“In questi giorni ha fatto molto discutere la disponibilità  di Forza Italia al dialogo con il governo. Francamente mi stupisco di tale stupore”. Il commento di Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia

Il momento storico che viviamo è drammatico e senza precedenti, ce lo ripetiamo ma mai abbastanza rispetto alla sofferenza che vivono migliaia di famiglie, imprese e attività. Ce lo dicono non solo le televisioni, ma anche i numeri economici di una crisi che non ha paragoni dal dopoguerra e recentemente hanno iniziato a dircelo anche le piazze, dove tensioni, frustrazioni, rabbia e paure per il futuro si sono affacciate come da tempo non vedevamo.

In questi giorni ha fatto molto discutere la posizione di Forza Italia che ha dato disponibilità al dialogo con il governo. Apriti cielo. Francamente mi stupisco di tale stupore.

Quando incontro le persone che soffrono questa crisi non mi chiedono uno scontro muscolare oggi per prepararci a una competizione elettorale domani; queste persone chiedono di incidere nelle decisioni ora, perché non c’è più tempo da perdere. Di tempo il governo ne ha perso molto e anche di buone occasioni. Ritardi colpevoli, confusione, un approccio troppo assistenzialista e statalista, la sensazione che oggi in Italia ci siano i protetti mentre un intero pezzo di Paese sia completamente al di fuori da qualsiasi garanzia.

È proprio per questa ragione che se dal governo arriva un appello al dialogo noi raccogliamo questa disponibilità, non per le poltrone, escludiamo con forza un ingresso in maggioranza, ma per gli italiani che oggi non ce la fanno, angosciati e frustrati.

Vogliamo collaborare per “fare cose”. Quali?

Ci schieriamo a favore di chi è rimasto indietro, abbandonato dallo Stato, senza aiuti e senza bonus e mettiamo per questo in campo delle proposte di buon senso per rilanciare l’economia e sostenere chi è in ginocchio come i commercianti, le partite Iva, i lavoratori autonomi, i professionisti. Per loro chiediamo che vengano previste delle misure di sostegno, come un semestre bianco fiscale per uscire dalla logica del sussidio ed accompagnare la ripresa economica di famiglie e imprese.

Non solo, chiediamo il pagamento immediato dei debiti della pubblica amministrazione e liquidità immediata nei conti correnti. Dobbiamo quindi ragionare per obiettivi prioritari e fare le riforme giuste. Ma per attuare un piano di investimenti efficace bisogna ragionare in grande e cambiare il paradigma di partenza: un approccio nuovo e liberale, che generi energie positive da incanalare in riforme strutturali (meno burocrazia, meno tasse, giustizia, Pubblica amministrazione, infrastrutture, eccetera…). Deve partire una stagione di riformismo dove i privati tornino ad essere protagonisti.

L’Italia deve cogliere questa opportunità che arriva dall’Europa per cambiare e riformare la basi strutturali del nostro Paese. Questa è la sfida che dobbiamo raccogliere e noi come forza europeista, liberale e di centrodestra ci candidiamo ad un ruolo da protagonisti.

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