La Difesa europea ha bisogno di essere rafforzata, nelle ambizioni e nel livello di investimenti attesi, ma sempre nella logica di complementarietà con la Nato. Parola del ministro Lorenzo Guerini, che è tornato a ribadire la linea italiana in campo europeo nell’incontro odierno a Roma con il collega sloveno, e vice primo ministro, Matej Tonin (alla prima uscita all’estero dall’approdo al governo lo scorso marzo). Un incontro “lungo e cordiale”, tra Mediterraneo (Libia compresa), Balcani ed emergenza Covid-19. Lubiana è partner importante su questi dossier, nonché sponda rilevante nelle varie sedi negoziali in ambito europeo.

LA PARTITA EUROPEA

Il focus principale è stato non a caso sulla Difesa comune, anche in vista del secondo semestre del prossimo anno, quando la Slovenia deterrà la presidenza del Consiglio dell’Ue. Oggi a Bruxelles è iniziato il Consiglio europeo dedicato soprattutto al Covid-19. Non sarà determinante nella definizione del Recovery fund e del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione, ma servirà a testare il grado di intesa tra i Paesi membri. Lato Difesa, l’Italia punta a riportare al rilancio la dotazione dell’Edf, il fondo che dovrà finanziare programmi congiunti di ricerca e sviluppo. Rispetto ai 13 miliardi inizialmente proposti da Bruxelles per il prossimo quadro finanziario 2021-2027, i duri negoziati al Consiglio europeo estivo su Recovery Fund hanno portato ad abbassare la quota attesa fino a 7 miliardi.

LA LINEA DI GUERINI

“L’Italia – ha spiegato Guerini – sostiene con convinzione il rafforzamento della politica di sicurezza e Difesa europea, in linea con l’ambizione di un’Europa più marcatamente geopolitica”. Già a giugno, il ministro firmava con le colleghe di Francia, Spagna e Germania una lettera all’Alto rappresentante chiedendo di alzare il livello d’ambizione (e di risorse). La Slovenia può offrire una sponda in questo impegno, nella visione strategica per cui la Difesa comune è “un rafforzamento necessario e complementare alla Nato, pilastro imprescindibile della nostra difesa collettiva”. Lo ha sottolineato oggi Guerini, chiarendo che la linea italiana promuove l’autonomia strategica del Vecchio continente, ma non la sua interpretazione radicale alla francese, intesa come indipendenza dall’alleato d’oltreoceano.

IL MEDITERRANEO ALLARGATO

Anche su questo Lubiana ha voce in capitolo in sede europea. Nel 2004, il primo impiego dell’Aeronautica militare italiana nelle missioni di air policing della Nato fu proprio in Slovenia (oggi la Forza armata lo fa con la quinta generazione). “Italia e Slovenia – ha detto Guerini – condividono la stessa visione sull’attenzione che l’Alleanza Atlantica e l’Unione europea devono avere nei confronti del fronte sud, settore di grande instabilità e determinante per la nostra sicurezza”. D’altra parte, nel cosiddetto fronte sud rientrano anche i Balcani occidentali, in cui l’Italia vuole mantenere “un ruolo attivo nell’ottica della fondamentale importanza che riveste la stabilità della regione”. Sin dall’insediamento a palazzo Baracchini, Guerini ha riconosciuto il “Mediterraneo allargato” quale priorità della postura internazionale dell’Italia.

IL DOSSIER LIBICO

Con il collega Tonin si è confermata “l’importanza strategica dell’area” e, in tal senso, “l’opportunità di rafforzare l’Operazione Irini”. Anche su questo l’Italia cerca più sponde tra i Paesi europei. La missione al comando dell’ammiraglio Fabio Agostini rappresenta l’impegno più tangibile dell’Europa per la stabilità e la pacificazione della Libia, a verifica dell’embargo di armi sancito dall’Onu. L’operazione ha dichiarato lo scorso mese la piena capacità operativa, ma l’obiettivo è potenziarne ulteriormente gli assetti (e stabilire la cooperazione con la missione Nato nel Mediterraneo, Sea Guardian). Il tema è stato oggetto la scorsa settimana del bilaterale tra Guerini il collega turco Hulusi Akar, considerando che Ankara ha sempre manifestato una certa insofferenza per la missione europea. Secondo quanto riferito da Tonin ad Agenzia Nova, per Irini potrebbe arrivare dalla Slovenia Nave Triglav, attualmente in fase di manutenzione a Trieste.

GLI ALTRI TEMI

In agenda dell’incontro con Tonin anche la collaborazione nei vari teatri operativi. “La Slovenia – ha notato Guerini – è un importante protagonista nell’ambito delle missioni e delle operazioni sia in ambito Nato che Unione europea, e fornisce un contributo rilevante in diversi scenari sia nei Balcani occidentali, sia in altre realtà come l’Afghanistan e il Libano”. Come spiegato da Tonin a Nova, la Slovenia sta pianificando la riduzione del contingente (circa 300 militari in tutto) attualmente impegnato nella missione Nato Kfor in Kosovo. L’obiettivo è incrementare invece la presenza tra Mali, Operazione Irini nel Mediterraneo e Iraq, tre scenari che vedono l’Italia fortemente coinvolta. Focus infine sulla cooperazione nel campo dell’industria della Difesa, per cui si è riscontrata “la volontà reciproca di incrementarla”.

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