamento dell'embargo militare a Cipro serve a ricordare ai turchi che gli Stati Uniti nel Mediterraneo hanno la forza politica per muovere lo scacchiere

Gli Stati Uniti hanno annunciato di voler allentare l’embargo militare su Cipro, consentendo all’isola del Mediterraneo di acquistare armamenti non letali, intanto per un anno. La decisione l’ha comunicata il segretario di Stato, Mike Pompeo, in una conversazione telefonica con il presidente cipriota Nicos Anastasiades.

Pompeo ha anche “riaffermato il sostegno degli Stati Uniti a un accordo globale per riunificare l’isola”, ha detto la portavoce del dipartimento di Stato. Lo “sviluppo” positivo “rafforza il rapporto di sicurezza bilaterale” tra i due paesi, ha commentato la presidenza cipriota. Reazione dura, chiaramente, da Ankara, che ancora vive tensioni territoriali con Cipro: “Avvelena l’ambiente di pace e stabilità nella regione”, ha detto il ministero degli Esteri turco a proposito della decisione Usa, aggiungendo che “non è conforme allo spirito di alleanza” tra Stati Uniti e Turchia. Se Washington non inverte la rotta, ha proseguito la diplomazia del governo di Ankara, “la Turchia, come paese garante, adotterà le necessarie contromisure decisive per garantire la sicurezza del popolo turco-cipriota, in linea con le sue responsabilità legali e storiche”.

Cipro è stata effettivamente divisa dal 1974, quando le forze turche invasero un terzo del territorio settentrionale in risposta al colpo di stato greco-cipriota. I vari sforzi diplomatici per risolvere uno dei conflitti più intrattabili del mondo sono falliti, spesso con acrimonia, e recentemente le tensioni si sono riaccese. Il quadrante del Mediterraneo orientale in cui Cipro è geograficamente inserita è diventato turbolento a causa della scoperta di nuovi reservoir gassiferi dalle enormi potenziali. Una circostanza che ha fatto da grilletto per il riattivarsi di tensioni geopolitiche che coinvolgono da un lato la Turchia e dall’altro un allineamento sistemico composto da Grecia, Cipro ed Egitto (supportati dalla Francia).

Il rafforzamento militare della porzione greco-cipriota, quella internazionalmente riconosciuta (l’altra turco-cipriota ha contatti esclusivamente con Ankara) non sarà drastico. La componentistica non letale ha però il senso di messaggio. Washington si è posto all’interno della contesa mediterranea come attore dal peso politico in grado di calmierare la situazione — che come delicatezza ulteriore ha io coinvolgimento sui fronti opposti di membri Nato. “È nel nostro interesse per la sicurezza nazionale revocare queste obsolete, decennali restrizioni sulle armi e approfondire le nostre relazioni di sicurezza con la Repubblica di Cipro”, ha commentato in uno statement Bob Menendez, senatore democratico e membro della Commissione per le Relazioni estere.

È evidente dunque che dietro alla decisione ci sia il segnale diretto alla Turchia. L’assertività di Ankara abbinata alle ambizioni di proiezione internazionale di Recep Tayyp Erdogan stanno diventando un problema pesante per la stabilità di un bacino delicatissimo. Tensioni che potrebbero creare debolezze che favoriscono la penetrazione strategica di potenze rivali e competitive come Russia e Cina.

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