"Il lavoro da fare è molto, l’impegno del governo c’è; essenziale sarà la collaborazione costante tra pubblico e privato al fine di impostare una strategia competitiva per il Paese". L'intervento di Paola Pisano, ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, alla premiazione del Drone Contest organizzato da Leonardo per sviluppare sistemi autonomi guidati dall'intelligenza artificiale

Gli impatti dell’AI (Artificial Intelligence) permeano le nostre società. Il segretario generale dell’Onu ha sottolineato che “il progresso digitale ha creato in tempi record enormi ricchezze, ma queste ricchezze sono concentrate nelle mani di uno stretto giro di persone, imprese e Stati”. Il 50% del pianeta accede a Internet, ma il tasso di crescita si è ridotto e l’accesso è molto più difficile per le donne e le persone più deboli. I mercati digitali si caratterizzano per effetti di rete che tendono a favorire le concentrazioni di mercato e gli oligopoli di dati.

Anche il settore dell’AI mostra tendenze monopolistiche, poiché il controllo delle “infrastrutture per la raccolta di dati e la sperimentazione” è esercitato quasi esclusivamente dai privati. Nel manifesto “Privacy 2030: Una visione per l’Europea” di Giovanni Buttarelli si afferma: “L’Ue dovrebbe occuparsi non solo della privazione dei diritti digitali e dell’accesso negato alle infrastrutture e ai servizi digitali, ma anche delle diseguaglianze digitali”. Buttarelli parla di un proletariato digitale che popola le file di chi subisce le tecnologie e il trattamento dei dati. I nuovi ricchi digitali hanno gli strumenti per controllare le tecnologie, la propria vita digitale e quella degli altri.

Per questo ringrazio Leonardo per aver avviato un progetto di Open Innovation per favorire la nascita di un “ecosistema” in Italia che sia inclusivo e che coinvolga e metta insieme le capacità delle grandi imprese, degli atenei, delle piccole e medie imprese, degli spin-off e delle start-up nazionali. Ringrazio i sei atenei (Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Bologna, Sant’Anna di Pisa, Università Tor Vergata di Roma, Università Federico II Napoli) e i suoi dottorandi ai quali faccio i miei migliori auguri. Ad essere premiata sarà una squadra, ma tutte hanno portato un importante contributo alla ricerca e allo sviluppo di una società nuova. La formazione, la conoscenza e la condivisione sono alla base di tutti i cambiamenti ed evoluzioni anche nel campo della digitalizzazione.

È essenziale quindi la presenza attiva delle università. “L’AI (Artificial Intelligence) genererà cambiamenti sociali ed economici molto più profondi di qualsiasi altra rivoluzione tecnologica nella storia dell’umanità”. La citazione è tratta dallo studio condotto dal Consorzio interuniversitario nazionale di informatica (Cini) e sintetizza egregiamente il profondo e radicale potere di trasformazione della IA che proprio per questa ragione deve essere messo al servizio delle persone in ogni angolo del pianeta. Per mettere davvero l’intelligenza artificiale al servizio dei cittadini, essa deve diventare parte integrante del bagaglio educativo non solo universitario ma di ogni individuo.

Il dipartimento per la Trasformazione digitale, di cui come ministro ho l’onore di avvalermi, è impegnato su un progetto che ha la finalità di rendere l’AI comprensibile e utilizzabile anche dai non addetti ai lavori. Ma proprio in un’ottica di avvicinamento del cittadino alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie un fattore fondamentale è la fiducia nelle nuove tecnologie che, in questo caso, è strettamente legata alla privacy e all’uso dei dati. L’utilizzo di tecnologie ubique e l’impiego massivo di dati possono mettere a rischio la tutela della privacy e dei dati personali. E questo non deve accadere. I principi di privacy by design e by default costituiscono la guida per i soggetti coinvolti nell’attività di trattamento dati al fine di assicurare il rispetto dei dati personali attraverso la predisposizione di misure tecniche e organizzative adeguate, volte ad attuare in modo efficace i principi di protezione dei dati (by design), nonché a garantire che siano trattati, per impostazione predefinita, solo i dati personali necessari per ogni specifica finalità del trattamento (by default).

La domanda che la società deve porsi è se questi dati possano essere utilizzati a vantaggio delle persone e della società nel suo complesso. Una “Europa pronta per il digitale” deve mirare al bene comune e a soluzioni sostenibili. Big data, AI e Internet delle cose dovrebbero puntare allo stesso sviluppo sostenibile, ambientale e sociale. Di qui due progetti importanti del dipartimento per la Trasformazione digitale. Il primo progetto sul quale stiamo lavorando con Fondazione Leonardo per l’uso dell’intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione, il secondo riguarda l’accordo “A Call for an AI Ethics” con la Pontificia Accademia per la Vita, Microsoft, IBM, la FAO e il Governo italiano, firmato il 28 febbraio scorso. Questo accordo è nato per sostenere un approccio etico all’AI (Artificial Intelligence) e promuovere tra organizzazioni, governi e istituzioni un senso di responsabilità condivisa con l’obiettivo di garantire un futuro in cui l’innovazione digitale e il progresso tecnologico siano al servizio del genio e della creatività umana, di tutta la creatività umana.

La realizzazione del pieno potenziale dell’AI a beneficio di tutti i cittadini richiede una collaborazione internazionale, Canada e Francia insieme con Australia, Germania, India, Italia, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Singapore, Slovenia, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Unione Europea hanno dato avvio a giugno, alla Global partnership on artificial intelligence (Gpai) per sostenere e guidare lo sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale che si basa sui diritti umani, l’inclusione, la diversità, l’innovazione e la crescita economica. Per raggiungere questo obiettivo, l’iniziativa partirà con il colmare il divario tra teoria e pratica sull’AI, sostenendo come priorità la ricerca d’avanguardia e le sue applicazioni. La Gpai riunisce i principali esperti dell’industria, della società civile, dei governi e del mondo accademico al fine di collaborare su quattro tematiche: la AI responsabile; la governance dei dati; il futuro del lavoro; l’Innovazione e la commercializzazione. Gli esperti della Gpai studieranno anche il modo in cui l’intelligenza artificiale può essere sfruttata per rispondere meglio alla crisi mondiale indotta dalla pandemia da Covid-19.

Il Leonardo Drone Contest rappresenta un importante contributo per migliorare la percezione di questa disciplina e per impostare il lavoro pratico che deve essere fatto sull’AI. Leonardo fa parte del gruppo di lavoro Urban Air Mobility che, grazie al protocollo d’intesa stipulato nel 2019 con Enac, ha l’obiettivo di formare un ecosistema per la mobilità aerea innovativa, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. A settembre 2020 Amazon ha ottenuto il permesso per la consegna aerea ai propri clienti. L’azienda ancora non è pronta a far partire il servizio su larga scala e attualmente sono in corso diverse sperimentazioni per provare la tecnologia. La sperimentazione è fondamentale per valutare i vantaggi e le criticità di una tecnologia, il suo utilizzo nella società civile e la sua successiva regolamentazione. Insisto che il processo non deve partire mai da una regolamentazione che non ha conoscenza delle possibili ricadute di una tecnologia. Fornire questa conoscenza al regolatore è possibile solo attraverso la sperimentazione e l’utilizzo della stessa tecnologia in campi differenti.

In riferimento a questo vorrei portare alla vostra attenzione l’articolo 36 del decreto legge “Semplificazione e Innovazione Digitale“ approvato dal Parlamento poche settimane fa che ha l’obiettivo di consentire alle imprese, alle università, ai centri di ricerca, alle start-up che vogliano avviare la sperimentazione di un loro progetto innovativo, di farlo, per un periodo limitato di tempo, chiedendo una semplice autorizzazione in sostituzione di tutti gli ordinari regimi amministrativi e obblighi di legge. Al termine della sperimentazione, in caso di esito positivo, il governo promuoverà le modifiche normative e regolamentari per consentire a regime lo svolgimento dell’attività sperimentata. Questa misura si può applicare alla sperimentazione anche nel campo dell’intelligenza artificiale e dei droni.

Il lavoro da fare è molto, l’impegno del governo c’è; essenziale sarà la collaborazione costante tra pubblico e privato al fine di impostare una strategia competitiva per il Paese, che abbia però sempre una profonda attenzione all’etica e ai diritti dell’essere umano valori che oggi possono essere preservati grazie anche alla tecnologia. La tecnologia non è neutra, sta a noi definirne la natura, e a voi giovani l’importante compito di strutturare con noi la strada di un processo in veloce evoluzione e ampiezza delle applicazioni che non a caso ha la priorità nelle agende nazionali e internazionali dei paesi G7, G20 ma anche di molti paesi in via di sviluppo. Ma abbiamo anche il compito di guardare lontano alle prossime generazioni. In questo veloce cammino verso un ancora inesplorato e imprevedibile futuro digitale ricordiamoci sempre delle generazioni che verranno e dei valori fondamentali: rispetto delle idee e della dignità umana, rispetto per le categorie svantaggiate e gli individui più deboli. La nostra visione tecnologica deve rimanere etica e questo sarà un impegno che il nostro paese e l’Europa dovrà preservare per le future generazioni.

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