Un legale ha obbligo professionale di non iniziare una causa senza fondamento in buona fede, e non sono convinto che Trump abbia raggiunto quella soglia. Conversazione con Charles Bernardini, socio dello studio legale Nixon & Peabody di Chicago e già Presidente della Camera di Commercio Italiana di Chicago. È stato Special Assistant State’s Attorney in Cook County, Illinois

Mentre il New York Times ha annunciato che lo studio legale che rappresenta le istanze della campagna di Trump per il riconteggio dei voti in Pennsylvania ha rinunciato al mandato, per l’avvocato italo americano Charles Bernardini, democratico, socio dello studio legale Nixon & Peabody di Chicago, nessun avvocato “serio” potrebbe rappresentare Trump nella sua battaglia. Bernardini è Presidente della Camera di Commercio Italiana di Chicago, è stato per tre anni Special Assistant State’s Attorney in Cook County, Illinois per il controllo del Vote Fraud responsabile da monitorare i seggi elettorali di Chicago e sobborghi, a capo di uno staff di con 500 assistenti e con al suo attivo oltre 100 condanne ottenute per le frodi elettorali investigate e scoperte, da ambo le parti.

Avvocato Bernardini, partiamo dalla sorprendente situazione post elezioni del 3 novembre negli Usa: un presidente uscente sconfitto in 4 stati rifiuta di concedere la transizione al suo avversario nonostante l’ampio margine di vittoria (290 grandi elettori contro 217 per Trump e ben 5 milioni di voti in meno), da avvocato esperto di campagne elettorali cosa ne pensa?

Anche se ormai niente di Trump dovrebbe stupire, il fatto del suo rifiuto di accettare il voto del 3 novembre (che è stato proclamato dal non-partisan Elections Infrastructure Government Coordinating Council come “elezione più sicuro dalla storia degli stati uniti”) espresso dai cittadini americani e le bugie che stia proponendo in merito ci lasciano increduli e preoccupati per il paese e per questa democrazia.

Cosa pensa di Rudolph Giuliani? Sta parlando da avvocato o da politico supporter? Esiste un limite tra le due professioni che non deve essere superato?

I media già ad ottobre riferivano che le agenzie di intelligence americane hanno avvertito la Casa Bianca in 2019 che Giuliani era stato manipolato dal servizio segreto russo, per divulgare voci falsi in Usa riguardo Biden. L’altro ieri un professore della Princeton University, commentando ai giornalisti sulle cause legali di Trump contro l’elezione, ha osservato che se le accuse fossero serie, per impressionare i giudici della Corta Suprema, ci vorrebbe un legale prestigioso e serio, certamente non è Rudolph Giuliani.

Il suo studio è da tempo impegnato nelle contestazioni elettorali e verifiche delle regolarità del voto a tutti i livelli. Accettereste un incarico dalla campagna di Trump per investigare sulle presunte frodi? Secondo voi, vi sono possibilità che le cause intentate dal Presidente portino a un ribaltamento del risultato elettorale?

Un legale americano, credo anche italiano, ha obbligo professionale di non iniziare una causa che sia “frivola”, senza fondamento in buona fede. Per quanto ho visto finora, non sono convinto che le cause iniziate da Trump abbiano raggiunto quella soglia. Se potessero portare ad un ribaltamento del risultato elettorale, questo dipende 1) a quali giudici arriveranno per la decisione 2) se la legislatura di qualche stato in ballo decidesse di non mandare gli “electors” a Washington in dicembre a votare secondo il voto del popolo di quello stato. Tutte cose improbabili, ma siamo in tempi improbabili.

Come prevede che finirà la battaglia legale?

Se Trump non manderà l’esercito sulle strade (ha appena sostituito tutti i capi del Dipartimento di Difesa con i suoi tifosi e nessuno sa il perché), finirà come Biden Presidente.

Si parla tanto di un’America divisa, secondo lei si sta soffiando sul fuoco di possibili rivolte da parte degli elettori repubblicani? C’è il rischio che estremisti si sentano autorizzati a protestare in maniera anche violenta? L’America è in pericolo? La sua Democrazia?

Rispondo alle tre domande con una parola: Sì

La battaglia Twitter che censurava i suoi post e Trump che vuole togliere al social network i benefici della section 230 del Decency Act ha stupito molti, cosa è successo realmente?

Twitter a mio parere sta provando a differenziarsi dagli altri social network proponendosi come strumento serio e responsabile, due criteri che Trump non apprezza.

Riuscirà Biden a guarire le ferite e le divisioni dell’America verso una “More perfect Union”?

Ha vinto proprio perché il popolo americano, la maggioranza da quasi 6 milioni di voti, vuole proprio questo. La sua storia dice che sia la persona giusta per il momento così difficile per l’America.

Secondo Lei il partito repubblicano appoggia Trump in questa vicenda?

Lo sta facendo, ma per fortuna con qualche coraggiosa e seria eccezione, che possiamo solo sperare che i repubblicani coraggiosi crescano in tono di voce e numeri.

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