Nonostante l’accresciuto peso finanziario nell’ente, l’Italia sarebbe fuori dalla successione al tedesco Johann Dietrich Woerner, in carica dal 2015. Restano in corsa l’astronauta spagnolo Pedro Duque, il capo dell’agenzia norvegese Hauglie-Hanssen e l’austriaco Aschbacher, che guida l’Esrin di Frascati. Ecco i dettagli

Uno spagnolo, un austriaco e un norvegese. Sono loro, a quanto apprende Formiche.net, i candidati finali per la guida dell’Agenzia spaziale europea (Esa). Nonostante l’accresciuto peso finanziario nell’ente, l’Italia sarebbe dunque fuori dalla successione al tedesco Johann Dietrich Woerner, in carica dal 2015. La corsa è apparsa da subito agguerrita, tra l’altro non agevolata da due candidature italiane, quella ufficiale di Simonetta Di Pippo e quella spontanea di Roberto Battiston. Ieri, il comitato di selezione ha riportato la scrematura sui sette candidati ammessi al colloquio al Council dell’Esa, che ha poi fatto rapporto alle delegazioni.

LA SELEZIONE

Già lo scorso febbraio l’attuale vertice dell’agenzia europea Woerner, in carica dal 2015, aveva annunciato che non avrebbe corso per il rinnovo. Il mandato scade a metà 2021, ma la scelta sul successore è attesa già nelle prossime settimane. A giugno scorso il consiglio dell’Esa ha approvato la pubblicazione della call per le candidature alla posizione aperta, consegnate tutte entro il 31 agosto (ne sono pervenute tantissime). L’Italia ambiva ad avere il ruolo vista la lontananza dell’era di Antonio Rodotà, direttore generale dal 1997 al 2003, seguita dalla lunga presenza francese con Jean-Jacques Dordain (2003-2015) e poi da quella tedesca con Woerner. Tra l’altro alla ministeriale di Siviglia dello scorso il nostro Paese aveva rafforzato il proprio posizionamento, mettendo a disposizione dell’ente 2,3 miliardi di euro in un budget complessivo di 14,4, pari al 16%, terzo contributore dopo Germania e Francia.

CANDIDATI ITALIANI

Lo scorso 5 ottobre, il sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano ha presentato al corpo diplomatico accreditato a Roma la candidata ufficiale dell’Italia, Simonetta Di Pippo, direttore dell’Unoosa, l’ufficio della Nazioni Unite per gli affari dello Spazio extra-atmosferico, con un passato in Asi e la guida del volo umano dell’Esa dal 2008 al 2011. Negli stessi giorni emergeva la candidatura spontanea del professor Roberto Battiston, già presidente dell’Asi.

TRA SPAGNA E FRANCIA

La presenza di due candidati italiani potrebbe non aver agevolato l’Italia. In ogni caso, la corsa si è rivelata agguerrita sin dall’inizio. Tra i Paesi più determinati la Spagna, tra i primi a rivelare il proprio candidato: il ministro della Scienza e dell’innovazione Pedro Duque, astronauta con due missioni oltre l’atmosfera, proposta carismatica seppur debole sul fronte dell’esperienza manageriale. Forte da questo punto di vista la candidatura francese con Jean-Yves Le Gall, attuale vertice dell’agenzia nazionale (il Cnes) con alle spalle undici anni alla guida di Arianespace. A quanto apprende Formiche.net, il transalpino sarebbe però stato escluso dalla corsa come i candidati italiani, soprattutto in virtù dei dodici anni targati Dordain prima di Woerner.

A CORSA FINALE

Con Duque sarebbero rimasti Josef Aschbacher e Christian Hauglie-Hanssen. Il primo, austriaco, guida dal 2016 l’Esrin, il centro europeo specializzato in osservazione della Terra basato a Frascati, in Italia. È altresì direttore dei Programmi di osservazione terrestre dell’Esa con grande esperienza all’interno dell’ente e potrebbe contare su un’intesa tra Francia e Germania per sostenere il suo nome. Il secondo, norvegese, è direttore generale dell’agenzia spaziale di Oslo, con background industriale. Nonostante il forte appoggio del governo, sulla sua candidatura pesa l’assenza della Norvegia dall’Unione europea. Come notava su queste colonne l’esperto Marcello Spagnulo, il Vecchio continente sta ridefinendo la governance spaziale, con Bruxelles che rivendica un ruolo maggiore (la competenza spaziale rientra tra quelle del commissario al Mercato unico, il francese Thierry Breton) ed è per questo alla ricerca di un rapporto diverso con l’Esa.

Ora si attende la selezione finale, che potrebbe lanciare poi la corsa per altre posizioni-chiave, compreso l’Esrin nel caso di vittoria austriaca per il ruolo più ambito. Ciò aprirebbe un’opportunità più che consolatoria per l’Italia, che potrebbe ambire a guidare il centro di Frascati. D’altra parte, tra le eccellenze scientifiche e industriali della Penisola c’è proprio l’osservazione della Terra.

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