Silvia Vianello è stata Docente di Marketing a Houston, New York, Milano. Ora a Dubai, prima come Direttore in Maserati ora di un Innovation Center. Inserita da Forbes nel 2018 tra le 100 donne italiane più influenti al mondo, ha deciso di diventare Coach di Carriera per mettere al servizio degli altri la sua vasta esperienza come Professoressa, Imprenditrice, Dirigente, Consulente, Giornalista. Attraverso la Silvia Vianello Academy aiuta le persone a sviluppare una carriera di successo. 

La crisi che stiamo vivendo sta mettendo a dura prova un mercato del lavoro già pesantemente compromesso. Chi sono oggi i lavoratori “fragili”?  

Le attività di coaching che svolgo quotidianamente per aiutare le persone a ricollocarsi nel mondo del lavoro mi danno la possibilità di avere uno sguardo schietto sulla situazione odierna.

In questa particolare congiuntura la fascia d’età over 45 è particolarmente in affanno perché si trova un mercato del lavoro “nuovo” per velocità di cambiamento e competenze richieste che rende molto complicato cambiare professione o re-inserirsi lavorativamente. 

Le cause sono da attribuirsi a più fattori, tra cui anche l’intersecarsi purtroppo di alcune coincidenze che non dipendono dal singolo, come sta accadendo oggi con la pandemia e le reazioni a catena che si riflettono in ogni ambito. Molte persone si sono così trovate “in mezzo” a qualcosa di più grande di loro, pensiamo a chi aveva lavorato magari dieci anni sempre nella stessa azienda con un tempo indeterminato e ha deciso di cambiare lavoro proprio a dicembre scorso e che a febbraio erano ancora in prova; il blocco dei licenziamenti ha portato molte aziende a lasciare a casa proprio coloro che erano in prova. 

Altre fasce a rischio sono le donne con figli perché in molti casi la pandemia è andata a impattare proprio su chi aveva più bisogno, con un trattamento da parte delle aziende non sempre esemplare.

In ultimo i giovani. Il mercato del lavoro è oggi ancora più competitivo e sta tagliando fuori molti neo laureati che non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro. 

Ciò che colpisce guardando al mercato del lavoro è che le persone siano impreparate ad affrontare nuovi percorsi di carriera. È come se ci fosse una fatica implicita nel decodificare i cambiamenti in atto, sempre più repentini.  Cosa ne pensi?

Condivido, c’è molta impreparazione sia nell’affrontare nuovi percorsi di carriera, sia nell’aggiornamento. Le persone non sanno, per esempio, che esistono software Applicant Tracking System (ATS) che filtrano il curriculum in entrata. Per chi cerca un’occupazione è fondamentale conoscere il processo tecnologico attraverso il quale le candidature vengono filtrate e poi selezionate. 

Viviamo in un mondo che negli ultimi 15 anni è cambiato radicalmente. Bisogna andare oltre alla paura della sostituzione dell’uomo con la macchina. Ad esempio, lavorare  in ambito marketing significa necessariamente avere anche delle competenze nel marketing automation. E per un medico la paura non è di essere sostituito da una macchina ma che magari dovrà saper fare operazioni chirurgiche anche attraverso i robot. 

Quali sono le persone che ci stanno rimettendo di più in questa congiuntura e in che modo è possibile sostenere il loro futuro?

Ci sono stati settori più colpiti di altri. Pensiamo al turismo, all’entertainment, al mondo degli eventi, e a quello dello sport. In sostanza tutto ciò che creava aggregazione. 

La domanda da porsi è come riuscire a sostenere il futuro delle persone più in difficoltà, ponendo l’accento su due aspetti basilari: 1) aumentare la consapevolezza individuale e sociale su quanto stiamo vivendo e i possibili scenari futuri 2)  diminuire le asimmetrie informative per quanto riguarda le modalità di ricerca del lavoro. Più delle metà delle posizioni lavorative aperte non sono pubblicate da nessuna parte, quindi diviene prioritaria l’importanza del networking. Mi sono adoperata per accelerare questo aspetto relazionale creando un gruppo Telegram dove pubblico costantemente offerte di lavoro che mi vengono segnalate da tantissime aziende. È un’azione etica che andrebbe replicata per aiutare le tante persone che ad oggi non trovano il modo per inserirsi nel mondo del lavoro o per riposizionarsi in maniera adeguata.

Sei autrice del libro “The Proven Secret of an Outstanding LinkedIn Profile: How to Speed Up Your Social Media with AI”. Devo ammettere che personalmente non conoscevo il dietro le quinte degli HR. Quali consigli puoi dare per chi è alla ricerca di un lavoro?

Il lockdown è iniziato molto presto anche qui a Dubai, dove vivo e lavoro. Sin dall’inizio ho capito che avremmo raggiunto in tutto il mondo tassi di disoccupazione preoccupanti. Così ho deciso di scrivere questo libro per far comprendere alle persone come utilizzare una piattaforma fondamentale per la ricerca di lavoro come LinkedIn. 

Nell’attuale sofferenza possiamo reagire in due modi: utilizzare la tecnologia e l’Intelligenza Artificiale o subirla, come metteva in guardia il recente “The Social Dilemma.”

Bisogna avere maggiore consapevolezza delle nostre azioni, di ciò che viene fatto con i nostri dati. 

Se da una parte i selezionatori utilizzano i software per selezionare il candidato ideale,  anche il candidato può utilizzare i software per farsi notare maggiormente dal recruiter. 

Infine, last but not least, non dimentichiamoci l’importanza di studiare. Sempre.

La conoscenza nell’era VUCA (Volatilty, Uncertainty, Complexity, Ambiguity)  è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Per dare un boost alla nostra carriera occorre anche implementare ciò che abbiamo appreso da un libro o da un corso. Ecco che in questo modo si crea quel giusto mix in grado di non farci perdere la rotta anche quando il mare è in burrasca. 

In Italia esiste un fortissimo talent mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Quali saranno le competenze più richieste nei prossimi anni?

Sì, non solo in Italia in realtà ma in tutto il mondo. Leggendo il report di LinkedIn sulle competenze più ricercate in Italia troviamo ad esempio Project Management, Architecture Design, Sales Management, Psychological Assessment. Questo ci dice che anche nel prossimo futuro avranno una grande valore le skills che non possono essere automatizzate.

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