La compagnia telefonica Cetin ha scelto Ericsson per la sua rete 5G. Sconfitta Huawei, nonostante il proprietario della telco Kellner e il presidente Zeman spingano da tempo per rapporti più stretti con la Cina

Continua a crescere l’onda anti Huawei in Europa. In Repubblica Ceca, la compagnia telefonica Cetin (che possiede l’81% dell’operatore mobile O2 Czech Republic) ha annunciato che si avvarrà della tecnologia Ericsson per realizzare le sue reti 5G.

Cetin, la prima telco ceca ad annunciare la sua scelta per la rete di nuova generazione, ha preferito la società svedese alla cinese Huawei. Cetin fa parte del grande gruppo di investimenti PPF guidato da Petr Kellner, l’ex venditore di fotocopiatrici oggi uomo più ricco del Paese, noto alle cronache finanziarie italiani per le sue vicissitudini con le Assicurazioni Generali. Il gruppo PPF possiede anche l’88,62% di Home Credit, istituto di credito al consumo che ha nella Cina il suo principale mercato. Già nel marzo dell’anno scorso l’agenzia Bloomberg segnalava come gli affari cinesi di PPF rischiavano di diventare un danno collaterale nella battaglia contro Huawei.

Kellner ha sempre fatto affari in Cina anche grazie alla sponda di Miloš Zeman, socialdemocratico presidente della Repubblica Ceca dal 2013. Lo stesso Zeman che ha sempre spinto verso legami più forti con la Cina. Persino dopo che nel dicembre di due anni fa l’agenzia di cybersicurezza ceca, Nukib, definì i prodotti Huawei un pericolo per la sicurezza nazionale.

La svolta odierna ne segue altre di rilievo in Europa, come quelle in Belgio e Paesi Bassi, raccontate nei giorni scorsi da Formiche.net. Il primo segnale dalla Repubblica Ceca arriva dunque da PPF e Kellner: una notizia sicuramente accolta con favore dagli Stati Uniti, impegnati negli ultimi mesi a contrastare l’ascesa nel Vecchio continente della cinese Huawei, definita “fornitore ad alto rischio”: secondo Washington, infatti, il colosso di Shenzhen farebbe spionaggio per conto del governo cinese in forza di due leggi sulla condivisione delle informazioni con le 007 di Pechino (National Security Law e Cyber Security Law). Accuse sempre e ovunque respinte dal gruppo.

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