Ecco cosa stanno facendo le autorità di Regno Unito, Francia, Germania e Spagna nel tentativo di contenere il virus. Numeri, misure e qualche errore…

È arrivata in Europa la seconda ondata di Covid-19. I casi si sono duplicati negli ultimi dieci giorni, arrivando per la prima volta a 200 mila contagiati al giorno questo giovedì, secondo le cifre rilevate dall’agenzia Reuters.

Ad oggi ci sono 7,8 milioni di pazienti positivi al Covid-19 e sono morte 247 mila persone in Europa, mentre nel mondo ci sono 41,4 milioni di casi e 1,1 milioni di decessi. Il continente europeo è la zona più colpita, e registra più casi quotidiani che India, Brasile e Stati Uniti messi insieme, anche perché realizza molti più test per identificare il virus.

A scattare è l’allarme circa la situazione di pressione sugli ospedali. Nonostante il sistema sanitario europeo non sia arrivato al picco di questa primavera, i ricoveri e i pazienti che richiedono la terapia intensiva sono in aumento. Ma com’è la situazione, Paese per Paese, e soprattutto, quali misure di contenimento sono state messe in atto o si stanno pianificando?

FRANCIA

La Francia riporta il numero di contagi in media più alto dell’Europa nell’ultima settimana. L’epidemia ha battuto un nuovo record in territorio francese, con 41.622 nuovi casi riportati dalla Sanità pubblica e dal ministero della Salute. Mercoledì invece 26.676 persone sono positive, per arrivare ad un totale di 999.043 positivi, mentre il bilancio delle vittime totali di coronavirus è di 34.210.

Per cercare di contenere la diffusione, il primo ministro francese, Jean Castex ha una nuova misura: l’istituzione di un coprifuoco dalle 21 alle 6 a partire da venerdì per “un totale di 54 dipartimenti e un territorio d’oltremare”. Questo significa che circa 46 milioni di francesi vedranno limitati i propri spostamenti in quell’orario. Le autorità francesi hanno annunciato il coprifuoco per 38 nuovi dipartimenti, e anche per le grandi città.

Ed è in Francia che la situazione degli ospedali peggiora con le ore. Il direttore generale degli Ospedali di Parigi, Martin Hirsch, sostiene che questa seconda ondata di Covid-19 in Francia è molto peggio della prima, provocando condizioni terribili per tutti. Hirsch ha messo in guardia sul numero quotidiano di casi positivi, che in realtà potrebbe essere tre volte superiore ai 30 mila casi registrati.

SPAGNA

Molto critica anche la situazione Covid-19 in Spagna. Il ministero della Sanità spagnolo ha registrato 20.986 nuovi casi positivi, e 155 nuovi decessi. Dall’inizio della pandemia, il Paese iberico ha contato più di un milione di contagi e 34.521 morti. La regione più colpita di tutte è la capitale Madrid, con 2.213 casi in un solo giorno, seguita da Aragona (1.063), Paesi Baschi (879) e Andalusia (672).

Il governo di coalizione, guidato da Pedro Sánchez, sta siglando un accordo con le regioni, per varare un nuovo pacchetto di misure e cercare di fermare l’ondata di contagi. Salvo Madrid e i Paesi baschi che si sono astenuti, tutti gli altri governatori sono d’accordo, e l’ultima parola resta alle autorità regionali. Tra le misure di contenimenti c’è la chiusura di bar e attività non essenziali alle 23 nelle zone a rischio, cioè, quelle con più di e 250 casi su 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni.  Restano fuori da questa categoria soltanto Baleari, Canarie, Cantabria, Valencia, Extremadura e Galizia.

GERMANIA

Si prepara per affrontare l’aumento inevitabile dei casi di coronavirus la Germania, che ha registrato 11.242 nell’ultimo giorno, poco meno dei 11.287, il numero più alto registrato dall’inizio della pandemia. Il Robert Koch Institute per le malattie infettive, sostiene che ci sono più di 400 mila pazienti positivi sul territorio tedesco, di cui circa 50 mila registrati nell’ultima settimana. I morti di ieri sono stati 49, in aumento rispetto ai 30 del giorno prima, per un totale di quasi 10 mila morti.

Per quanto riguarda le misure, non è escluso un nuovo lockdown a Berlino. Il primo ministro e sindaco della città, Michael Mueller, ha dichiarato che di fronte al drastico aumento nel Land della capitale, come nel resto del Paese, non è esclusa una serrata. “Devo ammettere che un blocco non può più essere escluso”, ha detto Mueller, al contempo che ha ricordato le norme anti-contagio in vigore per cercare di contenere il virus con disciplina e responsabilità individuale. L’invito principale è ad evitare feste private, principale canale di diffusione del Covid-19. La cancelliera Angela Merkel ha ugualmente chiesto ai tedeschi giorni fa di restare in casa, per evitare così un nuovo lockdown che avrebbe conseguenze devastanti per l’economia, anche se in vigore per poche settimane.

Ugualmente, la Germania ha imposto nuove regole per chi arriva da Svezia, Irlanda, Polonia, Austria e molte regioni italiane, tra cui la città di Roma.

REGNO UNITO

Altri 21 mila positivi al coronavirus in Regno Unito, che somma così 800 mila contagi. Il ministero della Sanità britannico ha registrato 189 morti, per un totale di 44.347 vittime dall’inizio della pandemia. Per questo motivo da oggi saranno in vigore nuove restrizioni su circa sei milioni di britannici. La regione Manchester si aggiungerà alla regione di Liverpool ed al Lancashire come zone con il più alto livello di rischio e di limitazioni. Dalle 18 i cittadini del Galles rimarranno a casa, in seguito all’introduzione di una quarantena totale.

Il premier del Regno Unito, Boris Johnson, ha ammesso che ci sono state mancanze nel sistema “track and trace”, ovvero, il tracciamento dei casi e dei contatti, ma che si sta lavorando per migliorarlo. Come si legge sull’agenzia Agi, in Regno Unito “solo il 15% dei testati si vedrebbero restituiti i test entro le 24 ore, e questo sarebbe di fatto il dato più basso sin dall’inizio della pandemia, possibilmente in concomitanza con l’esponenziale aumento del numero di casi e potenziali casi”.

OLANDA E POLONIA

In Olanda la pandemia mette pressione sugli ospedali e rischia di diventare uno tsunami, con quasi la metà dei posti letto nelle unità di terapia intensiva occupati da pazienti Covid-19. I ricoveri regolari per coronavirus sono 1.540.

Ernst Kuipers, coordinatore del Centro di coordinamento per la distribuzione dei pazienti, ha spiegato che “la prima ondata è apparsa come un maremoto, ora questo è più uno tsunami. La prima ondata sembra meno alta, ma l’acqua che seguirà è più forte”. Lo sviluppo della situazione è molto preoccupante e ci vorranno settimane prima di vedere gli effetti delle misure preventive.

La Polonia, invece, ha deciso di chiudere bar e ristoranti per 15 giorni. Le autorità hanno limitato i locali pubblici a un massimo di cinque persone. Il premier, Mateusz Morawiecki, ha confermato l’aumento dei casi: 13.632 nelle ultime 24 ore e 153 morti: “Le nostre azioni devono essere risolute […] quello che ci preoccupa è la velocità della crescita dei casi”. Non c’è un lockdown ufficiale, ma il premier ha invitato ha lanciato un appello alle persone anziane di rimanere a casa.

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