Stoppani (Fipe): ristoranti e bar a rischio, la criminalità organizzata è in agguato

Il presidente della FIPE, Lino Enrico Stoppani, è l’ospite del nuovo appuntamento con i Ten Minutes @TEN, la serie di colloqui itineranti face to face, ospitati dai ristoranti del gruppo Ten Restaurant.

Con il presidente Stoppani, si è affrontata proprio la strettissima attualità del mondo della ristorazione, alle prese con le dure misure varate nell’ultimo DPCM. Il presidente della FIPE, pur riconoscendo la gravità della situazione generale e la volontà del governo di non interrompere mai il dialogo con la categoria, ha voluto sottolineare una serie di criticità potenzialmente devastanti. Elementi su cui i ristoratori italiani ritengono di giocarsi una porzione consistente del proprio futuro. In particolare, Lino Enrico Stoppani ha posto l’accento, nel colloquio con Fulvio Giuliani, sugli appetiti della criminalità organizzata. Moltissime imprese della ristorazione potrebbero trovarsi in gravissima difficoltà, a causa del Lockdown light, per non parlare di un eventuale blocco totale. Bocconi molto appetibili e a buon prezzo. Data la ben nota disponibilità di capitali freschi delle organizzazioni criminali, Stoppani paventa un’ondata di acquisizioni di esercizi commerciali e ristoranti, in tutta Italia. Del resto, ha ricordato il presidente della FIPE, anche la recente cronaca ha drammaticamente segnalato le dimensioni di questo fenomeno. Un’eventualità da incubo per il settore e per l’intero tessuto connettivo delle nostre città.

Quanto al decreto ristoro, appena varato dal governo, Lino Enrico Stoppani ha innanzitutto lodato la capacità dell’esecutivo di trovare, nelle pieghe della spesa pubblica, le risorse necessarie ai ristori. Subito dopo, però, ha aggiunto che si sta parlando di cifre lontanissime dai danni economici arrecati alla categoria dalla chiusura alle 18.00. Lino Enrico Stoppani ha ricordato la buona volontà del ministro Patuanelli, ma anche le necessità di base della categoria: lavorare, restare aperti, poter programmare un futuro quanto mai a rischio. Infine, il presidente della FIPE ha lanciato un accorato appello: ricordando che la ristorazione ha anche un rilevantissimo impatto sociale, i proprietari e i gestori devono essere messi in condizione di svolgere la propria missione. Lavorare oggi, per il domani di tutti.

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