Dopo le intese politiche ecco i contratti industriali. L’Italia sarà tra i protagonisti dell’esplorazione di Luna e Marte, tra la missione che riporterà l’uomo sul satellite naturale e il programma che porterà sulla Terra i primi campioni del Pianeta rosso. Per la Luna, è arrivato il primo contratto dell’Agenzia spaziale europea (Esa) a Thales Alenia Space per la realizzazione del modulo abitativo I-Hab, destinato alla stazione orbitante, accompagnato dal via libera allo sviluppo del modulo di rifornimento Esprit. “È il primo, grande passo del viaggio dell’Italia verso la Luna”, ha commentato il sottosegretario Riccardo Fraccaro. L’azienda “metterà a punto tutte le proprie competenze per espandere le conoscenze e superare le frontiere dell’esplorazione lunare”, ha rimarcato Massimo Claudio Comparini, ad di Thales Alenia Space Italia e senior executive vice president Osservazione, esplorazione e navigazione in Thales Alenia Space.

I PROGRAMMI

Si tratta di due elementi-chiave del Lunar Gateway, la stazione (circa 40 tonnellate) che orbiterà intorno alla Luna, pensata come punto di approdo e di passaggio per gli astronauti prima di arrivare in superficie. L’I-Hab è il modulo dove verranno ospitati, mentre l’Esprit si occuperà di comunicazioni e rifornimento. Sono i due contributi principali dell’Esa al Gateway e valgono al momento 36 milioni di euro, prima tranche del contratto per I-Hab (per un importo globale di 327 milioni) a cui seguirà entro la fine dell’anno quello relativo a Esprit, il cui sviluppo è già iniziato grazie all’autorizzazione a procedere (Atp) dell’Esa. Il lancio del modulo abitativo è al momento previsto per il 2026, mentre per quello di rifornimento si punta all’anno successivo. In realtà, l’Esprit si comporrà di due elementi; l’Hlcs per le comunicazioni e l’Erm per il rifornimento. Il primo dei due dovrebbe partire già nel 2024 insieme ad Halo, il primo modulo abitativo e logistico della Nasa.

IL PESO ITALIANO

Tutto questo avrà una forte impronta made in Italy. D’altra parte, il contratto per l’I-Hab non rappresenta una sorpresa. Da tempo i programmi sono in fase di studio e progettazione, sospinti dalla ministeriale dell’Esa dello scorso novembre. In quell’occasione l’Italia consolidò la propria posizione nell’agenzia, guadagnandosi così la guida dei progetti (con ritorni importanti già ottenuti). In parallelo si è sviluppato il canale bilaterale con gli Stati Uniti, consolidato a settembre con la firma di una dichiarazione d’intenti, e ieri con gli Artemis Accords insieme agli altri Paesi che parteciperanno all’avventura lunare. “Come governo – ha spiegato Fraccaro – abbiamo lavorato con il massimo impegno per garantire all’Italia un ruolo di primo piano nella nuova corsa allo spazio; già dalla ministeriale di Siviglia abbiamo puntato molto su un settore che rappresenta la nuova frontiera dove si misura sempre di più la competitività dei Paesi”. Lo Spazio, ha aggiunto, “rappresenta il volano per lo sviluppo economico, tecnologico e scientifico ed è per questo che continueremo a lavorare con la volontà di garantire al nostro nostro Paese il ruolo di leadership che gli spetta in questo settore”.

IL RUOLO INDUSTRIALE

Per l’I-Hab, il primo contraente è Thales Alenia Space in Italia, con la parte Francia della joint venture che invece sarà responsabile dei sottosistemi software e avionici. Per Esprit sarà proprio la parte francese ad avere il ruolo di primo contraente. Thales Alenia Space in Italia sarà responsabile della fornitura del tunnel pressurizzato e delle finestre, mentre Uk contribuirà al sistema di rifornimento chimico. Nel core team c’è anche OHB, che si occuperà dei sottosistemi meccanici e termici per le sezioni non pressurizzate e del sistema di rifornimento. Per unità elettriche e amplificatori a radio-frequenza c’è spazio anche per Thales Alenia Space in Belgio e in Spagna.

LE COMPETENZE

L’industria italiana vanterà le competenze acquisite sulla Stazione spaziale internazionale. Thales Alenia Space parteciperò non a caso anche alla Axiom Station, stazione orbitante commerciale che si staccherà in futuro dalla Iss. “Sono molto orgoglioso – ha detto Walter Cugno, vice presidente del Dominio esplorazione e scienza – che l’azienda abbia capitalizzato le competenze maturate nella realizzazione della Iss per diventare oggi il punto di riferimento europeo nelle infrastrutture orbitali, nonché un partner fondamentale nella sfida del ritorno dell’uomo sulla Luna”.

LA STAZIONE LUNARE

La configurazione finale del Lunar Gateway è ancora in fase di consolidamento definitivo. Sicuramente l’infrastruttura comprenderà principalmente moduli abitativi per l’equipaggio che offriranno anche capacità di attracco per altri veicoli e per la capsula della navicella spaziale Orion, moduli logistici, elementi in grado di garantire la comunicazione tra la Terra e la Luna, camere di decompressione per le attività extra-veicolari dell’equipaggio e per esperimenti scientifici, nonché un braccio robotico (su cui lavora il Canada). È pensata per un’occupazione temporanea per ospitare un massimo di quattro persone contemporaneamente, per periodi da uno a tre mesi.

LO SGUARDO AL PIANETA ROSSO

Non c’è però solo la Luna. “Guardando ancora più avanti – ha detto Comparini – questa stazione spaziale sarà un punto di partenza fondamentale per future missioni umane nello spazio profondo, Marte compreso”. Per il Pianeta rosso è arrivato oggi anche l’annuncio dell’autorizzazione a procedere firmata da Airbus Defence and Space (prime contractor) e Thales Alenia Space per contribuire allo sviluppo dell’Earth return orbiter (Ero), la sonda che entro il 2031 riporterà sulla Terra i campioni marziani raccolti dal rover Perseverance della Nasa, partito lo scorso luglio. Nell’ambito della missione “Mars Sample Return”, Ero dovrà raccogliere al volo il materiale portato in orbita marziana dal modulo di ascesa Mav. Quest’ultimo dovrebbe partire nel 2026 insieme al Sample fetch rover dell’Esa e il lander della Nasa: il primo dovrà recuperare i campioni di Perseverance, il secondo dovrà metterli a bordo del modulo di ascesa.

Thales Alenia Space fornirà ad Ero il sistema di comunicazione e progetterà l’Orbit Insertion Module (Oim), fondamentale per permettere l’inserimento in orbita marziana. Assemblerà e testerà inoltre il modello di volo del satellite. La prima tranche del contratto vale 11 milioni di euro e coprirà le prime attività di sviluppo e progettazione, mentre il valore contrattuale globale è di circa 130 milioni di euro.

IL RUOLO DI LEONARDO

Su Mars Sample Return lavora anche Leonardo, che ha siglato un contratto con Airbus per la fase di studio avanzata del braccio robotico del Sample fetch rover (Sfr) targato Esa, e ottenuto dall’agenzia europea il finanziamento per proseguire lo studio del Sample transfer Arm (Sta) per il lander della Nasa. Entrambi i bracci si basano sull’esperienza maturata da Leonardo nella realizzazione dei modelli “Delian” e “Dexarm”, tuttora considerati standard di riferimento nel mercato spaziale europeo. L’azienda vanta inoltre una forte conoscenza nel settore delle trivelle spaziali, progettate per missioni quali Rosetta, ExoMars e Luna-27.

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