Se confermata dal Senato, sarà la prima donna alla guida dell’intelligence americana. Vita, formazione e curiosità dellla prossima guida degli 007 americani

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, comincia a preparare il suo team di lavoro prima di insediarsi alla Casa Bianca a gennaio. Tra le prime sorprese c’è la scelta di Avril Haines come nuovo direttore dell’Intelligence nazionale; Haines guiderà una rete di 17 agenzie che compongono l’intelligence americana. E sarà la prima donna a occupare questo incarico, se confermata dal Senato come prevede la legge.

Nata a New York nel 1969, Haines è laureata in Fisica e in Diritto. Nel 2001 ha cominciato a lavorare come avvocato e tra il 2003 e il 2006 è stata consulente del dipartimento di Stato. Successivamente è arrivata al Senato, dove ha conosciuto Biden, e nel 2008 è entrata a fare parte del team legale della Casa Bianca.

Avril è cresciuta nel centro di Manhattan all’interno di una famiglia classe alta americana. È figlia unica, sua madre era scientifico e pittrice, mentre il padre un biochimico e professore del City College, nonché collaboratore alla Scuola di Medicina dell’Università di New York.

È per questo che Haines ha coltivato un particolare amore per la scienza. Si è laureata a pieni voti al Hunter College High School. Secondo Vanity Fair, il suo sogno da piccola era scoprire la cura per una malattia. Forse perché perse la mamma a 15 anni, a causa di una polmonite cronica degenerata in tubercolosi.

Grande appassionata di sport, Haines si è dedicata un anno – prima di cominciare l’università – a studiare a Kodokan, un’accademia di judo a Tokyo. Dopo si è iscritta all’Università di Chicago per studiare Fisica. Mentre studiava, lavorava part-time come meccanica in un’officina di auto a Hyde Park.

I fine settimana, invece, prendeva lezioni di volo a New Jersey. E lì ha conosciuto l’istruttore David Davighi, con il quale si è sposata.

Nel 1992, Haines ha cominciato a studiare Diritto alla Law Center dell’Università di Georgetown, e dopo si è trasferita a Baltimore, nel Maryland, dove il marito trovò lavoro come pilota commerciale e lei cominciò il dottorato all’Università Johns Hopkins.

Ma un anno dopo lasciava il dottorato (per poi finirlo all’inizio dell’anno 2000) iniziando ad occuparsi della gestione di un caffè-libreria a Fell’s Point, Baltimore insieme al marito. Il locale l’hanno chiamato Adrian’s Book Café ed è stato decorato con dipinti della mamma in suo onore.

Oltre alla politica e lo sport, Haines è appassionata di storia e antichità. Per questo suo bagaglio, è riuscita a gestire momenti molto complicati in materia di diritto internazionale.

Nel 2013 è arrivato il grande momento per Haines: il presidente Barack Obama la scelse come la numero due della Cia con il direttore John Brennan. Anche in quella occasione è stata la prima donna a ricoprire l’incarico. Risale a quell’epoca la sua partecipazione nel polemico programma di droni di Obama, quando la Casa Bianca è stata accusata di autorizzare “omicidi selettivi”, nei quali ci sono state molte vittime civili.

Ed è proprio questo background a preoccupare molti. In un articolo pubblicato da Business Insider, si legge che gruppi per i diritti umani e progressisti hanno espresso preoccupazione per la scelta di Haines. Perché lei “ha svolto un ruolo centrale nella creazione del quadro giuridico che circonda la controversa e segreta guerra dei droni dell’amministrazione Obama”.

Come sostiene un ritratto di Newsweek del 2013, “Haines è stata talvolta convocata nel cuore della notte per valutare se un sospetto terrorista potesse essere legalmente incenerito da un attacco di droni”.

Andrea J. Prasow, vicedirettore di Human Rights Watch a Washington, ha detto al New York Times di essere preoccupato per la nomina: “Con queste scelte di governo, torniamo alla precedente amministrazione invece di fare scelte audaci e orientate al futuro”. Tuttavia, il rappresentante dell’organizzazione internazionale ha anche detto che Haines è “una delle persone più gentili che abbia mai incontrato, e probabilmente la persona più simpatica che abbia mai incontrato che abbia lavorato per il governo degli Stati Uniti”.

Durante i due mandati di Obama, secondo i dati del Bureau of Investigative Journalism, ci sono stati 563 attacchi, principalmente da parte di droni, condotti in Pakistan, Somalia e Yemen, nei quali sono morti tra 384 e 807 civili. Come sottolinea Business Insider, “ci sono stati dieci volte più attacchi aerei segreti come parte della guerra al terrore sotto Obama rispetto a Bush”.

 

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