Si è tenuta questa mattina la presentazione dell’Osservatorio Nomisma sui farmaci generici realizzato per Egualia. “Flessibilità e coraggio hanno fatto sì che le aziende del farmaco rispondessero prontamente all’emergenza Covid”, ha detto Enrique Häusermann, presidente Egualia. Tra i partecipanti, moderati da Ilaria Vesentini, Nicola Magrini e Mario Fiorentino

Il focus sugli effetti dell’emergenza sanitaria sul comparto e le indicazioni di policy che ne derivano. Sono questi i fondamenti su cui si basa il rapporto di Nomisma sui farmaci generici realizzato per Egualia (già Assogenerici) e presentato questa mattina in streaming. Il settore farmaceutico italiano è quello che produce più farmaci in Europa, la sua efficienza è stata messa a dura prova dall’emergenza di Covid-19 ma è riuscito a rispondere a tutte le esigenze del sistema italiano. In particolare, durante il mese di marzo 2020 si è registrato un aumento della domanda di farmaci generici tra il 128% e il 782% rispetto al marzo 2019 e il mercato ha dovuto completamente ridefinirsi nella produzione rispetto a un’esigenza vitale, in particolar modo riguardo ai farmaci iniettivi, specifici per l’emergenza sanitaria del coronavirus, come anche tutti quei farmaci che permettono la cura degli effetti del virus.

FARMACI: BOOM DI DOMANDE

Sotto la lente – in una survey che ha coinvolto direttamente le imprese associate ad Egualia – le strategie utilizzate per gestire l’alto grado di complessità e l’urgenza produttiva registrata tra febbraio e aprile. Nella prima fase emergenziale, nel periodo di massima criticità, il 58% delle imprese ha visto aumentare la domanda di farmaci e di queste ben il 93% è riuscita a soddisfare completamente o parzialmente l’aumento della domanda e il 58% del totale ha riorientato la produzione verso le categorie di prodotti a maggior rischio di carenza. Riguardo al grado di intensità con cui le aziende hanno messo in atto le diverse strategie per incrementare la produzione il 71% ha indicato di aver fatto ricorso alle scorte di magazzino, il 57% di aver usufruito di deroghe emergenziali da parte delle autorità per velocizzare la disponibilità di prodotto sul mercato, il 57% di aver aumentato i turni di lavoro e previsto straordinari per il personale, il 21% di aver impegnato nuovo personale per la produzione, il 50% di aver utilizzato la leva dell’importazione, e il 14%, infine, di aver acquistato nuovi macchinari.

LE CRITICITÀ DEL SETTORE

La survey mette anche chiaramente in evidenza i colli di bottiglia che hanno aggiunto criticità al percorso: oltre il 57% delle imprese ha indicato di essere stata ostacolata dalla penuria o assenza di elementi necessari alla produzione; il 73% di aver avuto problemi ad approvvigionarsi di principi attivi; il 54% ha avuto la stessa difficoltà con gli intermedi di sintesi; il 43% ha lamentato interruzioni anomale della supply chain. Le attese degli operatori per l’immediato futuro si concentrano sul rendere la catena di approvvigionamento più sicura e meno soggetta a fluttuazioni (96%) cui si aggiunge il desiderio di moltiplicare il numero delle fonti di approvvigionamento lungo ogni fase produttiva diversificando il rischio (88%).

I DUE PILASTRI PER IL FUTURO DEL PHARMA

“Si parla di pianificazione della sanità del futuro, ridisegnando un sistema di offerta su basi radicalmente nuove rispetto al passato – ha spiegato Lucio Poma, capo economista di Nomisma – ma non è possibile ridefinire il sistema sanitario senza ridefinire anche il sistema di regole della produzione dei farmaci che lo sostengono”. “La pandemia ha scombussolato le carte e anche le regole del gioco – ha concluso – e questa è un’occasione unica per abbracciare il cambiamento tecnologico di Industria 4.0 su cui si giocherà le sorti competitive di questo mercato nel prossimo decennio”. Lucio Poma ha inoltre posto l’accento sui due pilastri fondamentali su cui costruire il sistema del futuro: la flessibilità amministrativa che è stata introdotta durante la pandemia e che auspica si possa mantenere e la catena del valore che necessita di una completa tracciabilità affinché la catena di approvvigionamento sia più sicura e meno soggetta a fluttuazioni.

IL RUOLO CHIAVE DELLA BIODIVERSITÀ PRODUTTIVA

Fondamentale anche il tema della biodiversità produttiva dei farmaci, sollevato da Lucio Poma: “È necessario mantenere in vita produzioni di farmaci che potrebbero essere eliminate dal mercato perché non più convenienti. Considerando la biodiversità un bene pubblico per questo Paese e per la sanità”.
Il presidente di Egualia, Enrique Häusermann ha rilevato le criticità intorno al tema. “La crisi che stiamo ancora vivendo ha messo in luce tutti problemi legati alla globalizzazione della produzione farmaceutica. L’intera Europa si è scoperta ancora troppo dipendente, soprattutto nei momenti critici, da paesi extra-europei per l’approvvigionamento delle sostanze intermedie per sintetizzare i principi attivi e quindi produrre i farmaci. Oggi abbiamo la possibilità di investire in progetti strategici per il Paese, attraverso le risorse che arriveranno con il Recovery Fund: possiamo finalmente investire sul futuro”. Tra gli obiettivi, prosegue Häusermann, “è necessario anche ripensare la struttura distributiva e individuare nuovi modelli di approvvigionamento pubblico dei farmaci perché non può e non potrà esserci sostenibilità del SSN senza garantire sostenibilità alle imprese che lo riforniscono dei prodotti essenziali alla prosecuzione delle sue attività”.

MAGRINI: “AIFA A SUPPORTO DEL SSN”

Per quanto riguarda la flessibilità amministrativa rilevata durante il periodo della pandemia, Nicola Magrini, direttore generale dell’agenzia italiana del farmaco, ha sottolineato il ruolo di “regolatore” dell’Aifa e l’obiettivo comune: favorire l’accesso universale ai farmaci di buona qualità ma con la necessità che i rispettivi ruoli rimangano chiari. “Sono grato al sistema produttivo che ha mostrato questa capacità di risposta, il mio sforzo sarà di incardinare l’Aifa a supporto del Ssn, come cardine o pilastro non solo nell’approvazione iniziale di farmaci, ma anche nel loro monitoraggio e a supporto delle regioni per aumentarne l’efficienza economica di sostenibilità ma anche di capacità di accesso. I farmaci generici – ha aggiunto Magrini – ne sono un chiaro esempio, con il Sud Italia che ne fa un ricorso scarso, di circa la metà, rispetto al Nord Italia”.

INDUSTRIA FARMACEUTICA 4.0

In tema di industria 4.0, un grande aiuto per le imprese, è intervenuto Mario Fiorentino, direttore generale per la politica industriale, l’innovazione e le pmi del ministero dello Sviluppo economico. “Siamo nella cosiddetta quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da una profonda trasformazione dei meccanismi di produzione. Le sollecitazioni che derivano dalla digitalizzazione dell’industria manifatturiera, in vista anche di un ripensamento dei modelli di business per andare a intercettare nuovi mercati e nuove necessità, portano al tentativo di stabilire un approccio organico che persegue sia la competitività tecnologica, che la crescita di competenze in un insieme articolato di interventi che è volto a soddisfare diverse sfide e necessità”.

IL RUOLO DELLA RICERCA

Infine, un problema da non dimenticare è quello attinente al mondo della ricerca, di cui si è fatta portavoce Angela Ianaro, membro delle commissioni parlamentari Affari sociali e politiche dell’Ue e presidente dell’intergruppo parlamentare Scienza e salute alla Camera dei deputati. “In questo momento c’è veramente bisogno di un ritorno, di un’affermazione chiara e definita dell’importanza della ricerca scientifica – ha sottolineato – per rispondere alle paure e ai sospetti dei cittadini”.

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