A pochi giorni dalla riapertura delle scuole le incertezze sono ancora numerose.

Tutte le forze politiche si sono espresse su quanto il sistema scolastico sia il primo fattore propulsivo per il Paese, ma ad oggi il diritto allo studio dei nostri figli è a rischio e la libertà educativa delle famiglie ignorata.

In particolare, sulle scuole paritarie si deve denunciare una ingiustificata lentezza nella concreta distribuzione delle risorse messe a disposizione da (quasi) tutti i gruppi parlamentari e nel promuovere “patti educativi” che potrebbero fornire a tutta la scuola pubblica preziose possibilità di spazi e sinergie.

E così:

– Procede la chiusura delle scuole paritarie più fragili (con ulteriori 2.4Mld euro di costo per lo Stato),

– migliaia e migliaia di  studenti non troveranno posto nelle scuole statali per carenza di aule non sufficienti per assicurare il distanziamento (ricerche puntuali e credibili arrivano a ipotizzare che sarà invece il 15% degli studenti a non trovare appropriata accoglienza).

Siamo in una situazione assurda: non ci sono spazi, manca l’organico, i trasporti sono nel caos, le famiglie con figli disabili non sanno cosa fare e il Governo non valorizza le scuole paritarie siglando patti educativi e permettendo cosi alla scuola statale di ripartire (Proposta).

Coloro che continuano ad essere abbandonate dalla politica e sono deprivate da un’opzione scolastica, di cui hanno un costituzionale diritto, sono sempre le famiglie, i veri poveri, gli anelli deboli di questa nostra catena di sopravvivenza.

In pochi giorni, perciò, sono state lanciate ben due petizioni sulla piattaforma CitizenGO, rivolte al Presidente del Consiglio e al Ministro della Scuola, che hanno raccolto più di 89 mila firme.

Dai cittadini, infatti, viene chiesto che “si definiscano, nelle singole realtà territoriali, PATTI EDUCATIVI di COMUNITA’  (Link petizione) tra scuole statali e paritarie, dove  alle famiglie sia assicurata la possibilità di scegliere  la scuola paritaria ritenuta più sicura per il figlio, senza dover pagare rette aggiuntive, attraverso una quota capitaria, che abbia come tetto massimo il costo medio studente o il costo standard di sostenibilità per allievo (Link petizione).”

Le numerose associazioni di famiglie e di scuole paritarie consegneranno di persona al Governo le petizioni, il 17 settembre 2020.

In occasione di questo importante gesto, le associazioni che hanno promosso la “maratona per la scuola” e le suddette petizioni invitano, anche in vista delle elezioni regionali e comunali, tutti i candidati ad essere, nel territorio di competenza, parte attiva per la concreta promozione del maggior numero di patti educativi fra le istituzioni scolastiche statali, regionali e/o comunali e le scuole paritarie.

Il diritto all’Istruzione non può essere un Privilegio

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