Il premier ha spiegato a Bruno Vespa che il vaccino Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca sarà pronto nelle prossime settimane. Dosi e prenotazioni e sul Mes…

Continua la corsa al vaccino contro il Covid-19. L’ultimo annuncio arriva dal premier, Giuseppe Conte. A Bruno Vespa, per il libro “Perché l’Italia amò Mussolini (e come ha resistito alla dittatura del Covid), in uscita per Mondadori Rai Libri il 29 settembre, il presidente del Consiglio si è detto ottimista sull’antidoto contro il virus.

“Se le ultime fasi di preparazione del vaccino Oxford-Irbm Pomezia-Astrazeneca) saranno completate nelle prossime settimane – ha dichiarato – le prime dosi saranno disponibili all’inizio di dicembre. Già all’inizio avremo i primi due o tre milioni di dosi. Altri milioni ci arriveranno subito dopo”.

Conte ha spiegato che la Commissione europea ha commissionato ad Astrazeneca e ad altre società alcune centinaia di milioni di dosi: “Penso che per contenere completamente la pandemia dovremo aspettare comunque la prossima primavera”.

Il presidente del Consiglio ha anche chiarito che non ha mai escluso l’accesso al Mes: “Queste decisioni politiche si prendono al tavolo di maggioranza dopo un confronto approfondito. Io ho dato soltanto un contributo per de – ideologizzare questo tema”.

“I soldi necessari alla sanità possiamo trovarli anche diversamente – ha aggiunto -. Il Mes è un debito. Se ne avremo bisogno, vuol dire che aumenteremo il deficit […] Prendo atto che il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha detto che, visto che nessuno prende il Mes, ci sarebbe uno stigma per chi lo chiede. Io non so quantificare questo stigma. Non posso prevedere le reazioni dei mercati finanziari. Reagirebbero bene o male? Il Sure (il fondo europeo per finanziare la cassa integrazione) lo prendono tutti. Il Mes no. Se fossimo i soli a prenderlo, questo farebbe scattare un segnale di attenzione nei confronti dell’Italia”.

Pfizer, Johnson & Johnson e Moderna e non solo… Il mondo è impegnato nella corsa al vaccino contro il Covid-19. Il virus potrebbe diventare endemico e scatenare epidemie ricorrenti, si legge in uno studio pubblicato sulla rivista Science condotto dagli esperti della Columbia Mailman School. “Il rischio di reinfezione esiste mentre disponibilità ed efficacia del vaccino sono ancora incognite. Un altro fattore che è importante considerare riguarda le interazioni del virus con altre infezioni virali che ne potrebbero alterare le catene di diffusione”, si legge nell’articolo.

Ma la speranza nel vaccino resta. E con l’obiettivo di velocizzare la consegna, Unicef è al lavoro per la preparazione di 520 milioni di siringhe per agevolare il vaccino.

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