Donald Trump riparte “immune” – lo dice in tv e lo twitta – in campagna elettorale e il Senato avvia le audizioni per la conferma della nomina del giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema, mentre i sondaggi confermano, l’uno dopo l’altro, che il candidato democratico Joe Biden mantiene un vantaggio in doppia cifra sul presidente candidato alla sua rielezione: secondo il rilevamento Washington Post / Abc, Biden ha il 54% dei consensi, Trump il 42%; ma si sa che negli Usa non è il voto popolare a decidere, ma i Grandi Elettori.

“Immune”, come dice lui, che non si è ancora negativizzato, il magnate presidente, dopo il discorso dal balcone della Casa Bianca sabato sera, farà comizi oggi in Florida, domani in Pennsylvania e mercoledì in Iowa e vuole tenere un meeting ogni giorno in un posto diverso di qui all’Election Day il 3 Novembre. Lo riferisce Axios, secondo cui non tutti nel suo staff ritengono sia una buona idea.

Inoltre, la Casa Bianca chiede alla commissione che organizza i dibattiti presidenziali di ripristinare il secondo dibattito tra Trump e Biden, visto che il presidente, secondo il suo medico, non risulta più contagioso, dopo avere contratto il coronavirus ed esserne stato curato in ospedale. Lo riferisce la Cnn. Il secondo dibattito era in calendario giovedì 15 ottobre, ma è stato cancellato perché Trump non ne accettava la trasformazione in un duello virtuale. Il terzo e ultimo dibattito, confermato, sarà il 22 ottobre.

Twitter ha segnalato ai suoi utenti che il tweet di Trump sul suo essere immune “viola le regole sulla diffusione di informazioni fuorvianti e potenzialmente dannose sul Covid-19”. Tuttavia, Twitter “ha stabilito che potrebbe essere nell’interesse del pubblico che il tweet resti accessibile”. Lo afferma Twitter in un messaggio riferito al ‘cinguettio’ dove il presidente scrive di aver avuto “una totale e completa approvazione dai medici della Casa Bianca. Questo vuol dire che non posso più prendere” il virus “(immune) e che non posso” trasmetterlo. Non è la prima volta che Twitter segnala in tal modo un tweet presidenziale.

Del resto, la sua autocertificazione non spazza via i dubbi sul suo stato di salute reale: il suo medico Sean Conley dichiara che Trump “non rischia più di trasmettere” il virus ad altri, ma non dice che sia risultato negativo al test. E c’è anche una polemica su frasi del ‘virologo in capo’ Anthony Fauci utilizzate dalla campagna del magnate: secondo lo scienziato, che nega il consenso al loro uso, l’aggettivo “fenomenale” riferito al lavoro anti-coronavirus dell’Amministrazione Trump è stato usato fuori contesto, mentre il presidente e il suo team insistono, “Erano proprio parole sue”. “E ora, molto prima delle attese, arrivano i vaccini e le cure”, aggiunge il magnate.

Che liquida come Fake News i sondaggi che lo danno perdente. “Vinceremo in modo ancora più forte che nel 2016”, promette, convinto che “l’entusiasmo” intorno alla sua candidatura sia più grande che quattro anni or sono. Nell’ennesima intervista a Fox News di questi giorni, il presidente ripete che l’Unione non può permettersi come presidente un debole nelle mani della sinistra radicale come Biden.

Tanto più, insinua Trump, che il suo rivale non sembra godere di buona salute. “Ieri tossiva, molto. Non era un bello spettacolo, ma i media non lo dicono”, afferma, mentre lui è costantemente sotto esame. “Sono tornato e sto meglio di prima”, assicura, cercando di trasmettere l’immagine di forza che più di tutto gli sta a cuore.

Il candidato democratico, da parte sua, prosegue la campagna senza acuti, ostentando ottimismo sulla vittoria dei democratici nelle elezioni: “L’unico modo in cui possiamo perdere è se ci sono brogli”, dice a Scranton, sua cittadina natale, in Pennsylvania, dove torna spesso perché lo Stato è decisivo.

La battaglia in Senato per la Corte Suprema

Una grana per Biden è la Corte Suprema, sulla cui ipotesi di riforma evita di rispondere – come ha fatto la sua vice Kamala Harris mercoledì scorso, nel dibattito con Mike Pence. Il suo silenzio sulla possibilità di aumentarne i componenti, che ora sono nove, per consentire ai democratici di ristabilire l’equilibrio e sui nomi di eventuali candidati sta suscitando critiche, anche fra i democratici.

E ciò mentre parte il rush dei repubblicani per sostituire Ruth Bader Ginsburg alla Corte Suprema prima delle elezioni. La Barrett, designata da Trump, è attesa davanti alla Commissione Giustizia del Senato per quattro giorni di audizioni serrate. Davanti, avrà una delle sue maggiori avversarie, proprio la Harris, senatrice della California e membro della Commissione.

I riflettori dei media sono puntati sulle due donne, che – scrive Serena Di Ronza sull’Ansa – “rappresentano le due facce di un’America spaccata e consapevole che spetterà alla Corte Suprema dirimere alcuni dei nodi che infiammano il dibattito nel Paese”. I ‘saggi’, inoltre, potrebbero dovere pronunciarsi sull’esito delle elezioni in caso di dispute e di risultato incerto, come ha già ventilato Trump.

Condividi tramite