Manca meno di un mese alle elezioni americane e la tensione è alle stelle. Un post del presidente Donald Trump è stato rimosso da Facebook e Twitter perché considerato informazione ingannevole. Il capo della Casa Bianca, appena uscito dall’ospedale per avere contratto il Covid-19, ha sostenuto che il virus è poco più di un’influenza, e che bisogna evitare che la pandemia controlli le nostre vite.

Ora invece i social network di Mark Zuckerberg (Facebook e Instagram) hanno deciso di vietare i gruppi che diffondono la teoria cospirativa QAnon, aumentando così le misure che avevano portato all’eliminazione di 1500 gruppi ad agosto. Banditi invece altre 6500 pagine con pubblicazioni legati a questo movimento.

“Crediamo che si tratti di uno sforzo che deve rafforzarsi”, ha spiegato la direttiva di Facebook in un comunicato ripreso da Abc, aggiungendo che questo aggiornamento di nuove politiche di moderazione fanno parte di un’iniziativa per fermare la disinformazione, in vista delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, ma non solo. E ha confermato che continuerà a disabilitare i profili degli amministratori di questi gruppi per violazione delle norme della piattaforma.

“Il linguaggio di QAnon cambia molto rapidamente – prosegue Facebook – e vediamo reti di sostenitori con un messaggio che poi passa ad altro rapidamente. Ci aspettiamo nuovi tentativi di eludere il nostro rilevamento, sia nel comportamento che nei contenuti condivisi sulla nostra piattaforma, quindi continueremo a studiare l’impatto dei nostri sforzi e saremo pronti ad aggiornare la nostra politica e l’applicazione, se necessario”. Infatti, i sostenitori del QAnon avevano cominciato ad utilizzare un linguaggio in codice, usando ad esempio il numero 17 al posto della “Q”.

Ma cos’è la teoria QAnon? È nata ad ottobre del 2017, quando un utente anonimo che si è fatto chiamare “Q” ha assicurato nella rete Red 4chan che aveva accesso a materiale classificato di sicurezza nazionale negli Usa, che incriminava membri del Partito Democratico per pedofilia.

Da lì è stato un susseguirsi di teorie di complotto, tutte collegate all’estrema destra americana, fino all’idea che gruppi dell’élite dell’intelligence americana, e personaggi del mondo delle finanze e della politica, starebbero coordinando un piano per fare cadere il governo di Donald Trump. I più radicali sostenitori della teoria QAnon credono che lo stesso ex presidente Barack Obama e l’imprenditore George Soros stanno pianificando un colpo di Stato negli Stati Uniti.

Nel 2019, l’Fbi ha avvertito l’esistenza di “gruppi estremisti locali che promuovono una teoria di cospirazione e rappresentano una potenziale minaccia estremista locale”.

Secondo The Guardian, il movimento QAnon è in crescita, e ha le sue radici in teorie di complotto antisemita come i Protocolli degli anziani di Sion, che è sempre più influente tra gli elettori del Partito Repubblicano negli Usa. “Trump ha elogiato i seguaci di QAnon – prosegue il Guardian – e si è rifiutato di sfatare le sue false affermazioni. Il movimento ha gli hashtag #SaveTheChildren e #SaveOurChildren in uno sforzo di rebranding di grande successo che ha contribuito a presentare le idee di QAnon a un nuovo pubblico”.

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