Metà degli italiani sosterrebbe Joe Biden. È quanto emerge dal Radar settimanale (5-11 ottobre 2020) di Swg. Il 52% degli intervistati voterebbe per il candidato democratico alla Casa Bianca: lo farebbe l’85% di elettori di centrosinistra e il 28% di quelli di centrodestra. Per il presidente uscente Donald Trump voterebbe il 18% degli italiani (il 2% degli elettori di centrosinistra e il 41% di quelli di centrodestra). L’11% non voterebbe, mentre il restante 19% è rappresentato da indecisi.

Quelli di Biden e di Trump sono dati che non differiscono molto da quelli registrati a luglio del 2016. Allora la candidata democratica Hillary Clinton avrebbe potuto contare sui voti del 53% degli italiani contro il 13% dello sfidante repubblicano. Verso il quale la fiducia è in crescita, dal 15% di giugno al 20% di oggi: l’indagine è stata eseguita tra il 7 e il 9 ottobre, cioè dopo aver lasciato il Walter Reed National Military Medical Center dov’era stato trasferito dopo la positività al coronavirus. Più alta è la fiducia in Biden, al 52% (la stessa percentuale degli italiani che voterebbero per lui).

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Swg ha chiesto anche quale effetto potrà avere l’esito delle elezioni americane sulla politica internazionale. Molti non prevedono particolari cambiamenti, ma le aspettative nei confronti di Biden sono più elevate. La situazione migliorerà secondo il 46% in caso di vittoria di Biden; peggiorerà, invece, secondo il 38% in caso di conferma di Trump. “Cambierà poco rispetto ad adesso”, invece, secondo il 53% se rivincerà il presidente e secondo il 41% se a trionferà dovesse essere lo sfidante.

Il 37% spera che le relazioni tra Stati Uniti ed Europa migliorino. Ma guardando quali siano le altre svolte auspicate nei rapporti transatlantici emerge una fotografia perfetta della situazione interna degli Stati Uniti: il 34% auspica che calino le tensioni sociali e episodi di razzismo negli Stati Uniti; il 29% che migliori la gestione dell’emergenza Covid-19 negli Stati Uniti; il 28% che migliorino le politiche sociali negli Stati Uniti (immigrazione, servizi sanitari, ecc.). C’è poi spazio per gli auspici che vengano tolti i dazi commerciali (26%) e che si chiudano i diversi fronti di tensione internazionale ancora aperti come Iran e Corea del Nord (24%).

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Infine, Swg ha chiesto agli italiani un giudizio sui toni della campagna elettorale. E l’ha fatto dopo il primo dibattito televisivo tra i candidati, quello fatto di interruzioni e risposte sfuggenti. Il 40% (il 56% tra gli elettori di centrosinistra) è preoccupato: ritiene che i toni visti in questa corsa verso la Casa Bianca siano la dimostrazione della degenerazione della politica americana. Secondo il 28% (il 37% tra gli elettori di centrodestra) sono invece toni oramai diffusi in gran parte delle democrazie occidentali. Il 21% non sa esprimersi sulla questione. Per l’11%, infine, si tratta dell’espressione di un nuovo modo di fare politica, più diretta e meno ipocrita.

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