Al via la seconda edizione di Blue OLEx 2020, esercitazione di sicurezza cibernetica europea. I servizi di Roma e Parigi (Dis e Anssi) in prima fila. Il capo degli 007 transalpini sulla novità dell’anno, la rete CyCLONe: “Francia e Italia le forze trainanti”

Italia e Francia assieme in prima linea per la cybersecurity europea (e i nostri 007 hanno incassato anche il plauso, nient’affatto scontato, dei colleghi francesi).

Ieri è iniziata la seconda edizione di Blue OLEx 2020, l’esercitazione di sicurezza cibernetica a livello operativo, promossa dall’Agenzia europea per la cybersecurity (Enisa), in collaborazione con la Commissione europea. I lavori, organizzati quest’anno dai Paesi Bassi, si svolgono online, con la partecipazione dei rappresentanti delle autorità cyber nazionali dei 27 Paesi membri. Per l’Italia, come nella precedente edizione, c’è il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) della presidenza del Consiglio dei ministri.

Gli obiettivi sono due. Primo: testare la capacità degli Stati membri in caso di eventi cibernetici in Europa. Secondo: rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali di cybersecurity, la Commissione europea ed Enisa.

LA NOVITÀ

Tra le novità di quest’anno c’è il lancio ufficiale di CyCLONe (Cyber Crisis Liaison Organisation Network), la rete di risposta rapida alle crisi e agli incidenti cyber transfrontalieri su larga scala. Si tratta di un risultato conseguito grazie al lavoro svolto in particolare dall’Italia, attraverso il Dis, e dalla Francia con l’Anssi (l’Agenzia francese per la sicurezza dei sistemi informatici), che hanno guidato i lavori nell’ambito del Nis Cooperation Group. “Forti della loro esperienza nazionale, Francia e Italia sono state le forze trainanti per la costruzione della rete CyCLONe”, ha dichiarato Guillaume Poupard, direttore generale dell’Anssi.

L’intento di CyCLONe, con la Germania primo coordinatore in quanto presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, è l’implementazione del “meccanismo europeo di risposta rapida alle crisi e agli incidenti cyber transfrontalieri su larga scala e a supportare le strutture di cybersecurity, rafforzando la collaborazione sia a livello tecnico, per esempio tra gli Csirt, ossia i team di prevenzione e risposta agli incidenti cibernetici, sia a livello politico”. L’esperienza acquisita durante i test di Blue OLEx 2020 contribuirà ad alimentare il novero delle procedure operative standard di CyCLONe, modellandone le future esercitazioni a livello operativo.

I PRECEDENTI

A fine febbraio, a Zagabria, le agenzie di intelligence di 23 Paesi europei avevano firmato una lettera di intenti per sancire la nascita del College dell’Intelligence in Europa (Ice), il cui segretariato avrà sede a Parigi, e la presidenza sarà a turno, su base volontaria degli Stati aderenti e della durata di un anno.

Anche in quell’occasione Roma e Parigi sono state grandi protagoniste. Infatti, l’Italia è stata tra i primi promotori dell’iniziativa auspicata un anno prima, il 5 marzo 2019, di Emmanuel Macron. Con un discorso alla Sorbonne di fronte a 300 delegati, fra cui 66 esponenti di agenzie europee, il presidente francese aveva indicata la strada di una iniziativa europea per coordinare gli sforzi dell’intelligence e dar vita a una cultura della sicurezza.

“Non è una Cia europea, ma è un grande passo avanti e l’Italia è in prima linea”, aveva spiegato Gennaro Vecchione, direttore generale del Dis, in un’intervista esclusiva con Formiche.net a Zagabria. “Deve essere un dialogo tattico, incentrato su minacce specifiche”, aveva aggiunto il prefetto. “Il Trattato sull’Unione europea d’altronde colloca la sicurezza nazionale al di fuori del campo di competenza dell’Ue, che infatti non può emanare regolamenti e direttive in materia. Esiste per il momento solo uno scambio di informazioni per prevenire minacce gravi come il terrorismo o i crimini cibernetici”.

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