Anche la Gran Bretagna fa i conti con il coronavirus e quella che potrebbe essere considerata una seconda ondata. Londra è stata inserita fra le città inglesi ad alto rischio di contagio, ovvero è passata al secondo livello dei tre previsti dal governo per le nuove restrizioni. E il nostro Paese è stato inserito fra le nazioni non sicure: chi farà ingresso in Gran Bretagna dall’Italia dovrà restare per 14 giorni in quarantena.

IL PIANO ANTICORONAVIRUS

Il governo di Boris Johnson ha varato norme che fanno riferimento a 3 livelli di rischio contagio. Il piano di controllo della pandemia, arrivata ieri a quasi 19mila contagi al giorno, prevede una serie di regole sempre più stringenti a seconda del livello di allerta a cui si arriva.

Il livello 1 si attesta sui 100 contagi al giorno su 100mila abitanti. Bar, pub, e ristoranti chiusi alle 22, la “regola del 6”, applicata anche in Italia (divieto di incontrarsi in più di 6 persone di diversi nuclei familiare, sia all’interno sia all’esterno), con eccezioni previste solo per le cerimonie.

Il livello 2 si applica per quelle zone che superano i 100 contagi ogni 100.000 abitanti. Oltre le limitazioni già enunciate si applica il limite massimo di due nuclei familiari diversi a contatto tra loro all’interno di una casa; fuori casa resta possibile. Pub e ristoranti si possono frequentare ma solo coi membri del proprio nucleo familiare.

Il massimo livello di allerta è il 3 e si basa sull’accelerazione del numero di contagi e altre caratteristiche del territorio. Le misure prevedono in questo caso la chiusura dei luoghi pubblici come pub e palestre.

I DIVIETI AD OGGI APPLICATI ZONA PER ZONA

Oltre a Londra, passata al livello 2, norme più severe vengono applicate anche per la contea dell’Essex, di York e altre aree minori. Liverpool è passata al livello 3 del piano di BoJo. Quindi chiusura di bar, pub, palestre e sale da gioco, mentre i ristoranti devono chiudere sempre alle 22.

Anche Manchester sta rischiando il livello 3, ma il sindaco giudica troppo punitive le restrizioni del governo.

Il Galles ha invece deciso di non far entrare nessuno che provenga dalle zone ad alto rischio e  l’Irlanda del Nord ha chiuso scuole, pub e ristoranti.

In generale è comunque fortemente sconsigliato muoversi fra diverse zone del Paese.

 

 

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