Le prime tracce di discussioni sulla regolamentazione dell’attività di lobbying risalgono al Pleistocene, ossia da molto prima che io – che già non ho un’età verdissima – cominciassi a fare questo mestiere. Parole, convegni, articoli di giornale, opinion leader indignati, politici che proclamano soluzioni drastiche e immediate… Un teatrino che, invece di chiudersi con una soluzione, ha portato a ulteriori parole, convegni, articoli di giornale, opinion leader indignati, politici che proclamano soluzioni drastiche e immediate… E così via nei decenni. Verrebbe voglia di chiuderla qui con un amen. E invece no. Pare che l’ora X sia finalmente arrivata.

Per la rubrica di Telos A&S Lobby Non Olet, Marco Sonsini ne ha parlato con Francesco Silvestri, deputato del Movimento 5 Stelle. Silvestri è firmatario di una proposta di legge attualmente all’esame in sede referente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, abbinata alle proposte di legge Fregolent e Madia. A detta dei professionisti del settore, pare sia la proposta più completa mai formulata e Silvestri sembra avere la determinazione per portarla avanti: “Ci sono tutti i presupposti e tutti i numeri per farlo. Non c’è nessun motivo per non chiudere definitivamente una pagina che non ci fa fare bella figura in Europa”. Guarda la video-intervista.

Silvestri è anche intenzionato a uniformare le regole, per porre fine alla “schizofrenia di una regolamentazione che in Puglia va in un modo, in Molise va in un altro. Chi è un lobbista al MiSE non lo è all’Agricoltura, chi lo è in Puglia non lo è nel Lazio”. Una situazione caotica, che non rema a favore della causa della trasparenza e di chi vuole svolgere correttamente questo lavoro.

Se veramente Francesco Silvestri e i suoi colleghi parlamentari riusciranno a venirne a capo, il nostro lavoro ne trarrà enormi benefici. E, chissà, cambieremo finalmente il titolo della nostra rubrica in Lobby profumat. È decisamente maccheronico, ma rende l’idea.

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